Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  febbraio 14 Martedì calendario

ROMA - "Il programma F35 è stato riesaminato, pur tuttavia rimane un impegno importante dal punto di vista tecnologico, industriale e occupazionale"

ROMA - "Il programma F35 è stato riesaminato, pur tuttavia rimane un impegno importante dal punto di vista tecnologico, industriale e occupazionale". Lo ha detto il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, in conferenza stampa a palazzo Chigi. Il ministro ha spiegato che "il programma è stato riesaminato sulla base del principio che la Difesa dispone di 90 centesimi ogni 100 euro di ricchezza nazionale e il ministero si impegna affinchè siano spesi bene". Tagli al personale e ai programmi, dunque. In poche parole: "Meno generali, meno ammiragli, più operatività e tecnologia". E tagli anche agli F35: dovrebbero essere fra 30 e 40 i velivoli ’tagliati’ dalla commessa iniziale. Per quanto riguarda il personale, si parla di circa 4.000 esuberi tra gli ufficiali, 7.000 tra i marescialli, 16.000 tra i sergenti. La truppa dovrebbe passare invece da circa 103mila a poco più di 92mila uomini. Notevole, in proporzione, sarà anche il taglio ai più alti gradi - colonnelli, generali e ammiragli - che saranno circa 400 in meno. Il Consiglio dei Ministri ha deciso, inoltre, di diminuire le spese per il personale della Difesa ed aumentare le spese per gli investimenti. "Oggi - si legge nel comunicato ufficiale del Cdm - l’Italia ha una spesa per la Difesa, in rapporto al Pil, più bassa d’Europa (0,9% contro una media Ue dell’1,61%); in aggiunta ha una spesa percentuale per il personale, rispetto al bilancio assegnato, ampiamente superiore alla media Ue (70% quella italiana, 51% quella europea). Per contro, la spesa d’investimento per ogni militare è ferma a 16.424 euro, contro una media europea di 26.458 euro". La riforma "punta a riequilibrare i livelli di spesa del personale, di esercizio e di investimenti per garantire in futuro la sostenibilità finanziaria e l’efficacia operativa delle forze armate in chiave europea e nato. Vale a dire, coprire con il 50% del bilancio assegnato la spesa del personale; la parte restante sarà divisa a metà tra addestramento e investimenti". E "queste scelte comporteranno una revisione e riqualificazione dei programmi di investimento, ma anche una contrazione della presenza territoriale". Con "il risultato di una struttura difesa ridimensionata nei numeri, ma in grado di esprimere un’operatività all’altezza delle aspettative dell’unione europea e della nato". E’ quanto ha sottolineato il comunicato finale della riunione del consiglio dei ministri. "Il governo - ha sottolineato palazzo Chigi- punta ad inserire questa revisione nel piano nazionale di riforme, che si è impegnato a presentare a livello europeo.Lo scenario geo-strategico internazionale continua ad essere caratterizzato da grande incertezza; ne consegue che le forze armate devono continuare ad essere pienamente integrabili con quelle degli alleati, ma devono anche essere allo stesso livello tecnologico. Da qui la necessità di introdurre una profonda revisione della struttura difesa, per armonizzarla ai livelli di efficienza e funzionalità europei non solo militari, ma anche industriali ed economicamente sostenibili". E "a livello europeo e atlantico l’italia sostiene e promuove il processo d’integrazione definito dalla politica di sicurezza e difesa comune. Quindi, l’armonizzazione di standard comuni è ancora più necessaria e urgente". "Una riforma di questo genere non si fa in un giorno nè in una settimana nè in un anno: parliamo di avviare un discorso che almeno in un decennio riporterà, o tenterà di riportare, in equilibrio lo strumento militare" sintetizza il ministro. Che, per illustrare la necessità di rivedere lo strumento militare italiano al fine di adeguarlo agli standard europei e alle risorse disponibili, cita Gramsci: "Per essere cosmopoliti bisogna prima avere una Patria". (14 febbraio 2012)