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 2012  febbraio 15 Mercoledì calendario

Come è nata Mani Pulite? - Dopodomani cadrà il ventesimo anniversario di Mani Pulite: di che fenomeno stiamo parlando? L’inchiesta Mani Pulite nasce il 17 febbraio 1992, alle 17,30

Come è nata Mani Pulite? - Dopodomani cadrà il ventesimo anniversario di Mani Pulite: di che fenomeno stiamo parlando? L’inchiesta Mani Pulite nasce il 17 febbraio 1992, alle 17,30. A quell’ora il capitano dei carabinieri Roberto Zuliani fa irruzione con i suoi uomini nell’ufficio di presidenza del Pio Albergo Trivulzio, l’ospizio dei milanesi poveri, mentre il presidente Mario Chiesa sta contando una mazzetta di sette milioni di lire in banconote da 100 mila, appena consegnata dall’imprenditore monzese Luca Magni. «Vi state sbagliando capitano, questi soldi sono miei». «No, dottor Chiesa, quei soldi sono nostri», risponde il capitano. Le banconote erano state segnate e fotografate. Solo dopo si scoprì che in una borsa appoggiata alla scrivania di Chiesa era contenuta un’altra tangente da 35 milioni, ricevuta nel pomeriggio da un altro imprenditore. Fingendo di sentirsi male più volte, il presidente del Trivulzio riuscì a buttare nello sciacquone del water a più riprese tutti i soldi. Fuori attendeva paziente in macchina lo sconosciuto pm che aveva coordinato l’inchiesta: Antonio Di Pietro. Quali sono le prime reazioni? Inizia da quel giorno l’indagine destinata a terremotare la Prima Repubblica. La notizia dell’arresto di Chiesa viene relegata dai giornali lontano dalle pagine di politica. I tg Fininvest dimenticano di citare il partito di provenienza dell’arrestato. In Italia governa il Caf, acronimo di CraxiAndreotti-Forlani. Rettore della Bocconi è Mario Monti, che parla di «malattia dell’economia italiana che dovrà sottoporsi a una cura particolarmente dura per tornare sana». Nel maggio del 1993 sono previste nuove elezioni che dovrebbero portare per la seconda volta il segretario del Psi a Palazzo Chigi. Il quale, il 3 marzo, definisce Mario Chiesa «un mariuolo». Chiesa poco dopo deciderà di vuotare il sacco. Quanto costa la corruzione? Secondo le classifiche sulla corruzione di Transparency International, all’inizio degli Anni 90 l’Italia è al 33˚ posto nel mondo. I costi aggiuntivi dovuti alla corruzione per il periodo 1980-1992 sono compresi tra i 15 mila e i 30 mila miliardi di lire (pari a circa 8-16 miliardi di euro). Secondo il sito «Altraeconomia», negli appalti banditi subito dopo Mani Pulite il prezzo pagato dagli enti pubblici era calato del 40-50%. Secondo il settimanale «Il Mondo», nel maggio ‘92 il costo chilometrico della linea 3 della metropolitana milanese era di 190 miliardi di lire (98 milioni di euro), contro i 45 miliardi di quella di Amburgo. Quanti sono stati gli indagati? Le notizie di reato iscritte a registro presso la Procura della Repubblica di Milano per Mani Pulite hanno riguardato in tutto 4.520 persone (tenendo conto solo di quelle per le quali non è stata chiesta l’archiviazione dal pm). Per oltre 3.200 persone è stato chiesto il rinvio a giudizio, mentre per 1.320 vi è stata la trasmissione degli atti ad altra autorità giudiziaria. Di quelle 3.200, 1.688 sono state gestite a livello di udienza preliminare: 620 condannate (inclusi i patteggiamenti), 635 prosciolte (di cui 314 per prescrizione), 433 trasmesse ad altra autorità giudiziaria, 99 stralciate. Sono state rinviate a giudizio (ovvero a processo) dal giudice dell’udienza preliminare 1.322 persone. Di queste, 661 sono state condannate (inclusi 345 patteggiamenti), mentre 476 sono state assolte ma solo 177 nel merito, cioè con assoluzione piena. Quante sono state le prescrizioni? Se si considerano solo le posizioni definite a Milano, in totale hanno riguardato 586 persone su 2.650 (pari a circa il 22%). Confrontando questa percentuale con quella delle condanne (circa il 48%), si scopre che il rapporto è di circa uno a due. Quanti reati sono stati denunciati? I reati per concussione e corruzione hanno manifestato un vistoso aumento tra il ‘92 e il ‘93, poi sono progressivamente diminuiti. Impossibile stabilire un numero certo, ma quasi tutti gli indagati dovevano rispondere sempre di concussione o corruzione, nonché di finanziamento illecito ai partiti o abuso d’ufficio. In seguito questi due reati, insieme al falso in bilancio, essenziale per scoprire i fondi neri con cui venivano pagate le tangenti, sono stati addirittura depenalizzati. Mentre con l’entrata in vigore della legge Cirielli sono stati dimezzati i tempi di prescrizione. Quali sono stati i risultati? Dalla lettura delle relazioni del procuratore generale della Corte di conti (anno giudiziario 2010-2011), emerge che in Italia il fenomeno della corruzione è in sensibile aumento, con grave danno per le casse dello Stato e senza serie iniziative di contrasto. Il costo della corruzione in Italia è stimato tra i 50 e i 60 miliardi di euro all’anno. La classifica della corruzione aggiornata di Transparency International pone adesso l’Italia tra il 69˚ e il 73˚ posto nel mondo, dopo il Botswana. E, in Europa, un gradino appena sotto la Grecia.