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 2012  febbraio 14 Martedì calendario

IL CAPITALE CREATIVO DI PHILIPPE DAVERIO

Precisiamo subito una cosa: i programmi di Philippe Daverio sono gli unici programmi veramente culturali che la Rai possa vantare (Rai5 vive sul repertorio di «Passepartout») e sarebbe stato un gesto di rara miopia non concedere loro quelle poche esigenze di cui necessitano.
C’è capitale e capitale: Daverio si occupa di quello creativo, che ha il suo mercato, le sue contraddizioni, le sue fortune. Approfittando di una grande mostra realizzata presso il Mart di Rovereto (complesso museale inaugurato nel 2002), Daverio intervista Mario Botta, il grande architetto ticinese, un’occasione per ripercorrere le tappe di un’intensa carriera, dalle primissime realizzazioni nel territorio ticinese d’origine alle collaborazioni con Le Corbusier e Louis Kahn, fino ai grandi progetti che hanno reso Botta un archistar: Italia, Stati Uniti, Israele, Giappone, Germania, Francia («Il Capitale», Rai3, domenica, ore 13,25).
Capisco poco di architettura: ad alcuni le opere di Botta piacciono molto, ad altri meno, ma è sempre così. Però in Botta, forte dell’insegnamento all’Università di Mendrisio, dimora una straordinaria capacità nel teorizzare il suo lavoro. Partendo dalla convinzione che «la natura deve essere parte dell’architettura così come l’architettura deve essere parte della natura», Botta rivendica per le sue costruzioni la forte capacità di fondersi in modo armonioso con la natura, le culture e le storie dei territori, come testimonianza concreta dei vissuti storici e delle aspirazioni umane.
Ma qui si parla di Daverio, ovviamente, della sua capacità di farsi capire senza per questo evitare la complessità dei discorsi, di descrivere manifestazioni conosciute (dalla Biennale al Salone del Mobile) con un occhio diverso, di non trattare mai la cultura al pari di un oggetto o di un argomento, come di solito fanno le précieuses ridicules della tv.
Aldo Grasso