Corrado Augias, la Repubblica 17/2/2012, 17 febbraio 2012
Caro Augias, la Chiesa che dovrebbe essere trasparenza, semplicità e innocenza, è diventata il luogo dei misteri
Caro Augias, la Chiesa che dovrebbe essere trasparenza, semplicità e innocenza, è diventata il luogo dei misteri. L’enigmatico annuncio cardinalizio della prossima morte del Papa, il trasferimento di mons. Viganò "colpevole" di voler contrastare corruzione e torbide operazioni finanziarie. Del resto, Pio XI morì proprio la notte precedente la promulgazione dell’enciclica con la quale condannava le persecuzioni razziali di fascismo e nazismo. Rimane oscura la morte di papa Luciani che voleva riportare la Chiesa all’autenticità delle origini, facendo luce sulle attività dello Ior di Marcinkus. Borsellino, e non solo lui, sollevò dubbi sulla sua morte, dopo aver sentito il pentito Vincenzo Calcara. Noti sono gli eventi, lastricati di morti eccellenti, di cui furono protagonisti Marcinkus, Sindona e la P2. Inspiegata la scomparsa di Manuela Orlandi, cittadina vaticana, mentre dà scandalo la sepoltura in una basilica, fra santi e beati, del sanguinario boss della Magliana. Inspiegato il triplice omicidio delle due guardie svizzere e di una donna. C’è davvero un rapporto tra i vangeli delle beatitudini e questo covo di astuzie? Ezio Pelino pelinoezio@tiscali.it L o scrittore cattolico Vittorio Messori faceva notare giorni fa sul Corriere della Sera che in Vaticano sembra ormai mancare un personale adeguato alla spaventosa complessità di un’istituzione che si pretende universale. Forse la situazione è peggiore. Il "fumo di Satana" di cui parlava Paolo VI sembra diventato invadente. Anche quando ci fu lo scandalo dei preti pedofili una diplomazia nota per la sua esperienza si lasciò andare a dichiarazioni discordanti e scomposte. Altrettanto sconcertanti i documenti che escono oggi. Lettere anonime contro il primo ministro Bertone, il trasferimento-allontanamento di un prelato che aveva denunciato scandali e ruberie, la diceria di un attentato al Papa. Padre Lombardi, portavoce, si ostina a dire che quest’ultima uscita è solo una sciocchezza. Credo anch’io che lo sia. Il punto però non è nella credibilità della voce ma nel fatto in sé che la voce circoli, e che esca dalle "sacre mura". Lì è il segno dello sconquasso. Una volta non era così. Quando si seppellì in una veneranda basilica il gangster De Pedis nessuno seppe, e ancora oggi nessuno sa, perché. Quando si consumò (4 maggio 1998) il triplice omicidio del comandante delle guardie svizzere, di sua moglie e del povero caporale Cédric Tornay, la versione data a caldo, chiaramente falsa, non ebbe smentita tanto che ancora oggi è la sola versione ufficiale di un crimine rimasto irrisolto e impunito. Quando si hanno precedenti di tale gravità non ci si può stupire se, degradatosi ulteriormente il tono generale, succeda quello che sta accedendo in questi giorni.