Giornali vari, 23 gennaio 2012
Anno IX – Quattrocentoottesima settimana Dal 16 al 23 gennaio 2012La cosiddetta “fase 2” del governo Monti consta a sua volta di due sottofasi: liberalizzazioni e riforma del mercato del lavoro
Anno IX – Quattrocentoottesima settimana
Dal 16 al 23 gennaio 2012
La cosiddetta “fase 2” del governo Monti consta a sua volta di due sottofasi: liberalizzazioni e riforma del mercato del lavoro. Il decreto legge sulle liberalizzazioni è stato varato venerdì scorso. Sul mercato del lavoro si tratta questa settimana tra parti sociali (sindacati e Confindustria) e un pool di ministri capeggiato da Elsa Fornero e Corrado Passera.
Muri “Liberalizzare” significa abbattere i muri che proteggono tutta una serie di mestieri o professioni, e aprire alla libera concorrenza di auspicabili nuovi venuti. Caso tipico quello dei tassisti o degli avvocati: moltiplicando le licenze (tassisti) o abbattendo le tariffe minime (avvocati), si stimola l’ingresso in queste aree di lavoro di soggetti giovani, che dovrebbero costringere i privilegiati d’antan ad abbassare i prezzi. Abbiamo scritto “aree di lavoro” e infatti le due sottofasi della fase 2, come ha spiegato Monti alla Annunziata domenica scorsa, sono strettamente connesse: anche la triade Cgil-Cisl-Uil e la loro controparte confindustriale sono lobbies o poteri forti protetti da parecchi muri.
Liberalizzazioni Dopo otto ore di riunione, il consiglio dei ministri ha varato venerdì scorso un decreto – ora all’esame del Parlamento e su cui il governo potrebbe mettere la fiducia – che riguarda i benzinai, le piccole imprese operanti nel settore dei servizi pubblici, l’Eni, destinata a perdere la rete distributiva Snam. Verrà istituita un’Autorità dei trasporti che avrà il compito di definire le regole per le concessioni autostradale e di rendere efficaci le nuove norme sulle ferrovie: anche la proprietà dei binari, infatti, è destinata ad essere scorporata dalle Ferrovie, in tempi che saranno più lunghi del previsto e con procedure da studiare. Il decreto colpisce poi Mediaset, perché l’assegnazione, che Berlusconi avrebbe voluto gratuita, delle nuove frequenze tv è stata rinviata di 90 giorni e alla fine – come si capisce – le frequenze saranno assegnate con un’asta (per il Cav è una sconfitta netta, e – per dir così - in casa). A Otto e mezzo Monti ha poi detto, su questo punto, che «non si capisce perché, in un momento in cui vengono richiesti sacrifici ai cittadini, una risorsa come le frequenze debba essere ceduta senza un corrispettivo». Molto importante l’istituzione di un Tribunale per le imprese, che dovrebbe rendere veloce la soluzione dei contenziosi tra aziende: la lentezza del nostro processo civile è una delle ragioni che tengono lontani dall’Italia gli investitori stranieri. È stata anche creata la “società semplificata a responsabilità limitata”, destinata a chi è giovane (meno di 35 anni) e vuole fare l’imprenditore: basterà il capitale di un euro e non ci sarà bisogno di andare dal notaio. Il ministro della Salute, Balduzzi, ha anche annunciato che le farmacie aumenteranno di 5.000 unità (da 18 mila a 23 mila). Quanto agli avvocati: l’abolizione delle tariffe minime – hanno spiegato i ministri – non è altro che l’applicazione di una misura già stabilita da Bersani. Sarà obbligatorio, per gli studi di civilisti e penalisti, presentare un preventivo prima che il cliente scelga il professionista a cui affidarsi. A conclusione del ciclo universitario, saranno poi organizzati tirocini negli studi legali. Il consiglio dei ministri ha anche discusso l’eventualità di abolire il valore legale della laurea: ma su questo il governo è diviso e la questione per ora è stata accontanata. Sui taxi s’è deciso di accogliere le richieste della categoria relativamente al cumulo delle licenze (non sarà ammesso). L’assegnazione di nuove licenze è stata invece demandata alla medesima Authority dei Trasporti da istituire, scelta che non è piaciuta ai tassisti, i quali vogliono come interlocutore il sindaco, facile da ricattare per via del consenso elettorale di cui ha bisogno. Avvocati, farmacisti, benzinai, tassisti hanno annunciato molti giorni di sciopero.
