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 2012  febbraio 11 Sabato calendario

Schettino dopo lo scoglio "Vabbuò, ora che facciamo?" – A UN certo punto, un ufficiale dice: «I passeggeri stanno per salire soli a bordo delle lance» e il comandante Francesco Schettino risponde laconico: «Vabbuo’, vabbuo’ jà

Schettino dopo lo scoglio "Vabbuò, ora che facciamo?" – A UN certo punto, un ufficiale dice: «I passeggeri stanno per salire soli a bordo delle lance» e il comandante Francesco Schettino risponde laconico: «Vabbuo’, vabbuo’ jà...». Il naufragio ripreso in diretta dalla cabina di comando della Costa Concordia è un video shock. È la sera di venerdì 13 gennaio. SEGUE MICHELE BOCCI LAURA MONTANARI LA PLANCIA è illuminata appena da luci rosse e blu. Il filmato, di nove minuti, è stato girato con una videocamera e trasmesso ieri in esclusiva dal Tg5. Documenta il crescendo di tensionee l’iniziale inconsapevolezza dei danni che lo squarcio dell’impatto con le rocce delle Scole ha prodotto sulla chiglia della nave. Settanta metri, una ferita impossibile da suturare. Eppure deve passare quasi un’ora prima di arrivare all’emergenza generale. In molti hanno detto che se l’allarme fosse arrivato prima non ci sarebbero stati 17 morti e 15 di spersi. «Non conoscevamo l’esistenza di questo video, nessuno degli ufficiali che abbiamo sentito ce ne ha parlato» dice il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio. Annuncia anche che ha già dato ordine alla polizia giudiziaria di acquisirlo. "I MOTORI MI MANDANO AL DIAVOLO" «No c’ho solo bisogno del buio di emergenza ce la fa a tenere diciamo... « è la frase da cui comincia il filmato. Nella plancia di comando, secondo le ricostruzioni di chi indaga c’erano oltre a Schettino, Ciro Ambrosio, comandante in seconda, il primo ufficiale Alessandro Di Lena, il secondo ufficiale Salvatore Ursino, il terzo ufficiale Silvia Coronika. C’è anche il maitre, Antonello Tievoli, i cui familiari abitano al Giglio, sopra le Scole. E poi Ciro Onorato, restaurant manager, Manrico Giampedroni hotel director, arrivano anche Stefano Iannello, allievo di coperta e il cartografo Simone Canessa. «I motori sono proprio qui e mi stanno mandando tutti al diavolo»è un’altra voce, probabilmente proprio quella del comandante. «Sono due compartimenti, il compartimento dei motori di prora e quelli di poppa sono 1-2-3-3-4-6». Altra voce: «Praticamente ci sta uno squarcio... credo... e allora viene acqua giù». "ABBIAMO UN FERITO A BORDO" Sono le 22.15 la collisione è delle 21.45 secondo quanto risulta alla capitaneria di porto di Livorno. Colpisce la calma che regna ancora in plancia sulla Concordia. Schettino è di spalle, vicino a un terminale, parla al telefono con qualcuno, probabilmente con Roberto Ferrarini, il capo dell’unità di crisi di Costa. «Il direttore mi dice... se abbiamo soltanto questi due compartimenti. Con due compartimenti noi sopravviviamo, non ci sta problema anche perché le... (parola incomprensibile, ndr) è normale». Invece nessuno dei compartimenti, cioè gli ambienti che possono isolare l’acqua può mettersi in funzione il taglio è troppo grande. In sala di comando arriva la notizia che «c’hanno un Tango India (un ferito) alla life boat numero 3». «AL LIMITE CI SEDIAMO SUL FONDO» I momenti si fanno più concitati. «Adesso non riescono a mettere in moto le pompe di sentina. Noi stiamo scarrocciando a terra, a che fondale siamo qua?» chiede una voce. La Concordia «slitta» comincia ad essere fuori controllo. Il fondale lì è a «oltre 100 metri». Altro dialogo registrato: «Vabbe’ dobbiamo vedere con la lunghezza di catena se ce la facciamo». «Aspettiamo che scarrocciamo un altro poco in acque più basse e diamo fondo all’ancora e al limite ci sediamo sul fondo ’mo vediamo» spiega Schettino. «Al momento sembra in panne il motore principale di poppa e i generatori 12-3». «E il 4-5-6 