Luisa Grion, la Repubblica 16/2/2012, 16 febbraio 2012
L´economia italiana riabbassa la testa nuova doccia fredda su consumi e imprese – Se c´era bisogno di una conferma statistica per dire che l´economia sta male ora la conferma è arrivata
L´economia italiana riabbassa la testa nuova doccia fredda su consumi e imprese – Se c´era bisogno di una conferma statistica per dire che l´economia sta male ora la conferma è arrivata. L´Italia è in recessione «tecnica», perché per due trimestri consecutivi il suo Pil è risultato negativo. Era già successo fra luglio e settembre del 2011 (meno 0,2) ed è di nuovo capitato negli ultimi tre mesi dello scorso anno: meno 0,7 rispetto ai precedenti tre mesi, meno 0,5 a confronto con lo stesso periodo del 2010. L´Istat, con i suoi dati, ha quindi messo il timbro ufficiale sulla crisi. Che il quadro fosse nero non è una sorpresa, ma l´ultima recessione tecnica era comunque terminata nel secondo trimestre 2009 e il ritorno pesa. «Succede raramente nella storia che per un periodo così prolungato l´economia di un Paese sia con segno negativo - commenta Corrado Passera, ministro dello Sviluppo - ci eravamo ripresi, ma ora siamo rientrati in forte recessione: se vogliamo che l´Italia si rimetta in modo dobbiamo introdurre con coraggio riforme profonde e strutturali». EFFETTO TRASCINAMENTO I numeri di oggi pesano anche sul futuro: il 2012 parte svantaggiato. Secondo l´Istat, la crescita acquisita per quest´anno - quella che si realizzerebbe se tutti i trimestri registrassero un tasso di incremento pari a zero - è negativa, ferma a meno 0,6 per cento. E le previsioni per l´intero anno, comprese quelle del governo, propendono per il meno 0,4 per cento. Il 2011, conferma l´istituto si è invece chiuso con una crescita dello 0,4. Il «fardello» del passato preoccupa molto Confesercenti per gli effetti sulla domanda interna: ora più che mai, dicono, «è necessario non procedere al paventato aumento dell´Iva». I consumatori invece consigliano necessarie misure: «L´Italia sprofonda di nuovo nella crisi, i soldi risparmiati con la riduzione degli acquisti dei caccia F35 siano destinati a ridurre le imposte su luce e gas» sottolinea il Codacons. I SETTORI PIU´ E QUELLI MENO La recessione, spiega l´Istat, non è uguale per tutti. Al risultato si è arrivati mediando fra i dati positivi dell´agricoltura, quelli negativi dell´industria e quelli stazionari dei servizi. Ma Coldiretti avverte che è meglio non aspettarsi troppo dall´anno in corso: «Il maltempo ha già bruciato lo 0,1 per cento del Pil - lamentano gli agricoltori - abbiamo già perso 1 miliardo e mezzo di euro». Che la crisi pesi soprattutto sulle imprese lo conferma anche il Censis: nei distretti industriali, i «gioiellini» di un tempo, le esportazioni hanno tenuto, ma produzione e occupazione non hanno recuperato i valori perduti. Il 67 per cento dei distretti si sta ridimensionando. LA RECESSIONE DEGLI ALTRI Se l´Italia sta male, il resto dell´Europa non sta bene. Sia l´area della moneta unica che la Ue a 27 segnalano, nell´ultimo trimestre del 2011, un Pil in calo. Dalla crisi non è esente nemmeno la Germania (meno 0,2 per cento), mentre la Francia, contrariamente alle previsioni ce la fa a tenersi in positivo (+0,2 per cento). Peggiora pure la Spagna (meno 0,3). Assieme all´Italia entrano ufficialmente in recessione anche l´Olanda, paese a tripla A, che nell´ultimo trimestre del 2011 ha subito una contrazione del Pil dello 0,7 per cento. Stessa sorte per il Belgio, che conferma la sua recessione tecnica, già annunciata il mese scorso. In Portogallo la situazione già grave è peggiorata per via della politica di austerità: il Pil dell´anno ha chiuso a meno 1,3 per cento.