Antonio Calitri, ItaliaOggi 14/2/2012, 14 febbraio 2012
Nichi vince a sua insaputa Non conosceva bene Doria – Nichi Vendola ha puntato su Marco Doria alle primarie di Genova all’ultimo minuto e senza neppure conoscerlo
Nichi vince a sua insaputa Non conosceva bene Doria – Nichi Vendola ha puntato su Marco Doria alle primarie di Genova all’ultimo minuto e senza neppure conoscerlo. Almeno approfonditamente. E anche se ieri si è goduto l’ennesima vittoria che la stampa gli ha attribuito come stratega delle primarie ammazza Pd anche sotto la Lanterna, è stato lui stesso ad ammettere che le cose stavano così, solo pochi giorni fa. Così come l’apparentamento di Sel al candidato Doria, è avvenuta all’ultimo momento, appena dieci giorni prima della competizione, e dopo forti sollecitazioni da parte del suo partito ligure che era rimasto fuori dalla competizione, visti i cattivi rapporti con Marta Vincenzi e Roberta Pinotti, le primedonne perdenti del Pd. Questa volta ci sono le stesse dichiarazioni di Vendola che lo inchiodano a una vittoria per lo meno parziale. E a onor del vero, mentre quasi l’intera stampa italiana lo ha incoronato vincitore, è stato lui stesso a moderare i toni e a limitarsi a poche dichiarazioni di circostanza sulla vittoria senza tra l’altro attribuirsene troppo i meriti, a partire da: «Doria è il risultato della sobrietà, del rigore intellettuale, della capacità di ascolto, della civiltà del dialogo, dell’investigazione sociale. Si può rimanere sorpresi se le persone decidono di farsi amministrare da chi è portatore di queste caratteristiche»? Badando bene a non apparire come alternativo al Pd per non rischiare nuove rappresaglie da parte di Pier Luigi Bersani e al Secolo XIX ha precisato di non coltivare «l’obiettivo di sottrarre consensi al Pd, l’aspirazione è costruire il cantiere dell’alternativa. Qui bisogna portare la sinistra a cercare un compromesso con i moderati non suicidandosi, ma facendo valere le proprie ragioni. A Genova ha vinto il popolo del centrosinistra e ora, tutti insieme, dobbiamo costruire il futuro. Della città e, poi, del paese». Ma se Vendola è andato soft dipende anche dal fatto che la vittoria è di don Andrea Gallo, ultimamente in polemica con il governatore pugliese. E soprattutto perché anche se Vendola e Doria, coetanei, hanno seguito la stessa strada e contribuito alla nascita di Rifondazione comunista, i due quasi non si conoscevano. Vendola, sollecitato dai dirigenti genovesi del partito, soltanto l’1 febbraio ha sciolto gli indugi e si è presentato a Genova per benedire l’alleanza con il candidato sindaco. Ammettendo però, che «qui a Genova c’è una persona che ha sempre rappresentato per me una bussola e un orizzonte: don Andrea Gallo. Sono troppi anni che mi fido di lui. Poi ci sono i miei compagni. Io non sono un boss che decide da Roma o dalla Puglia la sorte dei territori”. Che è praticamente l’ammissione di non conoscere e di non prendersi la responsabilità su Doria. Almeno fino alla vittoria.