Giorgio Ponziano, ItaliaOggi 14/2/2012, 14 febbraio 2012
E adesso si scopa. Paga il Comune – «Finalmente si scopa, sesso anale, istruzioni per l’uso»
E adesso si scopa. Paga il Comune – «Finalmente si scopa, sesso anale, istruzioni per l’uso». Pagato dal Comune di Bologna. Il punto è questo perché ognuno può fare sesso come vuole ma che il sindaco Virginio Merola stacchi un assegno di pubblico denaro per queste particolari «istruzioni per l’uso» nel momento in cui aumenta le imposte locali per far fronte ai tagli alla spesa pubblica ha provocato una levata di scudi di cui si è fatto portavoce il consigliere comunale Pdl, Michele Facci, protagonista di un singolare happening: durante l’udienza conoscitiva sui finanziamenti alle associazioni e in particolare su quella gay ha letto una pagina del sito web dell’associazione, quella appunto che incomincia con «Finalmente si scopa», tra l’imbarazzo dei colleghi: «Scopare è un po’ come dipingere: tutto sta nella preparazione. Prenderti il tempo necessario per i preliminari, renderà tutto più agevole. Per «preliminari» si intende ad esempio il rimming, una stimolazione digitale non brutale_». A fronte di questa educazione sessuale il Comune abbuona da alcuni anni al circolo gay l’affitto (70 mila euro) e le utenze (40 mila euro). «Sia chiaro, ognuno dica e scriva quel che vuole, ma il Comune non deve e non può dare soldi a chi pubblica cose del genere. Nel testo, dice Facci, ci sono anche riferimenti alle droghe, che vengono definite «un bel viaggio». E il Comune che fa? Paga a scatola chiusa». Tra i pidiellini c’è imbarazzo. I consiglieri Tommaso Petrella e Raffaella Casali propongono di ridiscutere la convenzione ma l’assessore comunale alla Cultura, Alberto Ronchi, li stoppa: «Le attività del circolo hanno positive ricadute sulla cittadinanza, per esempio viene fatta un’attività di prevenzione contro il virus Hiv». Per non creare conflitti all’interno della maggioranza l’assessore ha però deciso un mezzo passo indietro: al circolo Arcigay si continueranno a dare gratuitamente i locali, quindi ancora niente affitto, mentre dovrà incominciare a pagare le utenze. L’opposizione di centrodestra però non è d’accordo: «Se la giunta pensa di averci fatto contenti si sbaglia di grosso», è il commento del pidiellino Marco Lisei, «a noi che l’Arcigay paghi le bollette non basta. Il circolo fattura 1,5 milioni di euro (tra serate, spettacoli, sportello legale, servizi) con 160mila euro di utile l’anno, ma non paga la locazione ed è aiutato dal Comune. La situazione così com’è resta uno scempio, quel testo poi fa venire i brividi». Il testo è firmato dal responsabile salute dell’Arcigay, Sandro Mattioli, ma si sofferma su valutazioni che con la salute sembrano entrarci poco. I cittadini bolognesi pagano e in soccorso del sindaco, che in campagna elettorale visitò anche il circolo gay per guadagnare voti, arriva il consigliere Pd, Benedetto Zacchiroli: «Quel testo fa prevenzione su pratiche erotiche magari estreme ma che sono una cosa reale». Ribatte il consigliere regionale Pdl, Galeazzo Bignami: «Andremo alla Corte dei Conti e in Procura». Per ora il centrodestra va alla guerra. «Ci dicono che siamo omofobi perché non hanno altri argomenti», afferma Marco Lisei. «Bologna quest’anno è anche sede del Gay Pride nazionale ed è questo che forse è andato di traverso alla peggior destra omofobica d’Italia», risponde Emiliano Zaino, che coordinerà il Gay Pride. Anche l’Idv si schiera a fianco dell’Arcigay, qui i dipietristi hanno come esponente di punta Franco Grillini, storico leader del movimento omosessuale, primi presidente dell’Arcigay: «è un attacco politico mascherato da attenzione ai conti pubblici». Però anche i supporter dell’Arcigay non se la sentono di difendere in toto il documento incriminato, che sulle droghe recita: «A qualcuno piace utilizzare droghe per apprezzare di più il sesso anale. Le droghe possono ridurre la capacità di giudizio e le inibizioni, facendoti fare cose che non faresti abitualmente. Alcune possono aiutare ad avere rapporti più lunghi e più intensi. Un bel viaggio insomma. Ma con dei rischi: una penetrazione molto prolungata facilita la rottura del preservativo se non lo si cambia, sempre che sotto l’effetto di sostanze tu abbia ricordato di metterlo». Il sindaco Virginio Merola, che cerca di mantenere buoni rapporti con la curia, ha mandato in trincea il suo assessore Ronchi: «non si può pensare di impoverire la città», dice Ronchi, «dal punto di vista sociale e culturale e tra i protagonisti c’è anche l’Arcigay». Ma il centrodestra giura che riuscirà a stanare il sindaco per chiedergli cosa ne pensa di «finalmente si scopa».