George Hay, La Stampa 17/2/2012, 17 febbraio 2012
Il 2011 è stato un anno da dimenticare per le due più grandi banche francesi. Dopo un primo semestre relativamente favorevole, la crisi dell’euro ha insistito di più su Bnp Paribas e Société Générale
Il 2011 è stato un anno da dimenticare per le due più grandi banche francesi. Dopo un primo semestre relativamente favorevole, la crisi dell’euro ha insistito di più su Bnp Paribas e Société Générale. A fine anno perdevano rispettivamente il 38 e il 58% in Borsa. Inoltre, l’Autorità Bancaria Europea (Eba) le ha costrette a raccogliere capitali. I risultati dell’esercizio ne hanno risentito. Entrambe hanno visto scendere il reddito lordo del 3% circa. La redditività è scesa sotto il costo del capitale. Bnp è riuscita a proteggere meglio il suo utile netto, le entrate nette erano scese del 23% rispetto al 39% di SocGen. Ma entrambe le banche stanno navigando in cattive acque a causa della diminuzione delle entrate della banca d’investimento, della cessione di attività e degli accantonamenti sul debito sovrano della Grecia che ora hanno raggiunto il 75%. Eppure se tutto il resto andasse bene, sia Bnp che SocGen potrebbero assorbire il colpo. Bnp ha già realizzato quasi un terzo del suo programma per tagliare le attività di rischio ponderate di 75 miliardi e la dipendenza della sua banca d’investimento dal finanziamento in dollari è diminuita di 57 miliardi nel secondo semestre. SocGen ha ridotto il suo finanziamento in dollari di quasi lo stesso importo. Entrambe hanno già raggiunto gli obiettivi Eba, mentre la combinazione della liquidità a tre anni della Bce e un allargato consorzio di garanzia ha rimosso i timori di una possibile difficoltà della banca francese. Ma quest’anno potrebbe essere tanto travagliato quanto il 2011, anche se per motivi differenti. Secondo le previsioni del governo, il Pil francese crescerà di un misero 0,5%. Ma l’elezione del superfavorito candidato socialista, François Hollande, a presidente del Paese a maggio potrebbe essere un motivo di preoccupazione. Sta facendo una campagna contro la «finanza anonima» che vuole «sottomettere» ed è favorevole a una separazione stile Uk tra il settore retail e l’investment banking. Quanto al presidente in carica, Nicolas Sarkozy, ha iniziato a introdurre unilateralmente un’imposta sulle transazioni finanziarie.