VARIE 9-10-11/2/2012, 11 febbraio 2012
APPUNTI PER GAZZETTA DEL 12/2/2012. LA MORTE DI WHITNEY HOUSTON
APPUNTI DAI VIDEO
NELLA NOTTE DI SABATO IN UNA STANZA D’ALBERGO DI BEVERLY HILLS. NATA PERIFERIA DEL NEW JERSEY. 190 MILIONI DI DISCHI. SETTE SINGLE NELLA POSIZIONE NUMERO 1. DROGHE E DEPRESSIONE, FALLIMENTO MATRIMONIO. USO E ABUSO CONTEMPORANEO COCAINA, MARIJUANA E PSICOFARMACI. O DIMAGRITA O SOVRAPPESO, LA VOCE NON ERA PIù LA STESSA E SOMETIMES ERA STATA FISCHIATA. 2010, TOUR MONDIALE. MORTA NEL GIORNO DEI PREMI GRAMMY AWARDS (NE AVEVA VINTI SEI) DOVEVA PARTECIPARE. ALLARME DATO DAL SUO ATTUALE COMPAGNO.
HOTEL BEVERLY HILTON, DOVE È STATA RITROVATA. STANZA AL QUARTO PIANO. LA ASCOLTAVO FIN DA QUANDO ERO BAMBINA. CRISI DEPRESSIVE, ALCOL E DROGA, DISSIPATI CENTO MILIONI DI DOLLARI. ERA GIA MORTA, 15.55 DI DOMENICA DICHIARATA MORTA. INDAGINI PER CHIARIRE CAUSE DECESSO IN CORSO.
CANTANTE DI COLORE CHE HA VENDUTO PIù DISCHI AL MONDO DOPO MICHAEL JACKSON. ALL’INIZIO PERFEZIONISMO, ATTENUATO. DAL VIVO VIRTUOSA MA POCO COMUNICATIVA. MOMENTO MAGICO IL FILM BODY GUARD. FANTASTICO KEVIN KOSTNER. CANTAVA DA BIANCA (DIANA ROSS) MOLTO TESA, RAMAZZOTTI SE NE ANDO A METà CONCERTO CANZONE DOLCISSIMO DA BODY GUARDA. AMERICANATE, TENTAVA ANCHE IL SOUL. IMMAGINARIO COLLETTIVO COLPITO DALLA SCOMPARSA DI QUESTA ARTISTA. MILIARDI NON ANNULLANO MATRIMONIO SBAGLIATO, RECUPERO SPIRITUALE ATTRAVERSO ISLAM (MARIO LUZZATTO FEGIZ)
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MILANO - Il corpo della cantante e attrice Whitney Houston, morta all’età di 48 anni, è stato trovato sabato pomeriggio al Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles. Lo ha reso noto il suo agente Kristen Foster. «Alle 15.55 ora locale (00.55 di domenica in Italia) Whitney Houston è stata dichiarata morta nel Beverly Hilton hotel», afferma il portavoce della polizia Mark Rosen. Il cadavere dell’artista è stato trovato nella sua camera di hotel al quarto piano. I paramedici che si trovavano sul posto in vista della notte dei Grammy sono subito intervenuti, ma senza successo, e Whitney Houston è stata dichiarata morta alle 15.55 dopo svariati tentativi di rianimarla. L’ufficio stampa della polizia di Beverly Hills ha detto di aver ricevuto alle 15.45 locali una chiamata d’urgenza dall’entourage della cantante e che, giunti all’hotel, gli agenti hanno trovato il corpo di Whitney a terra, già senza vita. Il corpo è stato poi trasportato in obitorio ed è in attesa di essere sottoposto all’autopsia. Il coroner ha però precisato che prima di procedere si aspettano ulteriori informazioni dagli investigatori.
