di Marco Morello e Carlo Tecce, il Fatto Quotidiano 10/2/2012, 10 febbraio 2012
COME SI ENTRA (COL TRUCCO) NELLA SUPERCASTA DEGLI INTOCCABILI NOTAI
Anticipiamo uno stralcio dell’inchiesta “Contro i notai”, realizzata da Marco Morello e Carlo Tecce, edita da Ponte alle Grazie, da oggi in libreria.
C’era gente che scriveva prima che fosse comunicata la traccia. Figli di pezzi grossi, un ministro per capirci, a cui è arrivato il compito già svolto”. Se le premesse son queste, figuriamoci cosa può essere successo durante e dopo. Anzi, non figuriamocelo: per una volta il concorso per notai, di solito protetto da una segretezza a doppia mandata, è finito sotto i riflettori. È successo a ottobre del 2010, quando tante cose si sono svolte diversamente da come la correttezza e il buon andamento, di cui spesso parla il legislatore, di regola vorrebbero. Le irregolarità sarebbero cominciate sin da subito, nella distribuzione dei codici sui banchi. Alcuni privilegiati, infatti, sarebbero riusciti a far passare libri con commenti e annotazioni, nonostante sia assolutamente proibito. Si è visto anche qualche esemplare del cosiddetto codice “napoletano”, un libro con una sorta di doppio fondo rilegato pieno di escamotage utili per superare agevolmente lo scritto. [...]
Ancora poco rispetto a quanto successo il secondo giorno, quando è stata dettata una traccia identica, o secondo altre versioni quasi identica, a quella che era stata proposta durante un’esercitazione di pochi giorni prima della scuola Anselmo. [...]
IL GIORNO DOPO, il putiferio: il passaparola aveva reso tutti consapevoli di quanto accaduto e molti erano decisi a interrompere la prova, a non andare avanti in una situazione del genere. I commissari, invece, cercavano di buttare acqua sul fuoco, di minimizzare la portata della faccenda oppure di negarla dicendo di non saperne niente. Era una bolgia: urla , cori, minacce da parte della commissione di una denuncia penale per interruzione di pubblico servizio. Da una parte si schierava chi voleva comunque portare a termine la prova, dall’altra un gruppo di delusi che protestava per la traccia-fotocopia e pretendeva a gran voce che tutto fosse annullato. [...]
HANNO VINTO le proteste, il malcontento, nonostante la commissione abbia tentato lo stesso di dettare una traccia entro le ore 16, il termine ultimo prima che il concorso fosse invalidato. Che, il passaggio non è da poco, non è stato interrotto per quell’irregolarità, ma per le acque in tempesta che rendevano impossibile andare avanti. Poi, a bocce ferme, i commissari hanno spiegato di non sapere nulla del fattaccio, hanno puntato l’indice e scaricato ogni responsabilità sulla collega che aveva spacciato quella traccia, già assegnata e pubblicata su Internet, per inedita. Sul resto, sulle premesse, sulle stranezze, silenzio. Ordinaria amministrazione. Ma i candidati lo ribadiscono: la traccia è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’ultimo affronto di un concorso nato male e naufragato nel disastro.