ci stanno?» domanda un altro. «Guarda un po’ se riesci a trovare il direttore per il 4-5-6». Alle 22,25 Schettino è di nuovo al telefono. «Tutte chiuse le porte stagne. Subito!» è un ordine. Poi un ufficiale dice a Schettino: «Comandante i passeggeri stanno cominciando a entrare da soli sulle lance». Risposta: «Vabbuo’, vabbuo’... jà». ASPETTA A DARE L’EMERGENZA Un ufficiale insiste: «Facciamoli andare a terra». A quel punto una voce, probabilmente Schettino dice: «va bene ok devo dare...». E l’altro: «L’emergenza generale». Ma ancora l’ordine non parte, altre incertezze: «Aspetta, aspetta» frena Schettino. E l’altro ancora: «Diamo l’emergenza». Sono voci diverse quelle che si succedono, alle 22,25 è salito in plancia anche il comandante in seconda Roberto Bosio. Era a bordo come passeggero, ma dai primi accertamenti delle indagini, è lui l’uomo che risulta essere decisivo per convincere Schettino a ordinare l’emergenza e l’evacuazione della nave. Nel video trasmesso dal Tg5 si sente anche Schettino che chiede alla capitaneria di Livorno «Mandate dei mezzi per cortesia... sì però con molta velocità». «Che facciamo? che facciamo?» insiste qualcuno. Risposta: «Emergenza generale». Ma l’ordine non viene ancora diffuso. «Dimmi un po’ se hai sentito l’ultimo annuncio che ho fatto». «Siamo a 0,2 dall’isola». «Chiamiamo la gente». Atti mi concitati: «Parliamo con le hostess dici che fanno gli annunci che cadono le persone» «Abbiamo sotto l’isola perché ci sono... l’isola è vicina». E Schettino: «Chiamatei rimorchiatori»E subito dopo: «L’emergenza l’abbiamo data». In realtà passano 3 minuti e alle 22.32 cioè quasi cinquanta minuti dopo l’impatto arriva l’ordine dell’emergenza. «Abbandonare la nave». La nave è già inclinata, non del tutto. A questo punto si sentono finalmente gli annunci nelle varie lingue: dagli altoparlanti si invita ad evacuare la nave e alle 22.56 vengono calate le prime scialuppe. ABBANDONIAMO LA NAVE Chi ha fatto le riprese del video? Sembra difficile possa essere un ufficiale, forse qualcuno che si trovava nel salottino della plancia, dove era seduta anche Domnica Cemortan, la giovane moldava che aveva cenato con Schettino. Quando arriva l’allarme l’autore delle immagini si sposta per le scale, inizia a scappare verso uno dei ponti di raccolta per gli imbarchi. Si sente il suono di tacchi che corrono nei corridoi, si vede una stanza con del materiale di emergenza. Compaiono le prime persone con i giubbotti di sicurezza gialli e arancioni. I primi sono indossati dall’equipaggio. Una scialuppa viene calata. Le luci del Giglio sono vicine, il mare è calmo. Un’altra parte del video immortala l’applauso liberatorio di chi è riuscito a scendere dalla nave e a bordo della scialuppa si avvia verso il porto. Domani il Tg5 trasmetterà altre immagini della fase di abbandono della Costa Concordia, con persone prese dal panico che decidono di tuffarsi in acqua per raggiungere prima la terraferma. L’EMAIL DELLA MOLDOVA Domnica Cemortan ha detto alla procura di Grosseto, durante l’interrogatorio, di aver inviato una mail quando Schettino era già ai domiciliari e lei arrivata a casa, a Chisinau. «Il contenuto era: «Ti odio... devi essere forte»». La giovane ha spiegato inoltre di aver recuperato il computer del comandante: «Ho preso io il suo portatile e l’ho messo nella mia borsa». Poi lo ha consegnato al proprietario, una volta in salvo sull’isola. I due sarebbero stati insieme per circa un’ora, dalle 4 alle 5 del mattino. «Il comandante appariva calmo e non mi disse nulla di particolare riguardo al naufragio». La giovane ha confermato di aver usato la cabina di Schettino. Agli inquirenti la testimone ha anche raccontato della cena sulla nave poco prima dell’urto. Ha detto che Schettino beve solo acqua frizzante e quella sera le ha spiegato: «Ho detto ai ragazzi di rallentare la velocità per mangiare con più calma».