Isabella Bossi Fedrigotti, Corriere della Sera 15/02/2012, 15 febbraio 2012
A TRE ANNI SCHIERATA CONTRO IL PADRE UN FARDELLO PESANTE PER TUTTA LA VITA
Una bambina di tre anni parte civile in un processo? In teoria, nel caso di Vittoria Parolisi, la piccola figlia del caporalmaggiore accusato di aver ucciso a coltellate nel bosco la moglie Melania, è sacrosanto perché la vera vittima della vicenda di sangue, quella che ne paga e ne pagherà il prezzo maggiore, è sicuramente lei, la bambinetta di due anni e mezzo che in un colpo solo ha perso entrambi i genitori, sebbene uno sia vivo e vegeto, in carcere però. Orfana due volte quindi, ma non un’orfana normale che per un incidente o una malattia si è ritrovata senza papà e mamma, bensì un’orfana speciale, figlia di un probabile assassino e perciò, chissà, alla fine, meno compatita, meno commiserata da parenti, conoscenti, vicini di casa.
La legge prevede la possibilità in quanto parte civile si è costituita la nonna materna che è anche stata nominata curatrice speciale della nipotina e perciò, in un certo senso, accorpa in sé i diritti della bambina: parti civili, dunque, tutte e due assieme, le due Vittorie, perché la piccola porta lo stesso nome della nonna.
Giusto e sacrosanto, in teoria. Nella realtà verrebbe, invece, da sperare che la vittima maggiore fosse lasciata in pace e fuori dai tribunali: affibbiarle, infatti, a sua insaputa, un ruolo di rivendicatrice nei confronti di suo padre, pur forse crudele, pur forse spietato, pur forse assassino, è un fardello pesante che le viene imposto per la vita.
Cosa ne sappiamo, infatti, di come si evolverà il rapporto tra lui e lei nel corso del tempo? Non vorrà, eventualmente, Vittoria, negli anni che verranno, conoscere suo padre, frequentarlo, anche capire come e perché è successo quel che è successo? Di un papà si può, infatti, avere bisogno da grande, anche se è chiuso in carcere per il motivo più grave che ci sia. Ecco, una costituzione di parte civile, sia pure soltanto formale, potrebbe rendere ancora più difficile il cammino di questa piccola orfana, ora protetta sì dai nonni, ma in un lontano domani magari costretta ad andare da sola, e chissà se allora le sarà d’aiuto sapere che quando aveva tre anni qualcuno aveva deciso per lei di schierarla contro suo padre.
Isabella Bossi Fedrigotti