Costa Concordia I cadaveri recuperati sono 13, ma è impossibile dire con esattezza il numero dei dispersi: è appurato che a bordo c’era gente non registrata, forse amici o amiche dei membri dell’equipaggio, forse personale reclutato in nero, forse clandestini, come ha suggerito il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. A spanne, i dispersi sarebbero ancora una ventina, ma è un numero che può crescere. Il comandante Schettino è stato mandato agli arresti domiciliari, è stato interrogato e ha risposto con relativa esattezza. Che abbia abbandonato la nave tra i primi è ormai fuori discussione: in una telefonata di quelle ore, il comandante della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco, gli intima a un certo punto: «Vada a bordo, cazzo!». Questa frase ha subito invaso la rete, rivelando forse un insospettabile desiderio di essere comandati – e perentoriamente - da qualcuno che sembri serio (il governo Monti, per inciso, gode in questo momento del 68% dei consensi, nonostante le misure impopolari adottate), ma anche confermando l’attitudine nazionale allo sberleffo: sono presto entrate in circolazione certe t-shirt bianche dove il «Vada a bordo, cazzo!» campeggia beffardo su sfondo bianco. Per il resto, la nave ha preso a scivolare verso il basso di un centimetro all’ora ed è sicuro che, prima o poi, precipiterà sul fondale di settanta metri. Intanto i turisti accorrono a farsi la foto col relitto sullo sfondo. Ci sono però ancora 2.342 tonnellate di carburante da pompar via dai serbatoi, le mareggiate stanno arrivando, il rischio di un disastro ambientale incombe.
Lega Domenica scorsa a Milano la Lega ha tenuto una manifestazione di 75 mila persone che non ha risolto i gravi problemi interni. A Maroni è stato impedito di parlare, non ci sono state effusioni né strette di mano o abbracci tra lui e quelli del Cerchio magico, Bossi è stato fischiato e la solita cascata di parolacce, che nasconde ormai sempre più una disarmante debolezza di pensiero, non ha spaventato nessuno né tra gli addetti ai lavori né tra i governanti (Monti ha risposto che i suoi decreti sono del tutto coerenti con lo spirito originario della Lega) e neanche tra la folla radunata in piazza, che ha esibito sì un grande striscione «Bossi sei tutti noi», ma ha anche agitato cartelli poco teneri per il Senatùr e quelli che lo circondano, «Noi padani siamo uniti ma guai a chi ci tradisce», «Maroni in Padania, Cosentino in Tanzania», «La Lega con Maroni fa fuori i cerchioni». Il capo leghista ha dovuto rassegnarsi e sostituire alla Camera, nella funzione di capogruppo, il cerchione Reguzzoni col maroniano Paolo Dozza. Ha poi concesso che si convocassero i congressi, come richiesto insistentemente da Maroni, che per questa via conta di stringere il partito ancora più a sé. Il Cerchio magico promette sfracelli, ma qualcuno, durante un vertice, ha sentito Bossi mormorare disperato: «La Lega non è più con me».
Forconi Un nuovo movimento di protesta è nato in Sicilia: sono i Forconi, ovvero allevatori, agricoltori, pastori che con i loro Tir hanno bloccato la settimana scorsa strade, porti, stazioni dell’isola. Gridano contro il caro benzina, le tasse, le norme europee sulla pesca, i controlli amministrativi, le cartelle esattoriali, il lavoro che non c’è, i mancati rinnovi dei contratti dei precari. Impedendo i rifornimenti, hanno lasciato a secco metà delle pompe di benzina e vuoti gli scaffali dei negozi. Il numero uno di Confindustria in Sicilia, Ivan Lo Bello, sostiene che sono infiltrati dalla mafia. Il governatore Lombardo è a Roma questa settimana, con i rappresentanti del Movimento: tenta di porre un argine a una protesta che rischia seriamente di dilagare sul continente.