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 2012  febbraio 14 Martedì calendario

I VESCOVI CONFERMANO: «IL PAPA SI DIMETTERÀ»


Papa Ratzinger pensa alle dimissioni. Se ne dichiara convinto monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, e lo fa durante la sua partecipazione al programma di Radio2 Un Giorno da Pecora. Il prelato non crede che esista un complotto per uccidere Papa Ratzinger, come hanno ipotizzato alcuni giornali nei giorni scorsi: «No, non credo. Fosse stato il Papa precedente lo capirei, ma questo Papa qui mi sembra così mite, religioso. Non troverei i motivi per pensare di farne oggetto di un attentato». Bettazzi ha una teoria diversa, ma sempre in qualche modo collegata alla notizia, perché crede che «sia un sistema per preparare l’eventualità delle dimissioni. Per preparare questo choc, perché le dimissioni di un Papa sarebbero un choc e allora cominciano a buttare lì la storia del complotto».
Ma papa Ratzinger ha davvero intenzione di dimettersi? «Io credo di sì», dice il porporato, «anche se l’hanno smentito. Un vecchio cardinale, però, mi diceva sempre: se il Vaticano smentisce vuol dire che è vero...» E i motivi delle dimissioni del Papa sarebbero da rintracciare soprattutto nella sua profonda stanchezza. «Sono persuaso che lui si senta molto stanco, basta vederlo, è uno abituato agli studi », spiega Bettazzi. «E di fronte ai problemi che ci sono, forse anche di fronte alle tensioni che ci sono all’interno della Curia, potrebbe pensare che di queste cose se ne occuperà il nuovo Pontefice».
Dunque, un nuovo capitolo della penosa vicenda che vede la Curia e molti alti prelati impegnati a parlare in ogni luogo e circostanza, a far trapelare documenti privati e dossier confidenziali, in una lotta senza quartiere – in vista del prossimo Conclave – e intenti a dare del Papa e del Vaticano un’immagine in declino, tra divisioni, contrasti e solitudine. E proprio in riferimento agli “spifferi”, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha definito «sleale» chi fa uscire documenti riservati dalla Santa Sede: «C’è qualcosa di triste nel fatto che vengano passati slealmente documenti dall’interno all’esterno in modo da creare confusione. La responsabilità c’è dall’una e dall’altra parte».
D’altra parte è senz’altro vero che le ipotesi di dimissioni del Pontefice circolano con insistenza da più parti e bisogna ricordare che Libero fu tra i primi a parlarne. Il 25 settembre 2009 Antonio Socci scriveva, proprio su Libero, che «quando un Papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, psicologicamente e mentalmente di svolgere l’incarico affidatogli, allora ha il diritto ed in alcune circostanze anche il dovere di dimettersi».
Monsignor Bettazzi è sicuramente figura di spicco nel panorama della Chiesa italiana e qualche stupore lo provoca il fatto che un vescovo di tale levatura abbia scelto una trasmissione radiofonica satirica, dal tono spesso scanzonato, per parlare di un simile argomento. Bettazzi, nato a Treviso il 26 novembre del 1923, è presto diventato una delle figure di riferimento per il movimento pacifista di ispirazione cristiana. Nel 1968 è nominato presidente nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace e nel 1978 ne diventa presidente internazionale, fino al 1985. Sempre nel ’78, insieme al vescovo Clemente Riva e al vescovo Alberto Ablondi, chiede di potersi offrire prigioniero in cambio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, rapito e poi ucciso dalle Brigate Rosse, proposta non accettata. Nel 1992 partecipa alla marcia pacifista organizzata da Pax Christi insieme a monsignor Antonio Bello nel mezzo della guerra civile in Bosnia Erzegovina. Nel 2007 dichiara pubblicamente che la sua coscienza gli impone di disobbedire alle direttive vaticane e che è del tutto favorevole al riconoscimento delle unioni civili, sostenendo le iniziative del governo Prodi e riconoscendo alle coppie omosessuali un fondamento d’amore equiparato a quelle eterosessuali.

Caterina Maniaci