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 2012  febbraio 15 Mercoledì calendario

Il sesso in auto ora ha una marcia in più - Il Sesto Municipio della città flegrea, quello che racchiude nei suoi confini i quartieri di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduc­cio, ha già detto sì

Il sesso in auto ora ha una marcia in più - Il Sesto Municipio della città flegrea, quello che racchiude nei suoi confini i quartieri di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduc­cio, ha già detto sì. Trasferendo sul tavolo della giunta De Magi­stris la pratica: tirar su un parcheg­gio a pagamento riservato alla coppiette ed alle loro acrobazie amorose. «É una questione di or­dine pubblico», puntualizza il promotore dell’iniziativa, il consi­gliere circoscrizionale Patrizio Gragnano, iscritto a Sel. «Attual­mente, ci sono di fatto una decina di aree nelle quali si fermano le au­to di quanti intendono appartar­si. Sistematicamente si verifica­no furti e rapine. Non è meglio pri­vilegiare ambienti protetti?». Ma la sicurezza pare essere solo uno degli aspetti della questione: «Sia­mo convinti della bontà d’un’ idea - aggiunge Gragnano - che porterà risorse in termini econo­mici alla città, con la creazione di un precedente che speriamo ven­ga replicato in altre realtà». A dire il vero, però, quello napo­­letano, se e quando dovesse vede­re la luce, non sarà il primo par­cheggio dell’amore: già nel 2004 il Comune di Castelleone, in pro­vincia di Cremona, munì di cesti­ni e di distributori di poesie le piazzette delle alcove a quattro ruote. Anche a Vinci, cittadina to­scana patria del famoso Leonar­do, si fece più o meno altrettanto, sperimentando un’idea trasfor­mata in business dall’imprendito­re cremasco Marco Donarini. Che nel 2007, ceduta la sua ditta di calcestruzzi, pensò bene di reinvestire i proventi così ricavati in una nuova, fiorente attività: un love parking d’Italia, ovvero tren­totto box, ciascuno dei quali cin­to da tre pareti. Sulla quarta, l’in­gresso, solo una tenda. E per tetto non un soffitto, ma il cielo e le stel­le, perché un tocco di romantici­smo non guasta mai, anche se la tariffa oraria supera i cinque eu­ro. Una scommessa comunque vinta, in quell’affollato bazar del­la passione che è la Paullese, una statale che corre verso l’Adda ta­gliando in due una selva di centri commerciali, balere e motel del vizio. «I motel costano, devi dare i documenti. Da me, meno proble­mi. E meno rischi. I genitori mi rin­graziano », commentava Donari­ni prima che il Comune, spinto pure dalle proteste del parroco, gli chiudesse (ma per irregolarità urbanistiche) il parcheggio. Lui non s’è perso d’animo, ha rimos­so le anomalie ed ha riaperto i bat­tenti. Più o meno come accaduto a Bari al Lovely Park, nei pressi del­lo stadio, entrato in esercizio do­po un lungo tira e molla giudizia­rio. Qui la sosta costa tre euro per la prima ora o frazione di ora. Chi sfora, scuce un euro e cinquanta per ogni altra mezz’ora aggiunti­va. L’ingresso, posto tra due ali di distributori di merendine e pre­servativi, è regolato da una sbar­ra: come in autostrada al casello, si spinge il pulsante, si ritira il bi­glietto e si entra. Cinquantaquat­tro i posti disponibili: scelto il box e ultimata la manovra, si spinge una leva, che fa scendere la saraci­nesca alle spalle. Separé in legno e reti ombreggiate garantiscono l’intimità degli amanti, protetti da un sistema di videosorveglian­za. Scene di una tradizione, quella della camporella, molto diffusa specie ai tempi dello spread che divora risparmi e posti di lavoro, ma non l’amore: stando ai risulta­t­i d’una ricerca condotta dalla so­cietà assicuratrice Direct Line in occasione della festa di san Valen­tino, otto italiani su dieci sono fa­vorevoli al sesso in auto. Pratica­mente un fenomeno di massa. Ma anche il dettaglio è fondamen­tale: i sedili anteriori sarebbero la soluzione migliore per il 41% dei cagliaritani, mentre milanesi (30%) e torinesi (28%) preferireb­bero i sedili posteriori. Ugual­mente focosi, ma eccentrici, i ro­mani: il 5% dei capitolini intervi­stati confessa di privilegiare la camporella nel centro storico, con vista sul Colosseo o dalle altu­re del Gianicolo. E già il Vaticano trema...