Ivo Caizzi, CorrierEconomia 13/2/2012, 13 febbraio 2012
I governi di Silvio Berlusconi hanno disastrato i conti pubblici. Quelli di centrosinistra si sono dimostrati incapaci di governare
I governi di Silvio Berlusconi hanno disastrato i conti pubblici. Quelli di centrosinistra si sono dimostrati incapaci di governare. L’esecutivo tecnico di Mario Monti è stato così accolto con grande sollievo nell’Eurozona. Ma a Bruxelles iniziano a trapelare informalmente anche alcuni dubbi di natura politica. In particolare stanno creando perplessità le caratteristiche e le avventate dichiarazioni di alcuni membri del governo, che hanno aperto perfino pericolose tensioni sociali in Italia. Il caso del ministro Filippo Patroni Griffi, che acquistò a bassissimo costo un appartamento dello Stato vicino al Colosseo, rende imbarazzante sollecitare da Bruxelles le privatizzazioni. Sulla richiesta Ue di riforme del mercato del lavoro già pesava la rapida carriera del viceministro Michel Martone, figlio di un alto magistrato ben visto da noti politici. Ora è esploso il caso della figlia del ministro Elsa Fornero, Silvia Deaglio, assunta nella stessa università dove insegnavano i genitori e in un centro di ricerche finanziato anche dalla banca dove la madre era vicepresidente. Monti sa che in Europa con il malcostume del nepotismo non si scherza. Da commissario Ue vide saltare tutta la sua Commissione Santer anche per accuse di nepotismo. Eppure il premier ha inopportunamente ironizzato sulla «noia» del posto fisso, esasperando le proteste sul web di schiere di disoccupati e di precari stanchi di essere scavalcati da figli e nipoti di…. Questo scivolone ha anche rilanciato le critiche sulla sua carriera, sicuramente di altissimo livello, ma basata molto sulla capacità di farsi cooptare più che sulla competitività meritocratica da libero mercato. L’eurodeputato leghista Mario Borghezio invia ai giornalisti di Bruxelles comunicati molto duri su presunti appoggi a Monti delle lobby multinazionali Bilderberg e Trilateral, che mantengono massima riservatezza sulle loro attività e sugli obiettivi. Sul web il premier viene raffigurato e ironizzato come predestinato figlio di un dirigente bancario e nipote di Raffaele Mattioli, il mitico banchiere della Comit di Milano A una certa notorietà Monti arrivò quando fu cooptato nel consiglio della Fiat e delle Generali, due pilastri dell’establishment economico-finanziario italiano. Fu cooptato anche alla vicepresidenza della Comit. Si dimise protestando contro l’invadenza dei partiti nella banca pubblica di piazza della Scala, che era diventata un simbolo di indipendenza dal Palazzo proprio grazie all’autorevolezza di Mattioli. In seguito Monti divenne più conciliante con i politici. Entrò in sintonia con il governo Berlusconi, che lo cooptò come commissario Ue. Dopo lo scandalo Santer, il governo D’Alema lo confermò a Bruxelles. In politica è entrato da senatore a vita con nomina presidenziale, senza doversi sottoporre all’elezione. Subito dopo il Quirinale e i principali partiti lo hanno imposto a capo del governo. A questo punto una riforma Monti/Fornero/Martone del mercato del lavoro difficilmente apparirà equa se non accompagnata da rigide norme anti-raccomandati e da efficaci garanzie a tutela della competitività e della meritocrazia. *** L’articolo che ha fatto incazzare Monti Ieri Mario Monti, lo avrete letto, ha risposto con poca sobrietà a Ivo Caizzi, giornalista del Corriere della Sera, che lo scorso 13 febbraio aveva scritto su Corriere Economia un articolo intitolato "Ue, il governo Monti e i casi di nepotismo". Caizzi ieri ha chiesto a Monti i piani dell’esecutivo sulla crescita e l’occupazione e Monti piuttosto incazzato ha risposto così: "Credo che il mio governo potrà fare pochissimo, o forse niente, dottor Caizzi, se alla testa c’è una persona arrivata dove è arrivata per una serie di raccomandazioni, o per spinte ricevute nel corso della sua vita, e non in seguito a un percorso democratico. Non credo che quindi lei possa avere alcuna aspettativa su ciò che può fare un governo così mal presieduto" (blog di Cerasa dentro al Foglio) Commenti Guido Gambardella - Genova: Ottima risposta a un articolo che finge di ignorare che in questo Paese il nepotismo porta a incarichi di responsabilità gente assai meno in gamba di Martone o Deaglio. Gli aiuti da loro ricevuti, guardando ad altri professori universitari e ricercatori mi sembrano solo una forma di legittima difesa: avrebbero forse dovuto lasciarli scavalcare da gente altrettanto raccomandata e meno in gamba? L’altra grave colpa dell’articolo è il cavalcare l’ipocrita sdegno dei blogger (che evidentemente tengono un blog perché non hanno attività più produttive alle quali attendere) per le espressioni utilizzate, che mi sembrano assai blande, dato che invece di "sfigati" Martone avrebbe dovuto dire "parassiti che non lavorano manco per se stessi, figuriamoci se mai lavoreranno per gli altri" e Monti "chi, per carenza di preparazione o di capacità, può solo ricoprire mansioni di basso livello intrinsecamente monotone, dovrebbe essere felice di poter rompere ogni tanto la monotonia cambiando lavoro". Inviato il 16 febbraio 2012 - ore 14:17 Moreno Lupi - Pisa: L’uso ripetuto, non per motivi di chiarezza dello scritto, del participio "cooptato", forse prodromico al "cooptato da Berlusconi", non appare innocente. Il cenno della nomina a Senatore a vita senza "doversi sottoporre all’elezione", come se fosse una procedura mai seguita e il pistolotto finale sull’equità, non propendono per una valutazione equilibrata. Va bene così? Certo. Allora va pure bene che Monti ironizzi. Pari e patta. Nell’uso politico del "Parla a nuora perché suocera intenda", è la regola. Non è una regola limpida e trasparente? Ma tant’è. Se siamo al punto, come scritto sul Foglio, che le opinioni pesano più dei fatti, di cosa ci lamentiamo? Inviato il 16 febbraio 2012 - ore 15:50 pia banchelli - bologna: molto banalmente si potrebbe dire che chi di arroganza ferisce poi di arroganza perisce. Ma Monti ed il suo governo sono, al momento, l’unica possibilità concreta che abbiamo. La riforma del lavoro è il vero, ed unico, punto dirimente delle loro idee e delle loro proposte. Pensavo, e speravo, che pur ascoltando i sindacati, questo governo fosse capace di scegliere cosa fare. Le prime notizie che appaiono sono scoraggianti. Incontri su incontri ecc. Il solito balletto. Massimo Mucchetti questa mattina ha descritto molto bene la situazione: sembra che stiano pettinando le bambole. Ovvero il nulla ma, naturalmente, di classe. L’esaltazione che Monti fa di se’ stesso e che viene trasmessi da quasi tutti i media è meravigliosa. Anche dietro una sobria apparenza batte un cuore corsaro. Non vorrei che per soddisfare questa sua voglia di catturare i consensi, meglio se stranieri, si dimentichi degli italiani. Come Monti ha detto dovremmo cambiare...ma io mi auguro che sia Il Preside a ripensarsi qualche volta alunno. Un bagno di umiltà o di ragionevolezza molte volte aiuta più di un arido sapere. Inviato il 16 febbraio 2012 - ore 16:50