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 2012  febbraio 12 Domenica calendario

L’OCCHIO INGLESE SULLA CONCORDIA

Mentre il Tg5 trasmetteva un video esclusivo girato da un anonimo passeggero della Costa Concordia sulla plancia di comando della nave nelle fasi cruciali dell’emergenza, e subito il «vabbuò» di Schettino aggiungeva un altro tassello al lessico tragico del naufragio, venerdì sera l’attenzione sulla sciagura si è riaccesa anche su Sky, grazie a «La tragedia della nave Concordia», il primo «instant doc» realizzato in Inghilterra per Channel Four e trasmesso da Sky Uno (venerdì alle 23, in replica anche su Cielo stasera).
L’aspetto più interessante del documentario è proprio il punto di vista «esterno» all’Italia, che ha permesso di congelare per un momento le logiche seriali dei talk (da «Porta a porta» a «Matrix», giù fino alle estreme propaggini dell’infotainment), tese a sfruttare fino alla saturazione gli stessi temi: la caratterizzazione di Schettino come villain, l’immancabile cherchez la femme, l’eroismo dei soccorritori e via dicendo. Abbandonati i retroscena e le polemiche, è stato possibile fare chiarezza sul dipanarsi minuto per minuto di quella tragica serata e soprattutto raccontarla dal punto di vista dei sopravvissuti, anche per non dimenticare il pesantissimo bilancio del naufragio (17 morti e 15 dispersi).
Sulla Concordia viaggiavano 35 passeggeri inglesi: alcuni erano in vacanza, mentre altri (tutti molto giovani) facevano parte del corpo di ballo e vivevano sulla nave ormai da molti mesi. Il documentario si snoda attraverso i loro toccanti racconti, i moltissimi video girati dai passeggeri, le impressionanti testimonianze filmate dei soccorritori in elicottero. La cosa più sconvolgente è stato scoprire che nei momenti della tragedia moltissimo è stato lasciato all’iniziativa individuale e che la fortuita posizione che ciascuno occupava sulla nave nei minuti dopo l’impatto ha spesso avuto grande peso nel decidere la sorte dei naufraghi.
Aldo Grasso