Cesare Maffi, ItaliaOggi 14/2/2012, 14 febbraio 2012
C’è una coppia che sostiene Monti – una coppia che accompagna Mario Monti, lo sorregge, lo aiuta, gli dà pubblicamente un sostegno in modi e forme che non hanno precedenti nella storia costituzionale, politica e parlamentare dell’Italia unita
C’è una coppia che sostiene Monti –
una coppia che accompagna Mario Monti, lo sorregge, lo aiuta, gli dà pubblicamente un sostegno in modi e forme che non hanno precedenti nella storia costituzionale, politica e parlamentare dell’Italia unita. Si tratta di Giorgio Napolitano e Pier Ferdinando Casini.Le esternazioni del capo dello Stato ormai hanno una fre-quentazione più che quotidiana, sull’intero spettro degli eventi italiani, europei e talora terrestri.
Logico che una buona percentuale d’interventi quirinalizi sia impegnata nel prendere le posizioni del governo direttamente o sfumatamente, talora addirittura dettando, nemmeno a voce sommessa, l’agenda parlamentare.
Non si ricordano casi di un presidente della Repubblica che, in buona sostanza, invitasse i partiti a non esagerare con gli emendamenti parlamentari e, insomma, ad accodarsi buoni buoni alle decisioni o alle proposte del governo. da chiedersi quanto dei decreti-legge usciti da palazzo Chigi sia steso dagli uffici legislativi di ministeri e presidenza del Consiglio e quanto, invece, sia frutto dei consiglieri del Colle.
Il ruolo di Casini pare essere quello di spianare la strada a Monti, segnatamente nel cammino parlamentare. Vanno talmente bene i decreti-legge che, come capita con il provvedimento sulle liberalizzazioni (ossia il tormento maggiore per il governo, almeno in questa settimana), l’Udc si dichiara disponibile ad azzerare le proprie proposte di modifica.
Inoltre l’entusiasmo di Casini per Monti è tale da insistere per una sua candidatura alle prossime politiche: va da sé, con i centristi.
Non solo: la formula odierna, detestata dal Pdl fin dal sorgere e da un po’ mal sopportata dal Pd, viene da Casini esaltata come soluzione politica valida per l’eternità. In politica, avanzare progetti per un’intera legislatura ancora di là da venire significa, appunto, guardare all’eterno.
Se la magnifica coppia di montisti d’assalto negli ultimi giorni si è affannata ancor più di prima, il motivo è semplice. Crescono, tanto fra i pidiellini quanto fra i democratici, le insoddisfazioni, segnatamente per singole iniziative del governo. Di qui, la necessità di richiamare all’ordine i riottosi parlamentari dei due maggiori partiti, avendo presenti pure i segnali che ogni successiva votazione di fiducia lancia all’esecutivo. Segnali che non sono di allarme o di pericolo, ma denotano una crescente insoddisfazione in Parlamento.