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 2012  febbraio 12 Domenica calendario

I guardiani del tempo – DARMSTADT seguono ogni movimento nei cieli d´Europa e del mondo sui cinquanta schermi del modernissimo centro di controllo

I guardiani del tempo – DARMSTADT seguono ogni movimento nei cieli d´Europa e del mondo sui cinquanta schermi del modernissimo centro di controllo. Parlano tra loro in tedesco o inglese, in italiano, francese, spagnolo o tante altre lingue ancora, come nei corridoi della Banca centrale europea. Sono sempre decontracté, sorridenti e abbigliati casual. Scherzano, l´atmosfera è amichevole e informale nella piccola e ricca Darmstadt, a un passo da Francoforte. Ed è piacevole passare una giornata al lavoro con loro, i guardiani del clima. Giovani, geniali salvatori del mondo, se li osservi quasi evocano Harry Potter, Hermione Granger e i loro amici a Hogwarts. Qui lavorano i cinquecentosessanta superesperti venuti da ogni parte d´Europa, gli scienziati grazie ai quali riceviamo i dati che consentono di prevedere ondate di gelo, alluvioni e tsunami. Si chiama Eumetsat, è l´agenzia europea intergovernativa ma indipendente, come la Bce, che con i suoi satelliti è all´avanguardia nel mondo per la sorveglianza delle condizioni meteorologiche. Dall´allarme rosso per la nuvola del vulcano islandese che nell´aprile 2010 bloccò i voli in Europa fino ai primi, puntualissimi segnali dell´offensiva del generale inverno che ha azzoppato Roma e buona parte dell´Italia e del resto del Vecchio continente, le preallerte - non previsioni del tempo, bensì dati neutrali ma espliciti - sono venute da qui. Dalle informazioni dei satelliti meteo che arrivano a getto continuo e, decrittate ogni 10-15 minuti, vengono inoltrate gratis e di continuo in tempo reale a ogni autorità nazionale europea. Basta saperle leggere, per non confondere 35 millimetri d´acqua con 35 centimetri di neve. L´Europa esiste e funziona, basta saperla usare. Fuori, il sole mitiga appena i dieci gradi sotto zero e soltanto liquidi solventi sparsi a ogni angolo dagli spazzaneve arancioni ti salvano da una sbandata mortale in auto o da una scivolata sul marciapiede con fratture gravi. Trenta chilometri a nord, Boeing, Airbus o Embraer con tutti i colori del mondo atterrano e decollano tranquilli (alla peggio con qualche ritardo) nell´enorme scalo di Francoforte, secondo nel continente solo a Londra-Heathrow. Il gelo siberiano miete morti anche qui, ma basta ascoltare i guardiani del clima per difendersi meglio. Lavorano di buon umore, ma concentratissimi come manager coreani, qui alla centrale delle pacifiche "star wars" europee contro il maltempo. «Guarda quell´immagine del satellite, che fanno le nuvole?», studiano due giovani davanti a uno schermo della sala controllo. Non devono fare altro: la segnalazione ai servizi meteo di tutta Europa parte in automatico. "Nuove nubi sull´Italia settentrionale e centrale", "rischio di abbondanti precipitazioni su Francia meridionale e Spagna", avvertono grandi didascalie. Valerie Barthmann, giovanissima pr tedesca, studi in Francia, fluent anche in italiano, saluta tutti in molte lingue, poi scendiamo nel sotterraneo. Grigi armadi metallici, ambiente sterile e isolato, luce soffusa, solo il sussurro sommesso dell´elettronica rompe il silenzio. Quello che è Serpico per il fisco italiano, sono questi supercomputer per i guardiani del clima europeo. «I dati dei satelliti vengono captati dalle stazioni di antenne a Svalbard, sulle isole Spitzbergen norvegesi, e nell´Antartide», spiega il gentile data services manager Harald Rothfuss, sulla quarantina, maglione alpino, jeans e