Balduino Ceppetelli, Il Sole 24 Ore 16/2/2012, 16 febbraio 2012
FACEBOOK, DA RECORD ANCHE LE TASSE
Quando si parla di Facebook quello che colpisce di più sono i numeri, tutti elevatissimi. Quasi 800 milioni di utenti, Ipo record (il valore stimato si avvicina a 100 miliardi di dollari), il fondatore Mark Zuckerberg che diventerà (una volta perfezionato il listing) il quarto uomo più ricco d’America, ricavi in impennata. E anche tasse stratosferiche. Proprio per quanto riguarda quest’ultimo punto – scrive il Financial Times – quest’anno Facebook avrà bisogno di altri 5 miliardi di dollari per pagare le imposte sulle stock option dei suoi dipendenti legate alla quotazione. La vendita è connessa all’effetto secondario degli enormi profitti che i primi manager dell’azienda, così come molti dei 3mila dipendenti che posseggono stock option, possono guadagnare con l’Ipo a Wall Street. Una somma di tutto rilievo, non solo per l’azienza, ma anche per lo Stato della California (dove ha sede Facebook), tanto che i politici locali già pensano di utilizzarla per sostenere il settore scolastico, sul quale pesano possibili nuovi tagli ai finanziamenti pubblici.
Le quote di azioni vincolate e opzioni dei dipendenti hanno un valore complessivo superiore ai 23 miliardi di dollari. Altra somma di tutto rilievo. Basti pensare che è superiore alla capitalizzazione di Borsa di un altro gigante di internet, Yahoo!. E questo – prosegue l’Ft – senza tenere conto dei 5,4 miliardi di dollari di profitti da stock option attesi per Zuckerberg, che sono solo una piccola parte di una quota totale valutata in 24 miliardi di dollari. I dati riportati dal quotidiano britannico si basano sul prezzo corrente a cui le azioni stanno passando di mano, pari a 45 dollari per azione, sul mercato secondario privato secondo SharesPost, mentre i livelli dei profitti dei dipendenti e quindi la tassazione dipenderanno da cosa succederà dopo che la società diventerà una "public company". Circa metà delle stock option che Facebook ha dato ai suoi dipendenti dal 2005 saranno conferite sei mesi dopo la quotazione, e quindi i dipendenti potranno vendere le azioni anche se questo comporterebbe un’immediata imposizione fiscale. Secondo il file della Sec, Facebook coprirà questa tassazione e venderà azioni per pagare questa somma. Il solo Zuckerberg pagherà 1,5-2 miliardi di dollari sui suoi profitti da stock option quest’anno. E intanto sale l’attesa per l’Ipo, definita la più grande del secolo di internet. In molti sono poi curiosi di valutare la tenuta del modello di business di Facebook. Qualche indicazione al riguardo comunque già arriva da aziende collegate , quali Zynga, sbarcata a Wall Street un anno fa. La società, che ha ideato molti dei videogiochi online più famosi per Fb (quali Farmville o Mafia Wars), ha chiuso il quarto trimestre in rosso, a causa dei costi collegati ai compensi in azioni, per 435 milioni di dollari, dopo l’utile di 43 milioni realizzato nello stesso periodo del 2010. I ricavi però sono balzati del 59% a 311,2 milioni di dollari.