Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  febbraio 11 Sabato calendario

Feltri diventa tecnologico. Twitter e iPad a fianco della mitica Lettera 22 – Qualcuno ha già detto che siamo alla fine di un’era

Feltri diventa tecnologico. Twitter e iPad a fianco della mitica Lettera 22 – Qualcuno ha già detto che siamo alla fine di un’era. Qualcun altro invece ha annunciato l’alba di una nuova stagione. Sta di fatto che vedere nella redazione de Il Giornale Vittorio Feltri con un iPad a fianco della mitica Lettera 22 (con cui ancora oggi scrive i suoi articoli) ha fatto scalpore tra gli addetti ai lavori. Giornalisti e non. Se poi alla notizia del tablet ci sommiamo pure quella che il diretto interessato ha aperto un account su Twitter, abbracciando il social network, sembra di stare davvero su Scherzi a parte. A molti il dubbio è rimasto, del resto di buontemponi che giocano a fare i finti vip nella rete ce ne sono fin troppi. Paolo Bonolis e Gianni Alemanno, tanto per fare due nomi, hanno già detto che sono stati duplicati, prendendo le distanze dai sosia. Tuttavia, dalla redazione de Il Giornale confermano che si tratta proprio di lui, Vittorio Feltri. La sua avventura su Twitter è cominciata l’8 febbraio e finora ha distribuito cinguettii con il contagocce, uno al giorno, quasi per togliere il medico di torno. Prima di prenderci gusto. Il primo tweet è stato il seguente. «Legge elettorale. Chi vuole le preferenze ha soldi da buttare o da rubare». Niente male come esordio. Il secondo, il 9 febbraio, «Se il governo non elimina presto l’art. 18 berlusconi cercherà di farlo cadere forse senza riuscirci». Da notare che Berlusconi è scritto minuscolo. Qualcuno pensa che l’abbia fatto apposta, ma poco importa: il linguaggio della rete deve essere un po’ naif. Nel suo profilo è scritto «Milano. Giornalista». E basta. Telegrafico, al contrario di altri suoi colleghi (uno a caso Gianni Riotta) che sul profilo scrivono perfino il titolo dell’ultimo libro scritto e pubblicato. In poche ore Feltri ha raccolto più di mille follower (le persone che lo seguono). È ancora ben lontano da direttori che vantano numeri a cinque cifre, come il già citato Riotta (vicino ai 56 mila), Ferruccio de Bortoli (50 mila), Marco Travaglio (56 mila). Volano ben più alti Alfonso Signorini (intorno a quota 200 mila) e Beppe Severgnini (quasi 180 mila). Questi ultimi due più vicini a campioni del tipo di Jovanotti (593 mila), Valentino Rossi (550 mila), Fiorello (475 mila), Michelle Hunziker (292 mila). Feltri come inizio ha scelto di seguire 10 persone (following): Paolo Cecchellero, Alessandro Sallusti, Giuseppe Cruciani, Michele Brambilla, Enrico Letta, Angelino Alfano, Maurizio Lupi, il cardinale Angelo Scola, Renata Polverini, Alberto Mingardi. Che onore per questi following! Ma siamo sicuri di non stare su Scherzi a parte?