ANTONELLA AMAPANE, La Stampa 13/2/2012, 13 febbraio 2012
Le calzature di culto ai piedi dei potenti della terra - Le sue scarpe sono ai piedi di Vladimir Putin, Nicolas Sarkozy e George Bush
Le calzature di culto ai piedi dei potenti della terra - Le sue scarpe sono ai piedi di Vladimir Putin, Nicolas Sarkozy e George Bush. Giusto per citare un tris di potere internazionale a cui segue un mare di fans (tra questi per esempio i nostrani: Alessandro Gassman ed Enrico Brignano) dotato di buon gusto, in grado di apprezzare l’artigianalità made in Italy. Santoni non cammina, corre, a grandi falcate. E non solo perché il suo amministratore delegato, il 43 enne Giuseppe Santoni, ha l’hobby di sfrecciare su bolidi da 750 cv con pilotiamici di Formula 1, come Jean Alesi e Michael Schumacher. Il marchio marchigiano di Corridonia «mangia la strada» anche nel business, conquistandosi nuovi posti al sole in Cina; dove entro il 2016 aprirà ben 20 negozi monomarca. Nel frattempo, ad aprile, inaugurerà la sua quarta boutique a Shanghai (dopo quelle di Pechino, Gaungzou e Dong Guan). E sempre quest’anno si taglierà il nastro di un secondo store a Pechino. «Entriamo in Cina senza fretta, vogliamo creare un solido circuito per poi accedere alla distribuzione anche dei punti vendita multibrand», sottolinea Giuseppe Santoni, ad. dell’azienda di famiglia che crea e produce scarpe industrialmente con interventi manuali. La cultura del fare senza apparire sta alla base del successo di questa griffe - presente in 70 Paesi - che sforna pezzi unici realizzati da maestri calzolai con i migliori materiali. Una storia, quella dei Santoni, che comincia 40 anni fa. Quando il capostipite, Andrea, a sedici anni viene assunto come tagliatore di pelli da una piccola azienda calzaturiera della zona imparando i segreti del mestiere. Un impegno notevole che gli consente, però, di avviare un’attività in proprio. Una sorta di atelier domestico per la produzione di tomaie. Intuizione destinata a crescere. Tanto che nel 1975, l’impresa si trasferisce in uno spazio più ampio e adeguato che permette di realizzare ogni fase della lavorazione all’interno dell’azienda per creare un prodotto finito di altissimo livello. Giuseppe Santoni viene investito, subito, dal padre Andrea di una grande responsabilità: individuare come «globe trotter», i Paesi più importanti per la distribuzione delle calzature. Giovanissimo parte per il Far East e conclude importantissime partnerships con Giappone e Cina, consolida la joint venture con gli Usa dove fa aumentare la penetrazione fino al 28% nel mercato globale. Sempre più coinvolti Giuseppe e la sorella Ilenia (cfo dell’azienda) nel 1999 danno vita a un’ulteriore fabbrica per la produzione dei mocassini e realizzano una linea sportiva, la Club, a cui segue nel 2005 la collezione donna. Oggi l’azienda, con 400 dipendenti, vanta un fatturato di 43 milioni di euro (che si prevede chiuda, a giorni, il bilancio del 2011 con circa 51 milioni di euro). Da due anni poi, anche gli stabilimenti di Corridonia sono diventati un fiore all’occhiello. «Abbiamo ristrutturato tutti gli uffici dell’ Head Quarter. Le linee guida del progetto sono state: luce naturale, risparmio energetico, eco-compatibilità. I materiali utilizzati nell’edificio? Vetro, acciaio e alluminio, riciclabili al 90%», spiega Giuseppe Santoni. In linea con questo credo anche i manufatti in pellami naturali, e non trattati, conciati al vegetale, nel totale rispetto per la natura. Scarpe-culto, quindi, scolpite da rituali complicati, con raffinate cuciture Goodyear, dove ogni punto viene eseguito rigorosamente a mano. O realizzate con la costruzione» Bentivegna», considerata l’« Olimpo dei maestri calzolai», in cui ogni centimetro di pellame va tirato, appuntato e finito artigianalmente sulla forma. Tutto per ottenere scarpe speciali, di altissimo pregio. «Da mio padre ho imparato l’importanza dell’estrema attenzione al dettaglio», dice Giuseppe Santoni e che poi aggiunge: «La calzatura informale è un tassello importante per il brand, s’inserisce in un progetto a espansione internazionale per assecondare i desideri dei clienti più giovani e non solo. Consumatori a cui è rivolta la sneaker urbana Vancouver in camoscio grigio, ultima nata, concepita con lo stesso know how della scarpa classica». Ma in versione più contemporanea. Con suola leggerissima e flessibile, puntale in cuoio e dettagli in pelle. Sintesi moderna del patrimonio culturale maturato in azienda negli anni. Il segreto? Come una specie di mantra Giuseppe Santoni ama ripetere: «L’artigiano è un po’ come l’artista che usa la mano, la testa e il cuore».