MORTA NELLA VASCA DA BAGNO? - Secondo la Cnn è stato il suo compagno, il cantante Raj Jay, a dare l’allarme, mentre per il sito di gossip Tmz, che per primo riferì della morte di Michael Jackson, la cantante potrebbe essere annegata nella vasca da bagno della sua camera. Whitney in sostanza si sarebbe addormentata mentre si stava facendo il bagno. Secondo diverse testimonianze, la notte prima di morire, la cantante aveva bevuto moltissimo sino a tardi. E l’ansiolitico che da tempo prendeva per combattere la depressione, mescolato a grosse quantità di alcol, può provocare un fortissimo stato di incoscienza. Secondo Tmz, proprio questo mix potrebbe aver fatto addormentare la Houston mentre si trovava nella vasca. La causa del decesso, secondo questa tesi, potrebbe essere stata dunque il semplice annegamento, e non l’overdose. Altre fonti invece hanno raccontato al sito che i poliziotti di Beverly Hills avrebbero trovato diverse boccette di pillole. Sarebbe poi stata una guardia del corpo della Houston a chiedere l’aiuto del personale dell’hotel. Intorno alle 16.30 sono stati chiamati i familiari della cantante 48enne per il riconoscimento del corpo. Sempre secondo Tmz ci sarebbe stata poi una lite tra Bobbi Kristina, figlia 19enne della Houston, e alcuni agenti di polizia dopo che alla ragazza è stato proibito di vedere il corpo della madre.
LA SUA SERATA PREFERITA - E se per il momento le cause della morte rimangono ancora ignote (bisognerà attendere il risultato finale dell’autopsia) va ricordato che da tempo la cantante soffriva di una forte depressione ed era dipendente da farmaci e droghe. Di recente era stata divulgata inoltre la notizia che Whitney fosse finita sul lastrico e avesse dilapidato tutto il suo patrimonio. La Houston si trovava a Beverly Hills per partecipare al party per la 54 esima edizione dei Grammy Awards. «Era la sua serata preferita», ha spiegato alla stampa il suo mentore Clive Davis, che la scoprì negli anni Ottanta in un night club. Così gli organizzatori dei Grammy hanno deciso che durante la serata del premio la cantante Jennifer Hudson renderà omaggio alla Houston con un concerto.
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LA CARRIERA E LA VITA DI THE VOICE - La Houston ha dominato la scena canora dal 1980 al 1990 e ha venduto circa 170 milioni di dischi. Venne soprannominata da Oprah Winfrey «The Voice» per la potenza della sua voce. Deteneva anche il primo posto nella classifica degli artisti di colore di maggior successo, insieme a Michael Jackson. Ma non solo, durante la sua carriera ha vinto 6 Grammy. Celebre la sua partecipazione a fianco di Kevin Costner nel film Bodyguard del 1992 che la consacrò definitivamente. Tra i successi della cosiddetta ragazza d’oro dell’industria discografica ci sono I Will Always Love You, How Will I Know e Saving All My Love for You. Negli ultimi anni della carriera la tossicodipendenza aveva portato la sua voce meravigliosa a diventare rauca e fioca, con un conseguente calo delle vendite.
La cantante soffriva di depressione e abusava di droghe e farmaci.
TORMENTI DI UNA STAR - In un’intervista con Oprah Winfrey nel 2009, riferendosi agli anni dell’altro film da lei interpretato, Uno sguardo dal cielo, disse che «usare droghe era una cosa di ogni giorno». Poi aggiunse: «Non ne ero contenta, stavo perdendo me stessa». Nella medesima intervista la Houston attribuì la responsabilità dei suoi problemi al difficile matrimonio con il cantante Bobby Brown, durato dal 1992 al 2007. Nel 1993 Brown fu anche accusato di maltrattamenti ai danni della moglie. I due avevano avuto una figlia, Bobby Kristina, nata il 4 del marzo de 1993. Cugina di Dionne Warwick, figlia di una corista, Cissy Houston, Whitney era nata il 9 agosto 1963 a Newark (New Jersey) e si era lanciata nella musica dopo un breve periodo da modella e nel mondo delle sitcom. Ma dall’inizio degli anni 2000 i suoi problemi di tossicomania hanno oscurato la fama da artista. Nel 2009, un tentativo di rilancio, con il nuovo album I Look to You.
I fan si radunano davanti all’hotel
UN FILM - Poi, nel 2010, una serie di concerti cancellati e un ricovero in ospedale a Parigi, durante il tour europeo, per tornare la scorsa primavera in terapia di disintossicazione. L’ultima comparsa in pubblico è stata segnalata giovedì scorso, davanti a una discoteca di Hollywood, disorientata e confusa, secondo la Abc. Secondo indiscrezioni si era convertita all’Islam agli inizi di febbraio, pochi giorni prima di morire. L’ultimo brano è I Look to You e aveva di recente finito di girare Sparkle, film che racconta la storia di una cantante distrutta dalla droga e dalla gloria.
