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 2012  febbraio 10 Venerdì calendario

La fabbrica delle battute – I comici possono essere persone tristi. Si dice che lo fossero Oliver Hardy, Buster Keaton e Totò, mentre le tendenze depressive di Woody Allen sono parte integrante del suo personaggio

La fabbrica delle battute – I comici possono essere persone tristi. Si dice che lo fossero Oliver Hardy, Buster Keaton e Totò, mentre le tendenze depressive di Woody Allen sono parte integrante del suo personaggio. Per professione e anche per definizione, e per quanto tristi possano essere, se sono comici non dovrebbero però mettere tristezza agli altri. Tristissime sono invece le polemiche nel settore. Una vignetta di Vauro, per alcuni antisemita; battute dette da Crozza e già lette su Twitter o forse no; parlamentari che stigmatizzano, opinionisti che arringano pro e contro, il tema delle battute fatto rientrare nella più vasta tematica del copyright su Internet: tutti i "contenuti" di Internet sono di tutti, ma Crozza non può dire una battuta già comparsa su Twitter. E se invece può, allora non si capisce cos´abbia fatto di male Luca Barbareschi che l´altr´anno aveva saccheggiato il sito di battute Spinoza, con la scusa della crossmedialità, ed è stato deplorato da tutti (invece Roberto Benigni gli autori di Spinoza si ricorda sempre di menzionarli). Mentre un brivido ci riporta all´increscioso caso Luttazzi si sente aleggiare il più sintomatico argomento ad minchiam (definizione che riprendo da Franco Scoglio, e mi scuso con gli eventuali aventi diritto) dei nostri tempi: va così perché Crozza «è di sinistra» e Barbareschi «è di destra». In definitiva, Woody Allen ha reso comica la depressione e noi riusciamo a far diventare deprimente persino la comicità. Anche le formiche, nel loro piccolo, ci scazzano. È dagli anni Novanta che la comicità ha in Italia un´importanza sovradimensionata. Chi, in Italia, viene ascoltato più a lungo e più convintamente di un comico? Forse il Pontefice, ma una sola volta la settimana mentre i comici sono in onda ogni momento. È di conseguenza sorta una vera industria della risata: redazioni, vignettisti, conduttori radio e tv, ormai anche titolisti di giornali che lavorano ogni momento sugli stessi personaggi famosi, le stesse notizie conosciute da tutti, gli stessi nomi e le stesse parole. Facebook e Twitter hanno poi aggiunto nuovi canali di distribuzione, a partire dal basso, many to many; e di spiritosi si sa che è piena l´Italia, ognuno convinto di essere originale. Se si può dire che quella della comicità è ormai un´industria non è neppure solo per la quantità di personale addetto, ma anche e soprattutto per il modo di lavorazione. Molti hanno trovato «brutte» le battute pronunciate da Crozza. Ognuno giudichi come vuole, ma certo erano battute abbastanza meccaniche: semplici combinazioni di elementi lì a portata di mano (Roma + neve = «ogni morte di papa» = Ratzinger preoccupato; «Roma + neve + sindaco = «notte bianca» = Alemanno meglio di Veltroni). Banale? All´interno della comicità industriale la banalità è come il cioccolato dozzinale per le merendine industriali: non un difetto, ma una qualità; è proprio quello che piace, quello che ci deve essere. Quando ci si rivolge tanto spesso a platee tanto ampie il fatto che una battuta sia la prima che verrebbe in mente a chiunque diventa addirittura un merito, una garanzia di immediatezza. E chi si contenta, ride. Ogni tanto un autore copia qualcosa, ogni tanto un twittatore si isterizza, per rispettive sindromi stereotipiche. Ma non stanno sopravvalutando entrambi il ruolo che le battute giocano nella comicità? In sé valgono come le parole delle canzoni pop: ci devono essere, ma posso anche essere mediocri, se sono musicate e cantate bene. Le battute dette da Luciana Littizzetto raramente sono irresistibili; dette da una o un suo collega strapperebbero risate stracche. È il comico che rende grande una battuta ed è un concorso imprevedibile di circostanze che rende grande il comico, per quel periodo di grazia in cui fa ridere tutti anche solo mostrando la faccia. Tutte le battute di Ennio Flaiano facevano ridere e ognuna poteva essere solo di Flaiano. Ma Flaiano faceva letteratura e conversazione, e le sue battute più spiritose e tipiche (in una parola, flaianesche) sono negli articoli per il Mondo, non nelle sceneggiature. La comicità industriale è invece, e necessariamente, fatta anche di battute che hanno di comico solo il fatto che qualcuno le possa ritenere tali.