Giovanna Lantini, il Fatto Quotidiano 11/2/2012, 11 febbraio 2012
RCS I GUAI SPAGNOLI E LE TENSIONI AL CORRIERE
Per ora niente sciopero in casa Rcs, anche se ieri è arrivato l’ennesimo comunicato sindacale. C’è ancora una speranza che le diplomazie al lavoro evitino le scelte estreme. I lavori fervono all’editrice di Corriere e Gazzetta, dove gli sherpa, il direttore Ferruccio de Bortoli in testa, sono intenti a calmare gli animi e i consulenti più fidati a escogitare uno stratagemma che risolva la questione spagnola senza turbare gli equilibri tra soci o scatenare lotte sindacali. Impresa non facile: la svalutazione della controllata iberica potrebbe pesare per quasi 300 milioni. Il bilancio 2010 di Unidad Editorial depositato a settembre ha evidenziato un rosso di 19,45 milioni che ha portato il saldo delle perdite del triennio 2008-2010 a 83,55 milioni. Cifre allarmanti. Nel rendiconto al 30 settembre 2011 chiuso con un rosso di 25,5 milioni, poi, l’editrice italiana a proposito della Spagna parlava di margini crollati dell’89%. Ed è proprio in queste cifre che stanno i mali dell’editrice del Corsera i cui vertici si stanno arrovellando da mesi su una soluzione soppesando ora la ricapitalizzazione, ora l’utilizzo delle riserve, ora la vendita di Flammarion ora dell’immobile milanese, con la diaspora di Corriere a Gazzetta.
I sindacati che hanno invitato i soci ad aprire i portafogli rinfacciando al cda una gestione dissennata. Ma il problema non sono solo i soldi da sborsare per la fallimentare operazione Recoletos da 1,1 miliardi, ma anche il mantenimento degli equilibri interni. Gli amici attorno al tavolo del patto di sindacato che governa il Corriere, infatti, non sono più quelli di una volta. Al posto dei Ligresti ci saranno le coop di Unipol e sulla poltrona di Edison arriverà un rappresentante della francese Edf, magari vicino a Nicolas Sarkozy e al suo amico Vincent Bolloré. Cambi di proprietà che mal si conciliano con un’eventuale ricapitalizzazione di Rcs che costringerebbe i pattisti ad aprire di più il portafogli per ridurre al minimo i cambiamenti. Meglio, forse, tentare di mantenere lo status quo. Con l’unica strada che sembra possibile di una ricapitalizzazione a valle e cioè della sola controllata spagnola. Magari anche rinnovando il cda in scadenza con la guida di Antonello Perricone e la presidenza di Piergaetano Marchetti. Resta il problema di dove trovare i soldi.