Paolo Siepi, ItaliaOggi 11/2/2012, 11 febbraio 2012
periscopio – La recessione ha distrutto tutte le nostre scuse per restare immobili. Sergio Marchionne, ad Fiat-Chrysler, discorso a Las Vegas
periscopio – La recessione ha distrutto tutte le nostre scuse per restare immobili. Sergio Marchionne, ad Fiat-Chrysler, discorso a Las Vegas. Quando sono partiti sessant’anni fa, i tedeschi erano messi molto peggio di noi, e oggi stanno infinitamente meglio. Anziché rifugiarci nel nazionalismo straccione che noi italiani, da secoli, usiamo come alibi, dovremmo esprimere tutto il nostro rispetto per i tedeschi, e rimboccarci le maniche. Fabrizio Rondolino. Vanity Fair. Nel 1997, in piena Bicamerale, Massimo D’Alema incontrò a Venezia l’allora sindaco Massimo Cacciari. Quest’ultimo domandò: «Scusa Max, ma sei sicuro di questo accordo con Berlusconi? Non è che poi quello, come sempre, alla fine, te lo mette in quel posto?». Il conte Max lo guardò dall’alto in basso pur essendo meno alto, sorrise a lungo in silenzio, congiunse il pollice e l’indice della mano rivolti verso il basso e li fece ciondolare con lieve moto ondulatorio. Poi sibilò: «Tranquillo, Massimo, lo tengo per le palle». Naturalmente finì che B. dopo essere stato promosso al rango di padre ricostituente, fece saltare il tavolo della Bicamerale. Marco Travaglio. Il Fatto. Monti vuol cambiare il nostro modo di vivere, manco fosse l’unto del Signore. Jena. la Stampa. Oggi il Cavaliere è un altro uomo, il suo sguardo è assorto in una lontananza, forse ha cominciato a pensare all’unico vero processo cui non può sottrarsi. Umberto Silva, psicanalista. Il Foglio. Penso che sia sempre meglio praticare la giustizia che predicare la carità. Tullia Zevi. Io Donna. Certo Giulio Tremonti ha avuto un ruolo importante nella caduta del governo Berlusconi, ma meno importante del bunga bunga. Gianfranco Miccichè, deputato Pdl. Berlusconi è un ottimo imprenditore ma anche un pessimo politico. L’errore più grande? Passare da Antonio Martino a Nicole Minetti. David Parenzo. Oggi. Le imprese nascono e muoiono, prosperano e vanno in crisi, a tassi molto più rapidi che nel passato. Immaginare di poter legare la propria fortuna lavorativa a una sola impresa è oggi materia per folli. Nicola Porro. Il Giornale. Una volta Luciano Cafagna mi chiese di aiutarlo per gli esami di storia moderna. A un ragazzo confuso, domandammo che cosa fosse l’imposta sul macinato, cioè sul grano ed altri cereali, inventata da Quintino Sella per risolvere la crisi del debito, e lo studente rispose parlando di macelleria: «Il macinato, il trito di carne». Giuliano Ferrara. Il Foglio. Quando fui radiato dal Pci, molti compagni con i quali avevo lavorato fino al giorno prima, mi tolsero il saluto, ma io continuai a salutarli. A questo proposito ricordo che Giorgio Amendola, sotto la cui direzione io avevo lavorato, rispose al mio saluto quando andai a una sua iniziativa come giornalista de il Manifesto. Fui molto contento e gli dissi che lo consideravo come un maestro. Al che, Amendola, con il suo vocione, mi disse: «Tu, tu, troppi maestri hai avuto!». Valentino Parlato. l’Attimo fuggente. Il generale comandante della brigata aveva assunto un motto orgoglioso: «La méta è oltre l’ostacolo». E poiché vi sono stati, in qualcuno dei suoi battaglioni, casi isolati di diserzione, lo spietato generale Pesenti ha detto al collega: «Se si continua di questo passo dovrai cambiare motto, e dire che non la méta, ma la metà è oltre l’ostacolo». Paolo Caccia Dominioni, Ascari K7 1935-36. Longanesi. Giacomo Leopardi morì di indigestione per aver mangiato un chilo e mezzo di confetti cannellini di Sulmona, aver bevuto del brodo, una limonata ghiacciata e altro brodo. Bisogna tener conto che era affetto anche di altri mali, tra cui il diabete. Marcello D’Orta, autore di Io speriamo che me la cavo. Libero. Per disprezzare il denaro bisogna averlo. Roberto Gervaso. Il Messaggero. Se non ci fosse il Divino Otelma, l’Isola dei famosi sarebbe appassionante come un acquario vuoto. Tommaso Labranca. Oggi. Noi passeremo alla storia come i più grandi uomini di Stato di tutti i tempi o come i più grandi criminali. Goebbels. Il Giornale.