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 2012  febbraio 10 Venerdì calendario

PER REAL E BARCELLONA INCASSI A 930 MILIONI

La gerarchia dei top club europei di calcio si conferma un blocco granitico. E con il fair play finanziario alle porte, che lega rigidamente le spese alle entrate dei team, il rischio di una "cristallizzazione" delle forze in campo continentale si fa più concreto.
Per il quarto anno consecutivo, la composizione delle prime sei posizioni della "Football Money League" di Deloitte è, infatti, invariata. E per il settimo anno è il Real Madrid il club con il più alto fatturato al mondo con 480 milioni di euro. Sul podio restano Barcellona (che ha incassato 450 milioni, con un incremento del 13% rispetto alla stagione precedente dovuto soprattutto al contratto pluriennale di sponsorizzazione con Qatar Foundation) e Manchester United (367). Seguiti da Bayern Monaco (321), Arsenal (251) e Chelsea (249).
In generali i ricavi dei 20 principali club calcistici d’Europa, a dispetto della crisi economica, hanno raggiunto, nella stagione 2010/2011, i 4,4 miliardi di euro. Anche se la crescita è più che dimezzata rispetto al ritmo della stagione 2009/10 (+8% contro il +3% del 2010/11).
In ambito internazionale, si segnalano la performance dello Shalke 04 che ha fatto ingresso per la prima volta nella sua storia nella top ten, grazie alla semifinale raggiunta in Champions League nella scorsa edizione della manifestazione, e quella del Tottenham che, sempre per via della Champions, ha avuto un incremento di ricavi del 36 per cento. Inoltre, il club di Londra ha da poco ottenuto l’approvazione per la costruzione di un nuovo stadio che potrebbe migliorarne ulteriormente le prospettive.
Mentre la legge sugli stadi giace da due anni alla Camera (per quanto il nuovo ministro per lo Sport, Piero Gnudi, ne abbia auspicato l’approvazione entro giugno), come stanno le società italiane? Sono cinque quelle presenti in graduatoria. Insieme a Milan, Inter, Juventus e Roma si affaccia, per la prima volta, il Napoli. Il Milan si conferma primo club italiano in termini di ricavi, con 235,1 milioni di euro (pur registrando un decremento del 3,7%), seguita dall’Inter con 211,4 milioni (in calo del 6,2%). La squadra che ha subìto il maggior calo dei ricavi è la Juventus, con un -24,9% rispetto alla stagione precedente, a causa – spiega il rapporto Deloitte – dei pessimi risultati ottenuti sul campo (con la settima posizione in Serie A nello scorso torneo) e dell’eliminazione dall’Europa League. Si tratta, tuttavia, di valutazioni da "storicizzare" e che non tengono conto dell’apporto al fatturato del nuovo stadio entrato in funzione da questo campionato.
Roma e Napoli, al contrario, hanno visto salire i propri ricavi rispettivamente del 17% e del 25% rispetto al 2009/10. In particolare, il club campano, grazie alla qualificazione alla fase finale ad eliminazione della Europa League ha incassato 2,3 milioni di premi Uefa. Il Napoli, che ha da poco chiuso il quinto bilancio in utile, d’altro canto potrà conquistare altre posizioni nella classifica Deloitte, grazie alla qualificazione nella massima competizione continentale ottenuta l’anno scorso (gli effetti si vedranno dai conti del 2012).
In ogni caso, secondo Dario Righetti, partner Deloitte, «il punto debole delle squadre italiane continua ad essere la forte concentrazione dei ricavi derivanti dai diritti tv rispetto a quelli derivanti dalla vendita di biglietti e dalle altre attività commerciali. Se i club tricolori vogliono migliorare devono investire maggiormente in strategie idonee a incrementare i ricavi derivanti da fonti alternative. Prestazioni costanti sul campo e la partecipazione alla Champions League sono però essenziali». Il peso medio degli ingressi da stadio delle italiane, in effetti, si aggira ben al di sotto del 20% del totale dei ricavi del singolo club, mentre i principali team europei che viaggiano sopra il 35 per cento.