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 2012  febbraio 16 Giovedì calendario

periscopio – Gardini era un uomo geniale, lo incontrai due giorni prima che si sparasse. Quando chiamai Agnelli per avvisarlo della sua morte la risposta fu: un giocatore di poker in un far west non poteva che fare quella fine

periscopio – Gardini era un uomo geniale, lo incontrai due giorni prima che si sparasse. Quando chiamai Agnelli per avvisarlo della sua morte la risposta fu: un giocatore di poker in un far west non poteva che fare quella fine. Quel cinismo mi gelò il sangue. Carlo De Benedetti, alla Bocconi. La vicenda di Baltazar Garzon, il giudice spagnolo che è stato condannato ad astenersi dall’attività di magistrato per 11 anni, da noi sarebbe finita così come accadde a Brescia dal 1996 al 1999 quando Di Pietro incassò il non luogo a procedere per 27 accuse complessive, divise in 54 procedimenti penali. Quei proscioglimenti costituiscono un unicum nella storia della giurisprudenza. Filippo Facci. Libero. Niente candidatura alle Olimpiadi estive del 2020 a Roma. Ma Alemanno può riprovarci con quelle invernali. Lui, di neve, se ne intende. Camillo Leonardi. Il Foglio. Com’è che si chiamava quell’incapace che è riuscito a perdere le elezioni al Comune di Roma contro Alemanno? Jena. la Stampa. Dice un magistrato a proposito del raid di Cortina della Gdf: «Dove si dovrebbero fare gli accertamenti, se non dove si suppone che ci sia chi ha commesso il reato?». Ma chi è il «si», cioè il soggetto che «suppone»? È il funzionario pubblico; uno cioè che è interprete dello stato già autoritario. Uno stato che non è diventato Stato di diritto, governo della legge, bensì è ancora «Stato di supposizione», governo della discrezionalità. Fai le vacanze in una certa località, hai un’auto di una certa cilindrata? Sei un evasore. È come si dicesse: «Poiché a Napoli c’è la camorra, c’è da supporre che, in quanto napoletano, tu sia camorrista». Piero Ostellino. Corsera. Se la giustizia umana fosse davvero tale, non avremmo bisogno di quella divina. Roberto Gervaso. Il Messaggero. Il Cav non è più premier, forse nemmeno ha più un partito. L’alleato lo insulta, l’azienda va maluccio, la libido gli è scesa sotto le scarpe. I processi si trascinano nell’indifferenza generale, stanchi e polverosi. Mills è uno strano nome di quattro consonanti e una vocale e l’idea di riesumare Ruby e compagne odora di necrofilia. Umberto Silva, psicanalista. Il Foglio. In Umbria hanno provato a fare il pecorino con il cioccolato, il cacio Perugina. Rocco Moliterni: Parlami d’amore ragù. Mondadori Electa. Il contatto con l’altro genera conoscenza ed appagamento. In esso si ravvisa più uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest’ultima. Marguerite Yourcenar: Memorie di Adriano. Einaudi. Le grandi penne del giornalismo italiano di un tempo amavano le invenzioni. E spesso costruivano dei falsi che sembravano più veri del vero. In questo campo, un maestro ineguagliabile era Indro Montanelli. Una parte dei suoi «Incontri» nasceva dalla sua fantasia. Anche per questo erano perfetti. Giampaolo Pansa. Libero. Non ho mai avuto la tessera del Pdl proprio perché mi sono subito reso conto che la parte destra non poteva convivere con noi forzisti. Forza Italia era un’aggregazione di moderati, l’ingresso dei fascisti ha determinato un Berlusconi più aggressivo. Gianfranco Miccicchè. Forza Sud. Sarebbe razzista pensare che anche gli stranieri hanno il diritto di essere coglioni? Coluche. Pensèes et anedoctes. Le cherche midi èditeur. La vita è tutta un’abitudine. Facciamo il bene e il male più per abitudine che per intenzione. Pietro Bonazza: Il prete e l’innocente. Penta edizioni. Pisapia è un sindaco ibrido. Enrico Bertolino: Pirla con me. Mondadori. Il Terzo polo di Casini è, ben che vada, un bitorzolo. Andrea Marcenaro. Il Foglio. Nessuno chiese spiegazioni a Bescir del suo ritorno tanto fuori programma. La gente del luogo, come i contadini e i granduchi, pratica la discrezione ostentando una completa mancanza di curiosità. Paolo Caccia Dominioni: Ascari K7 1935-1936. Longanesi. Il posto più sicuro dove scappare con la cassa è il parlamento, Marco Travaglio a Servizio Pubblico.