CORRIERE.IT DEL 24 GENNAIO
MILANO - Houston, abbiamo un problema. Di liquidità. A dar retta, infatti, al sito di gossip radaronline.com , che cita la solita fonte anonima ma, sostiene, informatissima, Whitney Houston sarebbe ormai talmente al verde da essere costretta addirittura a chiamare gli amici intimi per farsi prestare anche solo cento dollari. GLI AMICI LA STANNO AIUTANDO - Non solo. A mantenere la 48enne cantante sarebbe ora la stessa casa discografica con cui nell’agosto del 2001 la Houston firmò un mega-contratto da 100 milioni di dollari per la realizzazione di sei album: l’Arista le avrebbe infatti già dato l’anticipo per il nuovo disco, anche se nessuno sa bene se e quando uscirà (l’ultimo, ] MILANO - Houston, abbiamo un problema. Di liquidità. A dar retta, infatti, al sito di gossip radaronline.com , che cita la solita fonte anonima ma, sostiene, informatissima, Whitney Houston sarebbe ormai talmente al verde da essere costretta addirittura a chiamare gli amici intimi per farsi prestare anche solo cento dollari.
GLI AMICI LA STANNO AIUTANDO - Non solo. A mantenere la 48enne cantante sarebbe ora la stessa casa discografica con cui nell’agosto del 2001 la Houston firmò un mega-contratto da 100 milioni di dollari per la realizzazione di sei album: l’Arista le avrebbe infatti già dato l’anticipo per il nuovo disco, anche se nessuno sa bene se e quando uscirà (l’ultimo, "I Look To You", risale all’agosto del 2009). «La fortuna di Whitney è svanita – ha riferito la gola profonda – e tutta l’industria musicale la sta supportando, mentre l’etichetta discografica le ha anticipato i contanti per il nuovo disco. Se non fosse per questa gente che la sta aiutando, ora lei sarebbe una homeless perché è senza un centesimo e deve persino chiamare qualcuno per farsi prestare anche solo 100 dollari. Tutto ciò è davvero molto triste: la Houston avrebbe potuto avere i soldi di Mariah Carey e invece è completamente al verde».
LA SMENTITA - Un quadro desolante che però il portavoce della Houston ha definito «ridicolo e totalmente falso» al Daily Mail, spiegando che la star si è finalmente lasciata alle spalle la dipendenza dalla cocaina e il devastante matrimonio con Bobby Brown e che ha appena finito di girare "Sparkle", remake del film del 1976 ispirato alla storia delle Supremes, di cui è anche produttore esecutivo. Nella pellicola, in uscita il prossimo agosto, Whitney – che torna sul grande schermo dopo “The Preacher’s Wife” (Uno sguardo dal cielo) del 1996 – interpreta il ruolo di Emma, la madre di Sparkle (alias Jordin Sparks, vincitrice di American Idol), e parlando a People giusto qualche giorno fa, la cantante ha confidato che «la parte più divertente del film sono stati i costumi e le pettinature», mentre la Sparks ha rivelato «di essere cresciuta cantando le canzoni della Houston con una spazzola per capelli che usavo come microfono e ora lei fa mia madre sul set ed è un sogno che si avvera».
Simona Marchetti
CORRIERE.IT ANDREA LAFFRANCHI
MILANO - Una voce d’oro, la regina degli Anni 80 e 90, tre ottave di estensione che potevano interpretare canzoni sbarazzine come “I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)” e “How Will I Know” o ballad strappacuore come la cover di “I Will Always Love You” e “The Greatest Love of All”.
Whitney Houston se ne è andata in una suite al quarto piano del lussuoso Beverly Hilton hotel di Los Angeles. L’hanno trovata priva di sensi sabato pomeriggio, attorno alle 15.55, e per 20 minuti hanno provato a rianimarla. Gli inquirenti non avanzano ipotesi sul decesso. Era lì per partecipare alla festa pre-Grammy, quegli Oscar della musica di cui è stata più volte protagonista con sei statuette in carriera, organizzata da Clive Davis, il mogul della discografia che è stato anche il suo talent scout. L’aveva scoperta all’inizio degli Anni 80 in un locale a New York e nell’85 l’aveva portata al debutto con l’album “Whitney Houston”, un successo planetario.
