Claudio Antonelli, Libero 11/2/2012, 11 febbraio 2012
IL NORDEST CANE DA GUARDIA DI UNIPOL
Il Nordest vicentino targato Palladio è entrato quasi a gamba tesa nella complessa partita delle assicurazioni italiane. Palladio, già socia di Generali, ha il 2,25% della compagnia che, con le altre società dei Ligresti, è destinata alla fusione sotto il cappello di Unipol.
L’uscita allo scoperto della società guidata da Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago è arrivata con una nota che annunciava «l’avvenuto acquisto di azioni ordinarie Fondiaria-Sai in misura pari al 2,2558% del capitale sociale con diritto di voto». C’è forse voluta la Consob che ha bussato agli intermediari per sapere chi c’era dietro i movimenti dei titoli destinati alla fusione. L’obiettivo era verificare se qualche soggetto avesse usato più intermediari per comprare azioni superando la soglia rilevante del 2%. Tutto pulito, tutto trasparente.
Palladio non è nuova a investimenti nel settore assicurativo sul quale conferma di puntare, malgrado i possibili dubbi sulla presenza contemporanea nelle due maggiori compagnie italiane. In Generali la finanziaria vicentina è presente attraverso Ferak (insieme ad Amenduni, Veneto Banca, Finanziaria Internazionale e gruppo Zoppas), socia paritetica di fondazione Crt in Effeti, azionista del Leone col 2,26%. Insieme alla quota diretta detenuta da Ferak nel gruppo triestino i veneti hanno costituito un blocco del 3,5% del capitale delle Generali nell’ultima assemblea.
Strategie dirette a parte, forse sono più interessanti quelle indirette. Le domande sarebbero: la scelta di Palladio è contro o a favore di Unipol? La seconda è se è contro o a favore Unipol. Leggendo tra le righe si comprende che l’arrivo della boutique vicentina significa un sostanziale aiuto nell’aumento di capitale per le coop e per Unipol stessa. Significa anche una potenziale barriera se i francesi di Axa dovessero valicare le Alpi. Un favore, insomma, al Leone di Trieste che certo non vedrebbe di buon occhio lo sconfinamento dei cugini d’Oltralpe. Dunque Palladio in questo momento risulta amica tanto di Mediobanca e Generali, quanto dei bolognesi. Attenti, però, in futuro a vicenza e ai dogi del Nordest può toccare un altro ruolo. Fare le sentinelle o addirittura i cani da guardia delle coop rosse. Se in futuro l’attuale rapporto idilliaco con Piazzetta Cuccia dovesse lasciare il posto a spaccature o diverbi. Palladio in assemblea avrebbe peso e lo rimarcherebbe. Insomma, un’assicurazione dentro le assicurazioni. Tant’è che il progetto targato Mediobanca va avanti. Il cda di Unipol ha deliberato di sottoporre all’assemblea straordinaria del 19 marzo la delega per l’ aumento di capitale da 1,1 miliardi propedeutico al progetto di integrazione. Unipol ha deciso di proporre all’assemblea un raggruppamento delle azioni ordinarie e delle privilegiate: cento azioni in una. Mentre ieri c’è stato un nuovo incontro di tipo interlocutorio fra Banca Leonardo, advisor di Sinergia, la holding della famiglia Ligresti, e le banche creditrici sull’accordo per la ristrutturazione del debito. Al momento è in corso una due diligence sui terreni, le aree e gli immobili che fanno capo a Sinergia e solo quando sarà terminata la valutazione, presumibilmente a fine mese, si darà il via alla creazione del fondo immobiliare che dovrà gestire gli asset della holding. E fare cassa coi mattoni.
Claudio Antonelli