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 2012  febbraio 13 Lunedì calendario

"Né antipolitica né rassegnazione la gente ha voglia di cambiare" – GENOVA - «È un segnale preciso che mandiamo a Roma

"Né antipolitica né rassegnazione la gente ha voglia di cambiare" – GENOVA - «È un segnale preciso che mandiamo a Roma. C´è una terza strada, tra l´antipolitica di Beppe Grillo e la voglia di lasciar perdere che emerge in settori della sinistra. E´ la voglia di cambiare da dentro, è la passione, l´entusiasmo della gente. E´ la forza di credere nella trasformazione, che ha già cambiato Milano e Cagliari e che adesso passa da Genova». Sventolano centinaia di bandiere arancioni nella libreria di don Gallo, primo sponsor di Marco Doria, diventata da subito la sede del comitato elettorale. Lui, il professore, ha un´aria assolutamente tranquilla. Se l´aspettava, professore? «Lo avevamo capito già con Milano, con Cagliari e con Napoli. Il popolo di sinistra ha voglia di cambiare e non perde nessuna occasione. Da Genova arriva l´ennesima risposta. Ma non è una questione di singole città e infatti, aldilà dei singoli sindaci eletti, è questa politica che deve cambiare». Il Pd si lecca le ferite: ha perso il suo sindaco uscente, ha perso una delle dirigenti più lanciate e ha vinto lei, professore dal profilo inglese. «La città aveva bisogno di un cambiamento e noi l´abbiamo capito in tempo. Vinceremo la battaglia per conquistare Palazzo Tursi insieme ai militanti e ai dirigenti del Pd, non contro di loro. Abbiamo firmato tutti e cinque un preciso impegno: i quattro sconfitti avrebbero appoggiato, con tutte le loro forze, il vincitore. Io l´avrei fatto e sono sicuro che gli altri quattro, adesso, si batteranno per me». D´accordo, ma lo faranno? E il Pd l´aiuterà davvero? «E perché non dovrebbe farlo? Ci sono venticinquemila genovesi che hanno scelto il loro candidato e quel candidato sono io. Perché mai il Pd non dovrebbe aiutarmi?». E´ un bis del caso Milano, con Pisapia che batte il candidato del Pd? «Non scherziamo. A Milano il centrodestra ha governato per decenni e la voglia di cambiare era enorme. Pisapia l´ha capita e ha vinto. A Genova la Vincenzi ha governato con luci ed ombre. La gente ha deciso di cambiare il proprio candidato sindaco ed ha scelto me. Sono a disposizione». Cosa cederà al Pd? «Ma questo sarebbe lo specchio di un modo vecchissimo di fare politica. Siamo ancora qui a goderci le prime sensazioni e voi pensate già ai posti in giunta. E´ incredibile. Noi cerchiamo di capire gli entusiasmi, di farci partecipi del vento nuovo e voi pensate all´assessorato al centro storico? Non scherziamo». Quanto è costata la sua campagna? «Meno della metà di quello che avremmo potuto spendere. C´era un tetto di ventimila euro, ne abbiamo spesi meno di diecimila». Si sente rappresentante dell´ antipolitica? «Esattamente il contrario. Mi sento rappresentante della politica più bella, quella che sorride, quella che ha voglia di scendere in piazza e festeggiare. La gente allegra, la gente bella, la gente che ha entusiasmo»