Nera, ma capace di conquistare anche, come Michael Jackson con cui rivaleggia per record di vendita, il pubblico bianchi. I numeri da capogiro anche per “Whitney” (1987) e “I’m Your Baby Tonight” (1990) ne fanno la star più desiderata. Le copertine dei magazine esaltano la sua bellezza, la sua eleganza e la sua immagine da brava ragazza. Nata il 6 agosto 1963 a Newark, aveva la musica nel destino. Mamma Cissy aveva fatto la corista per Aretha Franklin e Dionne Warwick era sua cugina. Le riesce anche il salto sul grande schermo: nel 1992 tutti si commuovono per la storia d’amore della diva da lei impersonata con il bodyguard Kevin Costner in La guardia del corpo. Recita anche in Donne e Uno sguardo dal cielo, vince l’Oscar per When You Believe, duetto con Mariah Carey, l’altra grande voce di quegli anni, per il cartoon Il principe d’Egitto. Il punto di svolta è vicino. Nel 1992 il matrimonio, da cui è nata la figlia Bobbi Christina, con il collega Bobby Brown. Lui è violento e porta la droga nella vita di Whitney. “My Love Is Your Love” è l’ultimo album da diva. Si stacca artisticamente da Clive Davis e nel 2002 “Just Whitney”, prodotto da Brown, lascia molti dubbi.
Le foto dei tabloid degli ultimi anni erano senza pietà. I lineamenti gonfi, quasi irriconoscibile, le paparazzate nel suo appartamento sporco e in stato di degrado come quello di un tossico da strada. Le sue esibizioni in giro per il mondo, a Torino per le Olimpiadi invernali l’imbarazzo dei fan era evidente, un disastro per la voce rovinata. Nel 2009 il tentativo di tornare quella di una volta. Si era confessata nel salotto tv più importante d’America, quello di Oprah Winfrey dove aveva ammesso la sua dipendenza dalle droghe, marijuana e cocaina. Ma “I Look to You” non dà i risultati sperati. E sabato, mentre lei se ne andava, il party proseguiva come se nulla fosse. La regina era rimasta senza regno.
Andrea Laffranchi
CORRIERE.IT IL CONCERTO MILANESE ANDATO MALE (anno 2010)
ANDREA CRUCCU
MILANO - Nel maggio 2010, la cantante americana venne a Milano. Pause, note steccate, cronaca di una performance penosa. Come fosse un lungo, triste, requiem. L’ultima tournée, nel 2010, che avrebbe dovuto decretarne la rinascita, araba fenice che risorge dalle sue innumerevoli disgrazie, fu invece per Whitney Houston uno sgomento percorso a ostacoli.
ABBIAMO UN PROBLEMA - Il leitmotiv di quel giro sfortunato fu: “Houston abbiamo un problema”, come titolò all’epoca il Sun. L’astronave che si stava schiantando era questa ragazza nera che aveva incantato il mondo intero solo vent’anni prima: proprio lei, l’incarnazione delle note alte, celestiale ai tempi d’oro, non ne imbroccava più una. E per intonare le celeberrime “I will always love you” e “I wanna dance with somebody (who loves me)”, dovevano venirle in soccorso le coriste.
GONFIA E STANCA - Così era accaduto ovunque, pubblico infuriato che se ne andava prima della fine concerto, così accadde anche a Milano, nel maggio di quel 2010. Gonfia, stanca, invecchiata precocemente, pause continue, un primo tempo appena dignitoso mentre era alle prese con l’album nuovo “I look to You” , anche quello lanciato come il disco della resurrezione, Whitney che si mette al passo coi tempi, per rincorrere le più giovani, Alicia Keys e Beyoncé.
NON CE LA FA - Ma poi, nella seconda parte, i brani della vita che appunto le varie Alicia e Beyoncé hanno erto a modello insuperabile: e Whitney non ce la fa, come la sorella minore Amy, unita in un amaro destino, nelle ultime disastrose performance. Gli italiani, forse più indulgenti degli inglesi, la sostengono, fanno finta di niente, inneggiano. Whitney a fatica ringrazia e se ne va. Ma, i meno idolatranti e più lucidi tra il pubblico, hanno già capito.
DIDASCALIE DELL’ALBUM FOTOGRAFICO TRATTO DA IODONNA
• La cantante Whitney Houstonsi è spenta all’età di 48 anni in un Hotel di Beverly Hills l’11 febbraio 2012.
