CARLO BERTINI, La Stampa 13/2/2012, 13 febbraio 2012
Il Quirinale spende come nel 2008 - In tempi di crisi anche gli organi costituzionali vogliono dimostrare di fare la propria parte e il Quirinale non vuole esser da meno
Il Quirinale spende come nel 2008 - In tempi di crisi anche gli organi costituzionali vogliono dimostrare di fare la propria parte e il Quirinale non vuole esser da meno. Dopo il giro di vite sui vitalizi e la limatina agli stipendi decisi da Camera e Senato, anche dal Colle giunge un segnale di austerity. Che si è tradotto in un congelamento dei costi ai livelli del 2008 fino a tutto il 2013: nonostante un tasso di inflazione complessivo degli ultimi tre anni dell’8,4%, la dotazione finanziaria resta a 228 milioni di euro grazie al blocco di turn-over, stipendi e pensioni. E il risparmio conseguito dall’inizio del settennato di Napolitano, dal 2006 ad oggi, lascia 60 milioni di euro nelle casse dello Stato. La “vexata quaestio” di un Palazzo ben più costoso di altre Presidenze dei paesi europei, viene affrontata nella nota sul bilancio di previsione del 2012, anche dal versante della riduzione delle spese per il personale, ridotto di 394 unità rispetto al 2006. Nel 2011 il personale di ruolo (843 dipendenti) è diminuito di 20 unità; mentre è rimasto stabile il personale comandato e a contratto (103 unità), «il cui rapporto di natura fiduciaria è destinato a concludersi nell’ambito del settennato». Così come è rimasto invariato a 861 unità il numero di militari e forze di polizia distaccati per esigenze di sicurezza. Più in generale le spese per il personale sono state ridotte «grazie ad una serie di provvedimenti di riforma dell’ordinamento interno e di riorganizzazione amministrativa adottati dall’inizio del settennato». E così vengono elencate tutte le misure che hanno consentito di fare economia: «Blocco del turn over del personale di ruolo, progressiva riduzione del personale distaccato, comandato e a contratto, introduzione del regime pensionistico contributivo, soppressione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, blocco degli stipendi e delle pensioni al livelo del 2008, riduzioni delle indennità di distacco, limitazione degli straordinari alla carriera ausiliaria prevedendo un tetto massimo e soppressione di alcune indennità». E non manca un dettaglio analitico della spesa per il personale in servizio e in quiescienza, che costituisce appunto l’88,3% della spesa complessiva. E che nel bilancio di previsione del 2012 viene registrato in calo rispetto al 2011, da 136 a 132,8 milioni di euro. Peraltro, nel bilancio assestato del 2011 questa voce risultava in aumento rispetto al bilancio iniziale di previsione pari a 129,4 milioni, « a causa degli adeguamenti retributivi connessi alla concentrazione di numerosi passaggi di qualifica del personale e soprattutto del minore ricorso al pensionamento anticipato per effetto della riforma». Non è un caso se viene segnalato che la spesa pensionistica negli organi costituzionali è a carico dei rispettivi bilanci e che nel 2012 si ridurrà di due punti percentuali a 88 milioni di euro rispetto ai 92 stanziati propria grazie alla riforma. E comunque, «la spesa complessiva prevista nel 2012 ammonta a 245,3 milioni di euro, rimanendo sostanzialmente invariata rispetto sia al dato del bilancio assestato 2011 sia a quello dell’iniziale bilancio di previsione dello stesso anno. Nelle considerazioni finali sul bilancio di previsione 2012, viene data una risposta «alla richiesta, reiterata anche di recente, di trasformare almeno parte del Quirinale in un museo»: facendo presente che «già oggi l’Amministrazione gestisce l’intero Palazzo come tale, assicurandone la più ampia fruizione da parte del pubblico, dimostrata dalle quasi 250.000 presenze di visitatori nel corso del 2011».