http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/02/14/gabriele_sandri_fratello_cristiano_sentenza_cassazione_luigi_spaccarotella_agente.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter, 14 febbraio 2012
SPACCAROTELLA
Sandri, il fratello: "Cassazione confermi sentenza II grado"
La famiglia di Gabriele, il tifoso della Lazio ucciso nel 2007, attende la decisione della Corte su Spaccarotella, condannato in Appello a 9 anni e 4 mesi. “E’ inimmaginabile che l’agente non si sia reso conto del rischio di sparare verso un’auto".
"Noi ci attendiamo la conferma della sentenza di Appello. Anche perché se dovesse essere riconosciuto il fatto colposo (ossia quello in cui manca la volontà di compiere un reato, ndr) le strade italiane potrebbero diventare dei far west". Così Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, il tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola l’11 novembre del 2007 nell’area di servizio Badia al Pino (Arezzo), sottolinea a SkyTG24 l’attesa della sua famiglia per la decisione della Cassazione prevista per oggi, martedì 14 febbraio. Luigi Spaccarotella, agente calabrese della Polstrada che ha sparato il colpo che ha ucciso Gabriele, è stato condannato in appello a 9 anni e 4 mesi di reclusione ( pena ridotta per il rito abbreviato).
"Quello che purtroppo è accaduto a Gabriele è un esempio di scuola di dolo eventuale: come ha riconosciuto il procuratore generale presso la Corte d’Assise di Appello di Firenze è inimmaginabile che un operatore esperto non si possa essere reso conto e quindi non abbia avuto la certezza del rischio di quello che commetteva sparando contro una macchina dove viaggiavano 5 ragazzi" ha aggiunto il fratello di Gabriele Sandri.
Nel 2009, in primo grado ad Arezzo, l’agente che aveva sparato da grande distanza e senza che ve ne fosse bisogno venne condannato a sei anni di reclusione per omicidio colposo con colpa cosciente. La decisione fu accolta dalle proteste dei familiari e degli amici di Sandri - molto conosciuto nella tifoseria biancoceleste e per la sua attività di dj - che sostenevano che il poliziotto era consapevole del rischio di poter uccidere qualcuno sparando. In seguito, il primo dicembre 2010, la Corte d’assise d’appello fiorentina ha inasprito la condanna a nove anni e quattro mesi di reclusione, come chiedevano le parti civili, riconoscendo Spaccarotella colpevole di omicidio volontario. Il processo seguì il rito abbreviato con lo sconto di un terzo della pena e fu accolta la tesi della Procura che chiedeva 14 anni di carcere, poi appunto ridotti per la scelta del rito. Contro la decisione di secondo grado hanno fatto ricorso in Cassazione i difensori del poliziotto, gli avvocati Francesco Molino e Federico Bagattini. A loro avviso la sentenza sarebbe mal motivata per quanto riguarda la sussistenza dell’elemento psicologico del dolo. L’agente è stato sospeso dal servizio ed interdetto in maniera perpetua dai pubblici uffici