Roberto Giardina, ItaliaOggi 11/2/2012, 11 febbraio 2012
Le farmacie meglio delle edicole – Qual è la rivista più diffusa in Germania? Stern, con 823 mila copie vendute, Der Spiegel, con 927 mila o il familiare Bunte, con 650 mila? I tre settimanali vengono battuti e con largo distacco da un periodico che non troverete dal giornalaio
Le farmacie meglio delle edicole – Qual è la rivista più diffusa in Germania? Stern, con 823 mila copie vendute, Der Spiegel, con 927 mila o il familiare Bunte, con 650 mila? I tre settimanali vengono battuti e con largo distacco da un periodico che non troverete dal giornalaio. Per prenderlo dovete andare in farmacia. L’Apotheken Umschau, come dire uno sguardo in farmacia, e con il sottotitolo «In Wort und Bild», in parola e foto, esce ogni due settimane e supera i 9,6 milioni di copie. Di fatto irraggiungibile. E ha un’altra qualità, unica o quasi. Viene offerto gratis ai lettori, e di solito per la pubblicità in questi casi non dovrebbe essere considerato autorevole e quindi interessante. Ma l’Umschau, distribuito tra aspirine e dentifrici, viene letto e conservato con molta attenzione. I lettori, quasi 20 milioni, confermano i sondaggi di mercato, lo giudicano serio e si fidano dei suoi articoli. Quindi anche delle inserzioni. Una pagina di pubblicità costa 63 mila euro. E gli inserzionisti non sono solo case farmaceutiche o cliniche e case di riposo. Si trovano inserzioni di agenzie di viaggio, con offerte studiate per clienti particolari, che non possono affrontare disagi. O di casalinghi, e anche di moda o giocattoli, o auto e biciclette. Lo stile è familiare e diretto. L’Apotheken Umschau è nato nel 1956, e non è edito dall’associazione nazionale delle farmacie. Anzi il rapporto tra farmacisti e rivista non è privo di complicazioni. L’idea venne a Rolf Becker, 91 anni. E la tiratura iniziale fu appena di 50 mila copie: un periodico dedicato ai problemi della salute, scritto da abili e affidabili divulgatori. Fin dalla nascita, si sono evitati gli articoli dedicati a cure miracolistiche, a medicinali dubbi. E si va oltre. «Come pianificare gli anni della pensione», è uno dei titoli. Oppure «Salute e moda». Se si sa sfruttare il tempo libero, ci si ammala di meno. Oppure, quali pericoli per le giunture presentano i tacchi a spillo. E anche «l’infarto in cucina»: come si può evitare mangiando spaghetti, non troppo conditi. Ogni numero ha un tema centrale a cui è dedicata la copertina. La rivista viene reclamizzata in tv, per invogliare ad andare alla farmacia sotto casa e procurarsi il proprio numero. Non si può rinviare, se non si vuole rimanere a mani vuote. Dopo due o tre giorni dall’uscita, non si trova più una copia. Perché i farmacisti non sono contenti? Molti, si lamentano, entrano senza salutare, si prendono la rivista ed escono, senza comprare nulla. L’Apotheken Umschau è gratis per i lettori ma, come si avverte in copertina, è pagato dai farmacisti. In media circa 50 centesimi a copia, ma il prezzo dipende da quante copie distribuisce il farmacista. Si calcola che ognuno alla fine dell’anno abbia sborsato sui 5 mila euro. E il conto complessivo dovrebbe sfiorare i 100 milioni di euro per tutte le apotheken del paese. A parte, inoltre, i farmacisti devono pagare per i supplementi molto richiesti della clientela, quello dedicato ai cruciverba e quello con i programmi della radio e della televisione. Per i farmacisti una tortura: se non ordinano centinaia di copie ogni due settimane, rischiano di perdere i clienti, ma più copie distribuiscono più pagano, senza aumentare le vendite dei prodotti farmaceutici. Tuttavia l’appuntamento con l’Apotheken Umschau è ormai una tradizione, dagli anni di Adenauer all’era di Frau Merkel.