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 2012  febbraio 16 Giovedì calendario

NEL 2011 IL DEBITO AL 120% DEL PIL TENGONO LE ENTRATE

Al 31 dicembre del 2011 il debito delle Amministrazioni pubbliche è risultato pari a 1.897,9 miliardi contro i 1.842,9 miliardi a fine 2010. Nel 2011 il fabbisogno è stato pari a 62,6 miliardi. Nel 2010 era risultato pari a 67,0. Al netto del sostegno finanziario ai paesi del l’area dell’euro, il fabbisogno è sceso a 53,4 miliardi, circa dieci miliardi in meno dell’anno prima: era stato pari a 63,1 nel 2010.
Secondo i dati diffusi ieri dalla Banca d’Italia l’aumento dello stock del debito nel corso del 2011, ammontato a 55,1 miliardi, è stato determinato, oltre che dal fabbisogno, compresi i 9,2 miliardi erogati dall’Italia come sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro,anche dall’emissione di titoli sotto la pari che ha comportato scarti di emissione pari a 11,3 miliardi e dal deprezzamento dell’euro, che ha accresciuto il valore delle passività denominate in valuta estera di 0,2 miliardi. Ha invece contribuito a ridurre la crescita del debito il ricorso alle disponibilità liquide detenute dal Tesoro (diminuite di 19,0 miliardi, a quota 24,3).
Se si guarda ai vari settori, il debito delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 54,8 miliardi, a 1.786,8; il debito delle Amministrazioni locali è aumentato di 0,3 miliardi, a 111,0. Nel complesso del biennio 2010-11 il sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro è stato pari a 13,1 miliardi: di cui 10,0 concessi alla Grecia, 1,6 al Portogallo e 1,6 all’Irlanda. A fine dicembre la vita residua del debito pubblico é pari a 7,6 anni, in modesto calo rispetto a 7,8 anni di fine dicembre 2010. Quanto alla dinamica delle entrate, secondo la Banca l’Italia lo scorso anno sono state pari a 403,111 miliardi, contro i 396,679 miliardi del 2010, con un aumento di 6,342 miliardi (1,57%). È da ricordare anche che nel 2010 il gettito tributario aveva subito una flessione dello 0,97% rispetto all’anno precedente, con una perdita, in termini di gettito, di quasi 4 miliardi di euro.
Anche se per conoscere l’entità esatta del rapporto debito/ pil nel 2011 occorrerà attendere un mese, quando l’Istat pubblichi il dato annuale definitivo relativo alla crescita dello scorso anno (quello 0,4% di crescita del prodotto interno lordo indicato nel comunicato dell’Istat è ricavato dai dati concatenati trimestrali) i tecnici possono ora cominciare a fare qualche stima, valutando che per l’Italia il 2011 passerà alla storia con un rapporto debito/pil intorno al 120 per cento.
Del resto, l’ultimo Bollettino economico della Banca d’Italia, realizzato sulla base delle informazioni disponibili nei primi undici mesi dell’anno, stimava che il rapporto debito/ pil nell’anno sarebbe aumentato di un punto e mezzo percentuale rispetto all’anno precedente: in pratica, che sarebbe passato dal 118,4% del 2010 al 120% circa. Questo incremento, annotavano in ogni caso gli economisti di via Nazionale, sarebbe comunque più contenuto rispetto a quello stimato per gli altri paesi dell’area dell’euro nell’autunno scorso dalla Commissione europea (pari a 2,5 punti percentuali). Inoltre, la stessa Banca centrale italiana (che nelle sue previsioni macro ha presentato due scenari, uno più pessimistico con il pil a meno 1,5% quest’anno e una stagnazione nel 2013 e l’altro più ottimistico, con una recessione a meno 1,2% nel 2012 e una ripresa dello0,8% l’anno prossimo) ha precisato che con entrambi gli scenari «le tre manovre correttive disposte tra luglio e dicembre permettono di conseguire nel 2013 un avanzo primario nell’ordine del 5 per cento del Pil e una prima riduzione del rapporto debito/Pil».
La riduzione possibile per il rapporto debito-pil sarebbe, naturalmente, più accentuata nello scenario più ottimistico. Con un modesto refolo di ripresa economica l’anno prossimo, infatti, nel 2013 il rapporto tra debito e pil tornerebbe attorno al 118,5 per cento e verrebbe sostanzialmente conseguito il pareggio di bilancio.