Franco Bechis, Libero 11/2/2012, 11 febbraio 2012
GUAI PER IL PD: LUSI NON HA SPESO I SOLDI PER SÉ
È nel 2008 che Luigi Lusi, tesoriere della Margherita, si scopre improvvisamente ricco. Avviene tutto in pochi mesi quell’anno. Il 14 gennaio cede ai figli Benedetta e Giovanni la nuda proprietà e alla prima moglie Angelandreina Rorro (da cui è separato consensualmente dal 2004) il 50% del diritto di usufrutto di un villino di Genzano con un discreto terreno intorno. Pochi mesi dopo, il 26 maggio 2008, compra con la sua Ttt srl per due milioni, una società immobiliare (la Paradiso immobiliare srl) nella cui pancia c’è già la nota villa di Genzano in piazza Mazzini emersa nell’inchiesta. Paga il precedente proprietario, Cristiano Berloco, con assegni circolari Unicredit di vario taglio (da 50 fino a 250 mila euro l’uno). Il 9 ottobre dello stesso anno Lusi sempre attraverso la Ttt srl acquista un lussuoso attico in via di Monserrato, a due passi dalla casa di Carlo De Benedetti. A venderglielo è Giuseppe L’Abbate che siede con Lusi nella società editrice di Europa, quotidiano della Margherita. Quell’appartamento sarà affittato dalla Ttt srl allo stesso Lusi dal 19 novembre 2010 con un contratto ultranovennale che prevede un canone annuo abbastanza generoso, da 30 mila euro. Sempre nel 2008 – il 28 marzo – Lusi estingue improvvisamente un mutuo ventennale acceso con la Banca dell’Umbria il primo dicembre 2003 per 120 mila euro a un tasso di interesse annuo del 3%. Il mutuo ipoteca un altro immobile a Roma – tuttora di proprietà del Lusi, in via Ugo Ojetti, di cui però è usufruttuaria la signora Maria Gloria Orsini.
È evidente che è proprio in quella prima parte del 2008, quando la Margherita è ancora in vita, che al tesoriere Lusi arrivano importanti disponibilità finanziarie. Nel giro di sei mesi attraverso le sue società l’amministratore di partito nel frattempo eletto senatore con il Pd effettua spese immobiliari per circa 4 milioni di euro, e non è da tutti avere quella disponibilità. Per altro Lusi ha anche altre proprietà immobiliari in provincia de l’Aquila, in parte divise con la sua famiglia di origine e frutto di eredità. Ma per finanziarsi quei 4 milioni di euro non vende nulla. Se dunque quei fondi- come sospettano i magistrati- sono arrivati dalla Margherita, non potevano venire dalla provvista di bonifici alla Ttt srl pizzicata dalla Banca d’Italia fra il 2010 e il 2011. I fondi servivano prima. E i bilanci da controllare dovrebbero dunque essere quelli del 2007 e del 2008, in mesi in cui la Margherita non si era ancora sciolta, tutti i suoi leader a cominciare da Francesco Rutelli tenevano saldamente le redini del partito e Romano Prodi era a palazzo Chigi. Se di scandalo si tratta, dunque non è scoppiato quando tutti erano distratti e impegnati in altre attività politiche, dalla nascita del Pd fino alla mini scissione dell’Alleanza per l’Italia. È accaduto mentre tutti andavano quotidianamente alla sede del partito, vivevano spalla a spalla con Lusi, facevano riunioni su riunioni e naturalmente avevano ancora bisogno di fondi per iniziative politiche della Margherita. La differenza è di non poco conto. Perché ovviamente bisogna trovare una risposta all’altra domanda: se i bonifici fra Margherita e Ttt srl sono avvenuti più di due anni dopo questi acquisti immobiliari, a che cosa sono serviti? A finanziare più che Lusi le attività di vari ex leader del partito? Chi? E gli altri sapevano? Per dare una a risposta a queste domande, ieri la Guardia di Finanza ha sequestrato tutti gli estratti conti bancari della Ttt srl di questi anni, oltre alla liquidità (meno di mezzo milione di euro) della società. Così si capirà se i bonifici in andata Margherita-Ttt srl hanno avuto anche una via del ritorno, e in quale direzione.
Si è rivelata invece falsa la notizia pubblicata ieri da Corriere della Sera e Repubblica sulla terza villa che Lusi avrebbe acquistato con fondi della Margherita. Non di villa si trattava, ma del villino sopra citato che Lusi ha ceduto in usufrutto alla prima moglie e in proprietà ai figli. Non può essere stato acquistato con i fondi della Margherita, perché fu comprato da Lusi il 4 maggio 1996 a Genzano dal precedente proprietario, l’attore Duilio Del Prete, che divenne famoso con Dino Risi e Mario Monicelli in film come Sessomatto e Amici miei…
Franco Bechis