• Whitney Houston inizia a cantare all’età di 9 anni nel coro della sua chiesa, diventandone la solista a soli 11 anni. Nel 1981 intraprende la carriera di cantante con il supporto dei suoi genitori. Il padre, John Houston, sarà il manager di Whitney fino al 2002, anno in cui fa causa alla figlia per 100 milioni di dollari.
• Nel 1983, il manager della Arista Clive Davis (nella foto) scopre il talento di Whitney e ne rimane colpito al punto di offrirle un contratto mondiale.
• Il suo album d’esordio, Whitney Houston del 1985 entra direttamete al numero 1 della classifica americana e ci resta per 14 settimane. E’ ancora oggi nel Guinness dei Primati come l’album più venduto di una cantante esordiente con quasi 29 milioni di copie. La seconda in classifica è Britney Spears con il suo ...Baby One More Time che nel 1999 ha venduto quasi 25 milioni di copie nel mondo.
• Due anni dopo, nel 1987 il secondo album, Whitney, è preceduto dalla hit internazionale I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me) che conquista il primo posto nelle classifiche di mezzo mondo. La Houston sarà la prima donna ad avere 4 singoli provenienti dallo stesso album al numero uno nella classifica USA.
• Whitney Houson è il primo artista a ottenere il primo posto delle classifiche USA con 7 singoli consecutivi, superando Beatles e Bee Gees fermi a 6. Nel 1988 la Houston incide One Moment in Time, inno delle Olimpiadi di Seoul.
• Agli esordi Whitney Houston canta come voce di supporto per Lou Rawls e Jermaine Jackson e resterà sempre legata a Michael.
• Nel giugno nel 1988 si esibisce al Wembley Stadium di Londra durante il concerto per Nelson Mandela. All’evento, Nelson Mandela, Freedom at 70, arrivano 70.000 fan.
• Nononstante l’avversione e la preoccupazione di sua madre e suo fratello (nella foto), Whitney nel 1992 sposa il cantante R&B Bobby Brown, padre di tre figli avuti con tre donne diverse e una fedina penale tutt’altro che immacolata.
• Negli anni ’90 la popolarità di Whitney Houston è tale che anche il presidente George Bush la riceve nello studio ovale a Washington.
• Nel 1992 debutta al cinema con il film Bodyguard- La guardia del corpo, al fianco di Kevin Costner. La colonna sonora del film, con il brano I Will Always Love You, cover di un pezzo di Dolly Parton, diventa la più venduta di tutti i tempi, con 42 milioni di copie in tutto il mondo.
• Nel 1995 recita in Donne - Waiting to Exhale e nel 1996 in Uno sguardo dal cielo al fianco di Denzel Washington (nella foto), lavorando alla colonna sonora di entrambi i film.
• Nella sua lunga carriera Whitney Houston ha conquistato 6 Grammy Awards e il record di 22 American Music Awards. Nel 2008 il Guinness dei Primati l’ha inserita nelle sue liste come l’artista più premiata al mondo.
• Insieme a CeCe Winans ai Grammy Awards del 1996.
• E’ a partire da metà degli anni ’90 che, parallelamente alle disavvenutre con la legge di Bobby Brown (molestie sessuali, guida in stato di ebbrezza e lesioni), iniziano a girare voci sull’uso di droga da parte di Whitney. Nel 2003 Brown viene arrestato per aver picchiato la moglie.
• Nel 2001 la cantante compare magrissima e provata al concerto per i trent’anni di carriera di Michael Jackson. L’esibizione alimenta le voci su problemi con droga, bulimia e anoressia.
• Nel 2003 Whitney Houston visita, insieme al marito Bobby Brown, la città di Gerusalemme. La cantante si sarebbe convertita all’Islam pochi giorni prima della sua morte.
• Tra il 2004 e il 2006 la cantante smette di esibirsi a causa di gravi problemi familiari, che sembrano risolversi nel settembre del 2006, quando Whitney divorzia dal marito Bobby Brown.
• Nel 2009 Whitney appare più serena al fianco della figlia Bobbi Kristina Brown durante un concerto a Central Park, New York. Ma nel febbraio del 2010 delude i fan con la sua orribile performance in Asutralia.
