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 2012  febbraio 16 Giovedì calendario

Ici su scuole, cliniche e alberghi della Chiesa – ROMA - Bastava avere una cappellina in clinica, in albergo o nelle scuole e l´Ici, ora Imu, non era dovuta

Ici su scuole, cliniche e alberghi della Chiesa – ROMA - Bastava avere una cappellina in clinica, in albergo o nelle scuole e l´Ici, ora Imu, non era dovuta. Un´elusione, quella della Chiesa italiana sugli immobili di sua proprietà usati per attività commerciali, da almeno 700 milioni di euro l´anno, secondo calcoli prudenziali dei Comuni. Ora lo "sconto" sparirà. Il premier Monti ha annunciato ieri l´intenzione di presentare sul tema un emendamento che di fatto limiterà l´esenzione totale dall´imposta, di cui gode ora la Chiesa, ai soli edifici «nei quali si svolge in modo esclusivo un´attività non commerciale». Chiese, parrocchie, sedi Caritas, oratori, mense per i poveri continueranno a non pagare. Tutto il resto sì. Una decisione che Monti illustrerà di persona già oggi a Palazzo Borromeo, sede dell´ambasciata italiana presso la Santa Sede, quando incontrerà, accompagnato da quasi tutti i ministri e alla presenza di Napolitano, i vertici vaticani per l´anniversario dei Patti Lateranensi. A caldo, la Conferenza episcopale italiana è in attesa «di conoscere l´esatta formulazione del testo» per esprimere un giudizio. Tuttavia il suo presidente, il cardinal Bagnasco, da tempo si dice pronto ad accogliere «ogni intervento con la massima attenzione e senso di responsabilità» purché «sia riconosciuto e tenuto nel debito conto il valore sociale del vasto mondo del no profit». A fine gennaio, la Cei ribadiva la propria «disponibilità» proprio perché «materia unilaterale e non concordataria», ovvero «una legge dello Stato: e alle leggi si obbedisce». Il dossier era in preparazione da tempo. Anche perché sul tema pende una procedura di infrazione della Commissione europea, aperta nell´ottobre del 2010 su ricorso dei Radicali, che potrebbe riservare all´Italia una condanna per aiuti di Stato entro i prossimi due mesi. Questo spiega perché il presidente Monti abbia affidato in primis il delicato annuncio ad una lettera inviata proprio al vicepresidente della Commissione Ue, Joaquin Almunia, rassicurandolo dell´intenzione di «presentare in parlamento un emendamento che chiarisca in modo definitivo la questione». Non è detto, tuttavia, che questa mossa eviti all´Italia lo schiaffo europeo e la condanna, ritenuta da alcuni addirittura imminente, a versare anche il pregresso. La norma che il governo Monti si appresta a definire interesserà solo quegli edifici di proprietà ecclesiale adibiti ad attività economiche come le strutture turistiche, assistenziali, didattiche, sportive e sanitarie ora esentate fiscalmente perché "miste", ovvero «non esclusivamente commerciali» come le definì un decreto del 2006 (Prodi-Bersani), vista la presenza al loro interno di luoghi di culto, come le cappelle. Monti intende correggere questa impostazione, circoscrivendo l´esenzione agli edifici in cui l´attività non commerciale è svolta «in modo esclusivo». Se «solo prevalente» (la cappella, ad esempio), lo sconto vale unicamente per quella «frazione di unità». Non per il resto, soggetto ad Ici-Imu. Sarà il ministero dell´Economia a stabilire i criteri per individuare la proporzione tra attività commerciali o meno in base alla quale determinare l´imposta dovuta.