scarpe da trekking. «Vengono captati dal centro di Uesingen, 60 chilometri da qui, il computer raccoglie tutto. La ritrasmissione a ogni servizio meteorologico nazionale è immediata, poi il computer archivia per anni». Non fanno previsioni del tempo i guardiani di Darmstadt: raccolgono dati di continuo a velocità fotonica, e li inviano a tutti i paesi. Tra dati nuovi ritrasmessi ogni 10-15 minuti ovunque e archivio del supercomputer - in media per ogni 100 terabyte di dati in entrata quelli ritrasmessi o richiesti all´archivio sono dieci volte tanti - Eumetsat mette chiunque in Europa in condizione di prevedere con grande anticipo ogni tempesta. I dati vengono inoltrati 24 ore su 24, sette giorni su sette. Superlavoro, stress, allarmi, con l´ultima ondata di gelo? No, il lavoro procede al ritmo intenso di sempre. «Da quando abbiamo visto con i satelliti il gelo in Russia e le alte pressioni era chiaro che cosa sarebbe arrivato sulla testa di tutti gli europei», spiegano. «È facilissimo, e inoltre gratuito, anche seguirci online», fa notare il giovane Neil Fletcher, manager communications and outreach, venuto qui in jeans di velluto e camicia button down da Manchester. Qui si entra solo per concorso, promossi o bocciati da commisioni d´esame autonome. Unica condizione d´ammissione: devi essere europeo. «Divertiamoci con il mio schermo, ma non per il downloading del rock»: ecco immagini e rapporti di Eumetsat scaricabili gratis da YouTube e da Flickr. Anche con la funzione di zoom su ogni singolo paese. Serve poca illuminazione elettrica nella fortezza ipervetrata dei guardiani del clima. La luce del sole ti arriva dal tetto e da ogni parete. Trasparenza ovunque e mescolanza multiculturale persino nel menù della mensa: tonno grigliato o tortellini a fianco dei piatti tedeschi. «Il problema è che la gente dovrebbe reimparare a prendere sul serio i pericoli naturali», dice Marianne Koenig, meteorologa, tra un computer e l´altro. «Inverni gelidi e tendenza a temperature più alte non sono in contraddizione. Non affrontiamo solo un riscaldamento delle temperature, abbiamo perso l´equilibrio del clima che si era formato dopo l´ultima glaciazione. Come sui mercati internazionali, anche nel clima affrontiamo turbolenze veloci che ieri ci erano ignote». Maglione nero, jeans, stivaletti da neve, spiega tutto sorridendo. «Leggere i nostri dati è importante, prepararsi in tempo può salvare vite, ha benefici sociali enormi». A volte il messaggio è ricevuto: la Germania ha alzato le sue dighe foranee sul Mare del Nord. «Ma troppo spesso il trend è tagliare i fondi ai servizi meteorologici nazionali, specie nel personale. Errore. I segnali dei computer non sono tutto, se non hai chi li analizza velocemente. È come se le compagnie aeree rinunciassero ai corsi al simulatore per i piloti di linea: col simulatore impari ad affrontare l´emergenza le rare volte che arriva, e a salvare vite». È anche un mondo solidale il comando europeo delle guerre stellari contro il maltempo: i dati vanno gratis in tempo reale ai paesi più poveri, dall´Africa al Sudest asiatico e per prevenire siccità o tsunami. I satelliti sono di due tipi: geostazionari, a 36mila chilometri di quota, e orbitanti a 800 chilometri dalla Terra. Segnalano con un "bip bip" persino ogni loro minima avaria. Li lanciano con i razzi francoeuropei Ariane da Kourou, nella Guyana francese, o raramente con i Soyuz russi da Baikonur. La parte del leone, nella produzione degli enormi satelliti che avvistano a tempo gelo o alluvioni, tocca alla Francia. «Se il nostro sistema non esistesse», dicono i giovani guardiani del clima, «sarebbe il caos». Roma kaput mundi.