• Gli ultimi anni della cantante sono stati segnati da depressione, tentativi di disintossicazione e, forse, anche da gravi problemi economici. Whitney Houston resta però una delle più importanti e amate artiste degli ultimi anni, fu soprannominata "The Voice" da Oprah Winfrey.
REPUBBLICA.IT
PAOLO GALLORI
LOS ANGELES - Whitney Houston era a Los Angeles per i Grammy Awards. Immersa nella vasca da bagno, tra saponi ed essenze, in una camera al quarto piano dell’Hilton di Beverly Hills, l’ultima autentica diva della black music pregustava l’incedere sul suo palco preferito, quello del più scintillante gala della musica americana, dove dagli anni Ottanta un tappeto rosso, per lei, non era mai mancato. Così, sognando, Whitney si è addormentata per sempre 1.
E’ il sito Tmz ad avanzare la prima ricostruzione dell’accaduto. La Houston sarebbe annegata dopo essersi assopita mentre faceva il bagno. Vittima di un sonno travolgente, causato probabilmente dallo Xanax, forte sedativo che, secondo alcune fonti, la cantante da tempo prendeva per combattere l’ansia e la depressione. Altre testimonianze riferiscono che Whitney, la sera prima di morire, aveva tirato tardi bevendo tantissimo. E lo Xanax, mescolato all’alcol, ha esattamente l’effetto di indurre il soggetto a perdere conoscenza. Whitney annegata per un mix letale, quindi, non uccisa da un’overdose. Ma solo nelle prossime ore l’autopsia fornirà il responso finale sulla fine della diva.
Intanto, col passare delle ore, altre storie si intersecano agli ultimi istanti di Whitney. Ad esempio, quella di Bobbi Kristina, figlia 19enne nata dal difficile matrimonio tra la Houston e il cantante soul Bobby Brown. Avvisata della tragedia, la ragazza sarebbe arrivata qualche ora dopo all’Hilton, ma il cordone degli agenti le avrebbe impedito di vedere il corpo di sua madre. Questo, almeno, è quanto riporta ancora Tmz. A nulla è servito il suo pianto disperato. D’altronde, al riconoscimento ufficiale avevano già provveduto altri amici e parenti.
Mentre Bobbi piange, in un salone dello stesso albergo Clive Davis dà inizio alla festa organizzata alla viglia dei Grammy. Leggendario produttore discografico, fondatore dell’Arista, l’uomo capace di rimettere in carreggiata Carlos Santana, Clive era stato il primo a intuire le potenzialità di Whitney nello showbusiness. E a credere in quella ragazza, al di là della parentela con Dionne Warwick e i legami con Aretha Franklin. Whitney era la sua creatura più luminosa. Una voce capace di registri altissimi come sfumature impercettibili, svisate da brivido e note tenute all’infinito, senza una sbavatura. Tecnicamente perfetta. E bella, da morire. Morire. Le luci si abbassano, nessuno meglio di Clive Davis sa che lo show deve andare avanti. Il produttore impugna il microfono: "Abbiamo tutti il cuore devastato dal dolore. Il mio pensiero va alla figlia Bobbi Cristina e alla madre Cissy. Whitney era una persona splendida. E avrebbe voluto che la musica continuasse".
Tra gli invitati, un commosso Tony Bennett sembra non poterne più. "Prima Michael Jackson, poi Amy Winehouse. E ora Whitney Houston, la più grande cantante che io abbia mai ascoltato. Ora vorrei che tutti i presenti in questa sala sala spingano il governo a legalizzare le droghe".
In tutt’altra America, un altro uomo impugna il microfono per salutare Whitney un’ultima volta. Bobby Brown si esibisce a Southaven, non lontano da Memphis, Tennessee, dove lo ha raggiunto la notizia. "Prima di tutto voglio dirvi che vi adoro tutti - premette Bobby a inizio concerto -. E poi, voglio anche dire: I love you, Whitney". "La cosa più difficile per me è salire su questo palco", spiega Brown, giustificando il mancato annullamento dello show con il rispetto per i fans che da 25 anni seguono i New Edition, il suo primo gruppo. Sul palco, Bobby appare scosso. Dopo una decina di brani, al momento di intonare una ballad, la sua voce è rotta dall’emozione. Bobby saluta con la mano e fugge, lasciando in scena i vecchi compagni. Il concerto termina di lì a poco.
