Sara Bennewitz, la Repubblica 13/2/2012, 13 febbraio 2012
OPINIONI SULLA CRISI GRECA
2. Non mi sembra disinnescato il pericolo di contagio, e il canale più a rischio sono le banche. Anche perché, oltre alle esposizioni ufficiali che ci mostra la Banca dei Regolamenti Internazionali, c´è probabilmente un´abnorme esposizione occulta sotto forma di Cds che dovrebbero coprire proprio dai rischi di insolvenza dei Paesi e degli istituti: un mercato oscuro e insidioso, dove non si capisce quale banca o assicurazione ha emesso i titoli e se avrà mai la capacità di onorarli. (Paolo Guerrieri a Repubblica)
1. Il sofferto voto del Parlamento dovrebbe spianare la strada all´intesa con i debitori privati, quella che prevede il dimezzamento se non peggio del valore delle obbligazioni. Ma tutto ciò non significa che il passo sia risolutivo: come tante volte è successo, ora c´è una serie di scadenze-target che la Grecia deve rispettare alle quali è subordinata la concessione delle tranche di aiuti. Basterà saltarne una perché si inneschi di nuovo la spirale negativa delle erogazioni mancate e degli allarmi di Atene (Angelo Baglioni a Repubblica)
3. Il fiscal compact è qualcosa di acquisito, però intendiamoci: quanto a vera integrazione, o alla cessione di sovranità su materie cruciali come le tasse, non rappresenta nulla. È solo un patto di stabilità un po´ rafforzato. Se pensiamo che i primi a violare il patto precedente furono proprio Germania e Francia, c´è poco da star sicuri. Si poteva fare di più, alla luce del fatto che le istituzioni europee non sono state in grado di gestire la crisi di un Paese che rappresenta il 2% del Pil di Eurolandia (Angelo Baglioni a Repubblica)