Francesca Pierantozzi, Il Messaggero 13/02/2012, 13 febbraio 2012
CORSA PER CAMBIARE I FRANCHI, 4 MILIARDI MANCANO ALL’APPELLO
CORSA PER CAMBIARE I FRANCHI, 4 MILIARDI MANCANO ALL’APPELLO -
Debussy, Cézanne, Eiffel, adieu . Il franco ha cominciato la sua ultima settimana e morirà ufficialmente venerdì prossimo, 17 febbraio, ultimo giorno possibile per scambiare le vecchie banconote con i volti degli eroi francesi - i pezzi da 20 (Debussy), 50 (Saint-Exupéry), 100 (Cézanne), 200 (Eiffel) e 500 (Pierre e Marie Curie) - con i nuovi euro. I francesi nostalgici della loro moneta nazionale sono ancora tanti: secondo la Banque de France 4 miliardi di franchi, ovvero 600 milioni di euro, mancano ancora all’appello, nascosti in cassetti, casseforti, sotto ai materassi. Crisi oblige, da Natale molti irriducibili del franco hanno deciso di andare alla più vicina agenzia della Banca di Francia per abbandonare definitivamente le antiche banconote: ben 60mila persone nelle ultime settimane hanno preso d’assalto gli sportelli, affrontando a volte code di ore. La Banca di Francia ha fatto sapere che accetterà tutte le banconote, in qualsiasi stato si trovino. Scaduto il tempo massimo e archiviata definitivamente l’era del franco, le vecchie banconote saranno distrutte, compattate e infine bruciate. In questi ultimi cinque giorni la Banca ha previsto di incassare 4 miliardi di vecchi franchi, ovvero circa 600milioni di nuovi euro. I restanti 500 milioni di euro finiranno comunque tra gli attivi del Tesoro, come previsto dalla finanziaria del 2012: un bel bottino visti i tempi difficili per il Bilancio dello Stato.
Non tutti i francesi che soffrono ad abbandonare i franchi sono però degli inguaribili nostalgici. Contro il rischio di riciclaggio la Banca di Francia ha moltiplicato, nell’estremo momento dell’ex moneta nazionale, la sorveglianza sulla tracciabilità del denaro, attivando la cellula Tracfin del ministero del Tesoro. Se il 15 per cento dei biglietti sono stati raccolti a Parigi, la Banca ha calcolato che la maggior parte del bottino si trova al sud. In Costa Azzurra un uomo si è presentato ad uno sportello della Banca di Francia con un milione di franchi in una valigetta «È possibile che alcune persone abbiano aspettato fino all’ultimo momento per restituire del denaro non dichiarato al fisco» ha ammesso Henri Julien, dirigente della Banca di Francia. La maggior parte dei ritardatari ha però soltanto qualche biglietto ritrovato per caso in un cassetto o durante un trasloco. Per onorare come si deve l’antica moneta, molti commercianti francesi, soprattutto in provincia, hanno deciso di accettare questa settimana dei pagamenti in franchi, che cambieranno poi il pomeriggio di venerdì. Primo fra tutti il casinò di Deauville, dove fino a ieri sera i clienti hanno potuto acquistare le fiches in franchi e pagare con gli Eiffel o i Curie anche una notte in albergo. Sconsigliato, invece, tenersi le vecchie banconote sperando poi di speculare sul mercato numismatico. Secondo gli esperti soltanto alcune rarissime serie (per esempio i tipi A o 001) possono avere un valore e sono comunque già quasi tutti in mano ai collezionisti.
La Francia sarà da venerdì il secondo paese dopo l’Italia a non assicurare più il cambio della vecchia moneta nazionale con l’Euro. Alcuni paesi, tra cui la Germania, hanno invece scelto di assicurare la convertibilità senza limite di tempo: il marco tedesco, come la peseta il franco belga, sono immortali.