Il matrimonio tra Whitney e Bobby, un inferno durato 15 anni, con l’unica gioia della nascita di Bobbi Kristina, nel 1993, tra tante botte, maltrattamenti, tossicodipendenza, centri di riabilitazione e ricadute. Fino al divorzio, nel 2007. La fine di un matrimonio è il fallimento di un progetto. Può essere una liberazione, raramente una rinascita. Non lo è per Whitney. Perché "il diavolo più grande è in me: posso essere la migliore amica o il peggior nemico di me stessa" confessa a Diane Sawyer della Abc nel 2002, con Bobby Brown ancora al suo fianco. Whitney è preda delle depressione, esattamente come la sua più grande rivale, Mariah Carey, che nascose a lungo il suo male oscuro accecando pubblico e media con i riflettori.
Whitney e Mariah, sempre sicure e sorridenti in scena e invece sfibrate da amori deludenti e dalle aspettative, dall’impossibilità di errore. Dal desiderio di stupire, che le spinge a stringersi mano nella mano nel 1998, per duettare in When You Believe. Quattordici anni dopo, Mariah piange la morte di Whitney e di una parte di se stessa. "Ho il cuore a pezzi - scrive su Twitter -. Sono in lacrime, scioccata dalla morte della mia amica, l’incomparabile Whitney Houston".
Whitney Houston se n’è andata immaginando il suo ritorno ai Grammy Awards, dove avrebbe raccolto l’applauso che si deve a una star capace di vendere 170 milioni di dischi nel mondo e di portarsi a casa sei statuette della Recording Academy. "Era una delle più grandi cantanti pop di tutti i tempi. Una luce si è spenta oggi nella nostra comunità e noi presentiamo le nostre sincere condoglianze alla famiglia, agli amici, ai fans e a quanti sono stati toccati dalla sua voce". Queste le parole di Neil Portnoy, presidente della Recording Academy, a poche ore dalla cerimonia dei Grammy Awards allo Staple Center di Los Angeles. Che Whitney sognava e dove tutti scatteranno in piedi, ancora una volta, per lei.
(12 febbraio 2012)
REPUBBLICA.IT - SCHEDA DI ANGELO AQUARO
NEW YORK - E’ morta nel giorno dei Grammy, alla vigilia degli Oscar della Musica: Whitney Houston, 48 anni, una pioggia di statuette, 170 milioni di dischi venduti e una vita da diva che da anni era diventata un inferno, non ce l’ha fatta a spravvivere alla sua fama in declino. La Regina del Pop, la Voce, come era stata nominata. Ma non solo. Anche il Corpo della Musica, lo splendido corpo di "The Bodyguard", il film che ne ha incastonato la carriera prima che la depressione e la droga strangolassero la sua voce e la sua anima.
Whitney si trovava a Los Angeles per partecipare a un evento collegato alla consegna dei Grammy. Il corpo senza vita è stato trovato nella sua stanza d’albergo al quarto piano del Beverly Hilton hotel, a Beverly Hills. A dare l’allarme sarebbe stato il compagno, il cantante Ray-J. L’annuncio della morte è arrivato dalla sua pierre Kristen Forster che però non ha specificato le cause del decesso.
Leggendari i suoi successi, da "How Willi I Know" a "I Will Always Love You", così come le battaglie con l’alcol e gli stupefacenti. E nel mito dello showbusiness è già entrato il suo matrimonio con Bobby Brown, anche quello tempestoso come la sua carriera.
All’apice del successo negli anni 80 e 90, Withney aveva la musica nel suo Dna, cugina di un’altra grande, Dionne Warwick, figlioccia di un mito chiamato Aretha Franklin. Poteva avere tutto e tutto aveva avuto. Poi il declino, la depressione, le droghe appunto e il ritorno alla fine degli anni 2009, quel "I Look To You" che la riporta ai primi posti delle classifiche. Sembra rinata davvero e confessa in tv da Oprah Winfrey che sì, aveva fatto uso di droghe, ma adesso era pulita, era tutto finito. Poi nella primavera scorsa un’altra ricaduta, l’ennesimo centro di riabilitazione, i soliti paparazzi che in vent’anni l’hanno inseguita prima bellissima e poi con quel faccione irriconoscibile.
"Withney, riposa in pace, non ci sarà mai più un’altra come te": così, sulla sua pagina Facebook, Lenny Kravitz ha aperto i necrologi vip. "Ho il cuore spezzato e sono in lacrime per la morte scioccante del mio amica, l’incomparabile Whitney Houston ", ha scritto la cantante Mariah Carey su Twitter.
