Sandro Modeo, la Lettura (Corriere della Sera) 12/02/2012, 12 febbraio 2012
LA LARINGE DI PLATONE
Sull’«Almanacco della Scienza» (dedicato all’Homo sapiens) allegato al nuovo «Micromega», spicca il contributo di Philip Lieberman, scritto a quattro mani con Robert McCarthy. Tra i massimi studiosi dell’evoluzione del linguaggio, Lieberman mette qui a fuoco la complessa scultura morfologico-fisiologica (completata tra i 100 e i 150 mila anni fa) che ha permesso alla nostra specie di emettere suoni modulati: in particolare, l’innalzamento della laringe e il formarsi dei due assi ad «angolo retto» sopralaringei, di identica lunghezza (quello orizzontale della cavità orale e quello verticale della faringe). Il tutto con prove paleontologiche e genetico-evolutive (il gene Fox P2). E poiché è molto probabile – suggerisce Lieberman – che una simile flessibilità vocale si sia affinata insieme a quello sintattico-cognitiva, sembrano cadere tutte le ipotesi sul linguaggio come fantasma platonico indipendente dalla materia biologica. Sintesi della lezione: «Parlare a vanvera» è un lusso consentito dalla ridondanza di significati e suoni di cui siamo dotati, ma ora ci sarebbero gli strumenti per evitare di farlo, almeno, quando l’oggetto è la parola stessa.
Sandro Modeo