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 2012  febbraio 12 Domenica calendario

LA CHIESA D’INGHILTERRA PUNTA SUGLI HEDGE

Negli ultimi due anni, mentre nella City infuriava la polemica sui bonus bancari e sugli eccessi del settore finanziario, la ricca Chiesa d’Inghilterra ha raddoppiato gli investimenti in hedge fund. Il 10% del fondo da 5,5 miliardi di sterline gestito dai Church Commissioner è stato dato in gestione a hedge fund, contro il 4% di due anni fa, facendo della Chiesa uno dei maggiori investitori nel settore in Gran Bretagna.
La posizione ufficiale della Chiesa é che «massimizzare i rendimenti dei nostri investimenti è parte essenziale dello svolgimento della nostra missione per il bene della societá». I leader della Church of England peró si sono anche schierati con decisione contro gli stipendi troppo elevati e i bonus immeritati, parlando di «un problema sistemico di remunerazione eccessiva». Peccato che i bonus e gli incentivi elargiti dal settore degli hedge fund facciano impallidire i pur ricchi compensi degli investment banker. Mentre il Ceo di Royal Bank of Scotland ha dovuto rinunciare a un bonus da 1 milione di sterline e il Ceo di Barclays Bob Diamond questa settimana dovrá difendere con le unghie e con i denti il suo, i tre maggiori gestori di hedge fund della City si divideranno a breve la bellezza di 3 miliardi di sterline di utili.
Per capire questo apparente contrasto bisogna tornare ai tempi della crisi finanziaria nel 2008. Il crollo delle Borse aveva colpito il fondo della Chiesa, che aveva perso 1 miliardo di sterline investite in titoli azionari. Per evitare il ripetersi dell’esperienza i Commissioner hanno deciso di diversificare gli investimenti, aumentando la quota data in gestione agli hedge fund. Da allora le cose sono migliorate: il fondo ha incassato rendimenti piú che rispettabili del 15,6% nel 2009 e del 15,2% nel 2010.
Rendendosi conto dell’importanza dei loro investimenti nel settore la Church of England si è anche schierata con decisione contro i tentativi Ue di regolamentare gli hedge fund. Una limitazione del loro operato, aveva spiegato in una lettera, «limiterebbe fortemente la nostra abilità di generare fondi per le nostre opere benefiche e quindi ridurrà la nostra capacità di fare del bene».
L’ultimo rapporto annuale dei Church Commissioner afferma che gli «hedge fund hanno dimostrato il loro valore» e che quindi la Chiesa è piú che soddisfatta degli investimenti fatti, anche se sottolinea che seleziona rigorosamente gli hedge fund escludendo ad esempio quelli che speculano sulle materie prime o sulle valute. Resta la spina dei superstipendi che il settore elargisce: la Chiesa per ora si limita blandamente ad esortare i gestori di hedge fund «ad essere generosi con la ricchezza che vi è stata concessa». Lunedì scorso è iniziato il Sinodo, il congresso dei leader della Chiesa che spesso dibatte questioni etiche. Si prevede che quest’anno si ingegneranno piú del solito nel tentativo di far quadrare questo cerchio.