E’ stata la diva che ha segnato il nuovo soul: l’anello indissolubile tra la generazione delle Aretha e Diana Ross a quella di Beyonce e dintorni. Le ultime cronache di qualche giorno fa. Doveva ereditare il trono di Paul Abdul a "X Factor": da regina della musica a regina del reality show della canzone. Strappata, nella morte, dall’ultima umiliazione.
(12 febbraio 2012)
1991 - Canta l’inno americano al Superbowl
1986 - A SANREMO
MAIONCHI: AVEVA DIFFICOLTA A CANTARE. VOCE ECCEZIONALE, CON UNA POTENZA UNICHE AVEVA UNO SCHERMO CHE NON ERA LEI. IN QUEGLI ANNI D’ORO, FATTO FISICO DI PERDITA DI VOCE. X FACTOR 21/10/2009. CI AVEVA LASCIATO MERAVIGLIATI CON QUALITA INFERIORI A QUELLE CHE CI RICORDAVAMO. SI INTUIVA CHE ERA UNA DONNA AMMALATA. USO ECCESSIVO DI MEDICINALI CALMANTI ECC. FA DANNI. ARIA RINTRONATA, NON PRESENTE. AVEVA SEMPRE MANAGER CHE LA PROTEGGEVANO MOLTO.
REPUBBLICA.IT REAZIONI
Corre su Twitter e Facebook il cordoglio di colleghi e amici per Whitney Houston, morta oggi a 48 anni al Los Angeles. I più grandi nomi della musica mondiale, da Barbra Streisand ad Aretha Franklin a Laura Pausini hanno affidato a internet i loro ricordi e la commozione per l’addio a "una delle più grandi cantanti pop di tutti i tempi".
"Aveva tutto: bellezza, e una magnifica voce. E’ triste sapere che questi doti non le hanno portato la stessa felicità che hanno portato a noi", ha scritto Barbra Streisand. Per Tony Bennett, il decano dei ’crooner’, la morte di Whitney Houston è "una tragedia", come scrive su Twitter, aggiungendo che è stata "la più bella voce che abbia mai ascoltato e ci mancherà". Rimpiangerò sempre di non aver mai avuto l’occasione di lavorare con lei", è stato poi il commento del musicista e produttore Quincy Jones.
Laura Pausini affida a Facebook la sua commozione: "Whitney: il motivo della mia passione, della mia gioia, del mio destino. E’ il momento di piangere e cantare per te", scrive in inglese sulla sua bacheca. "La mia amatissima star, la mia preferita, da sempre e per sempre". La pagina ufficiale della cantante è oggi interamente dedicata alla grande artista scomparsa. Dalla notte scorsa Laura sta pubblicando senza sosta foto e video delle sue memorabili performance, dagli esordi fino ad oggi. "Questa pagina celebra la sola e unica Whitney Houston - scrive Laura - Non parlate di me. Ma ascoltate lei. La sua voce. Tutto ciò che era. Whitney, I will always love you", conclude citando uno dei brani più celebri di colei che definisce "Star of the stars".
Anche Elisa ha voluto ricordare "Whitney... La regina. Ti ho ascoltata fino allo sfinimento - scrive la cantautrice sulla sua pagina Facebook -. Stavo tutti i giorni almeno 2 o 3 ore a fare scale. A perdermi tra le perle di note che facevi, i dettagli di perfezione ma bollente, la potenza di quelle note infinite. Grazie Regina, di essere passata di qui, su questa terra, e di averci fatto conoscere il futuro del canto R’n’B.".
"Sono in lacrime dopo la morte scioccante della mia amica l’incomparabile Whitney Houston", ha scritto ancora Mariah Carey su Twitter. "Abbiamo perso un’altra leggenda il mio amore e le preghiere sono con la famiglia di Whitney", ha detto da parte sua Christina Aguilera, mentre Rihanna ha scritto semplicemente: "Non ho parole. Solo lacrime". Analoga reazione da parte di Aretha Franklin, madrina di Whitney: "Non riesco a parlarne adesso. Non riuscivo a crederci quando l’ho sentito alla tv. Il mio cuore va a Cissy, la figlia Bobby Kris, la famiglia e Bobby".
(12 febbraio 2012)