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 2012  febbraio 11 Sabato calendario

Il punto G della memoria "Così il cervello potrà ricordare tutto" – UNA scintilla può fissare i ricordi per sempre

Il punto G della memoria "Così il cervello potrà ricordare tutto" – UNA scintilla può fissare i ricordi per sempre. Il segreto è raggiungere il punto preciso, appena scoperto nel cervello, in cui una serie di minuscole scosse elettriche consente di ricordare una volta per tutte dov’è parcheggiata la macchina o sono rimaste le chiavi. Neuroscienziati americani dell’Ucla hanno misurato i risultati del loro esperimento di stimolazione elettrica del cervello proprio così. HANNO controllato se i loro pazienti (all’interno di un videogioco) ricordavano dove si trovava il parcheggio più vicino, il luogo in cui avevano lasciato le chiavi, il percorso più breve in un intrico di vicoli cittadini. E loro, dopo aver ricevuto la piccola scossa in un punto molto profondo del cervello, iniziavano a guidare il taxi virtuale nella città ricostruita dal videogioco con la sicurezza di un’intelligenza artificiale. L’applicazione di una "scintilla" alla base di quell’ippocampo che è la centralina dove si formano e si smistano i nostri ricordi rende evidentemente il processo di memorizzazione molto efficiente. Ma il perché questo avvenga lascia ancora gli scienziati senza risposte. Ripercorrere le orme di Frankenstein non era lo scopo dei neurologi dell’università della California a Los Angeles. L’esperimento descritto sull’ultimo numero del New England Journal of Medicine era nato per curare sette persone con una grave forma di epilessia. Con questo obiettivo ai pazienti sono stati applicati degli elettrodi nella parte più bassa e profonda del cervello. La corteccia entorinale dove è arrivata la sequenza di piccole scosse (impercettibili, un millesimo di volte più leggere del famigerato elettroshock e della durata di 100 microsecondi circa) viene descritta come la "porta di ingresso" dell’ippocampo: una linea quasi metafisica in cui le esperienze del presente si trasformano in ricordi del passato. È proprio in questo punto - e solo nell’attimo esatto in cui l’esperienza viene vissuta - che la scintilla rende il ricordo permanente. «Ogni esperienza visiva e sensoriale che viene conservata nella memoria deve necessariamente passare per questo snodo del cervello» spiega il coordinatore dell’esperimento, Itzhak Fried. «I nostri neuroni inviano impulsi che passano attraverso questo canale. In questo modo si possono formare i ricordi che poi in un secondo momento vengono richiamati alla mente». Il videogioco usato per confrontare la memoria prima e dopo la "scintilla" simula la giornata di un tassista, chiamato a orientarsi in una città dalle vie particolarmente intricate e a ricordare le chiamate dei passeggeri che salgono e scendono in continuazione. Divisi in due gruppi, i pazienti sono stati stimolati in diverse fasi del videogioco. E le performance, con o senza la scossa che mette il turbo alla memoria, sono risultate nettamente diverse. «I pazienti riuscivano a orientarsi molto meglio, riconoscevanoi punti di riferimento e svoltavano nelle varie strade con molta agilità. Erano anche in grado di trovare autonomamente delle scorciatoie, a dimostrare che l’intera memoria spaziale aveva ricevuto un potenziamento» spiega ancora Fried. «Ci ha colpito però che quando lo stimolo elettrico veniva dato all’ippocampo, non si notava il miglioramento». Le possibili applicazioni dell’esperimento californiano appartengono per ora più alla fantascienza che alla medicina. Anche se la stimolazione cerebrale profonda viene usata da anni per correggere disturbi del movimento e Parkinson, o per rendere più dettagliata una diagnosi di epilessia, nessuno pensa di ricorrere alla neurochirurgia per ricordare dove ha parcheggiato la macchina od orientarsi meglio in città. Ma aver scoperto questa sorta di "punto G" della memoria, che migliora le performance del nostro cervello quando viene stimolato, apre la porta dell’immaginazione alle potenzialità inesplorate della nostra mente.