Valentina Acordon, la Repubblica 10/02/2012, 10 febbraio 2012
Il gelo siberiano e il buco mediterraneo ecco come nasce la tempesta perfetta – La forte ondata di maltempo non è finita: tra oggi e domani tornano le nevicate sul centro-sud e il gelo al nord, solo dopo metà della prossima settimana si avvierà un lento miglioramento
Il gelo siberiano e il buco mediterraneo ecco come nasce la tempesta perfetta – La forte ondata di maltempo non è finita: tra oggi e domani tornano le nevicate sul centro-sud e il gelo al nord, solo dopo metà della prossima settimana si avvierà un lento miglioramento. Era da almeno 27 anni che non si verificava una fase di gelo e neve così intensa e persistente, ma in alcune zone si sono sfiorati i record dell´epico inverno del 1956. Ma le cause meteorologiche sono chiare: l´espansione a ovest dell´anticiclone siberiano che attiva gelide correnti nord-orientali verso le depressioni sul Mediterraneo, investendo l´Italia. Più difficile è l´inquadramento climatico, perché i dati confermano che stiamo vivendo in un clima sempre più caldo. Apparente controsenso, ma non è così. Perché un conto sono i singoli eventi meteorologici: possono essere freddi e intensi ma riguardano solo piccole parti del pianeta, al massimo su scala continentale e per brevi periodi. Un altro conto sono invece le condizioni climatiche medie calcolate in mesi, anni e decenni su scala planetaria. Secondo alcuni studi la diminuzione del ghiaccio nell´Artico causata dal riscaldamento globale potrebbe innescare un gioco di correnti atmosferiche in grado di portare inverni più freddi. Ma il riscaldamento globale potrebbe anche essere responsabile della maggiore frequenza di eventi estremi. E il "tempo pazzo" dell´ultimo anno - caldo africano, alluvioni e gelo polare - sembra confermare questa ipotesi. Nel "frigorifero" del mondo dove si forma l´alta pressione Mentre il centro-sud era sepolta sotto forti nevicate, nei giorni scorsi al nord si è toccato il picco di gelo più intenso, con temperature inferiori ai -20. Non solo in presenza dell´aria siberiana, ma anche in nottate con cielo sereno e suolo innevato. Perché al tramonto il terreno inizia a raffreddarsi cedendo il suo calore all´atmosfera: se la notte è stellata questo calore viene liberato nello spazio e il raffreddamento è più intenso; quando invece il cielo è nuvoloso, le nubi agiscono da "coperta" che intrappola il calore e le temperature scendono meno. Ma se il suolo è innevato, il terreno anche di giorno si scalda pochissimo, perché quasi tutta la radiazione solare viene riflessa dalla neve (effetto albedo). Si crea uno strato di aria freddissima su pianure e fondovalle, mentre in proporzione in alta montagna, dove l´influenza della superficie terrestre è minore, il freddo è meno intenso (temperature sui -20 sia in pianura sia ai 3.000 metri). La discesa del vortice polare dall’Artico fino al nostro sud La circolazione atmosferica è caratterizzata da una fascia di alta pressione alle latitudini tropicali e da una zona di bassa pressione ai poli, (vortice polare). Se il vortice polare è molto profondo l´aria gelida artica rimane intrappolata al suo interno e sull´Europa (mediterranea) prevale l´influenza dell´alta pressione tropicale con aria più mite. Se invece si indeboliscono sia l´alta pressione tropicale sia il vortice polare, si attivano colate di aria fredda dall´Artico verso sud: dalla Siberia verso i Balcani e il Mediterraneo, come in questi giorni. L´anticiclone russo-siberiano si è esteso su tutta l´Europa centro-settentrionale dove il tempo è in prevalenza stabile, ma con gelo intenso, mentre tra il Mediterraneo e il Mar Nero si è formata una fascia di bassa pressione, con tempo perturbato e abbondanti nevicate. Le correnti da nord-est, come un fiume d´aria gelida, stanno riversando l´aria siberiana anche sull´Italia e sul Mediterraneo. Le nevicate record prodotte dallo scontro di venti caldi Le masse d´aria vicino al suolo si muovono dalle zone di alta verso quelle di bassa pressione. Tra l´anticiclone russo-siberiano esteso sull´Europa centro-settentrionale e le depressioni che si formano sul Mediterraneo la differenza è elevata (molto alta sul nord-Europa, molto bassa sul Mediterraneo). Come uno scivolo su cui l´aria fredda scorre velocemente con correnti da nord-est che arrivano in Italia attraverso il Carso, originando forti venti di bora a Trieste e invadendo la Pianura Padana dove si formano veloci blizzard, rovesci di neve accompagnati da raffiche di vento. Sull´Adriatico l´aria gelida siberiana si carica di umidità e, quando si scontra con l´Appennino, la riversa sulle nostre regioni sotto forma di nevicate. Giunta sul Tirreno confluisce in una depressione che richiama aria più umida e mite dal Mediterraneo: il contrasto tra le due masse d´aria origina perturbazioni che portano piogge e nevicate a quote molto basse sul centro-sud. Niente nubi, salta l’effetto coperta e il termometro precipita sotto zero Mentre il centro-sud era sepolta sotto forti nevicate, nei giorni scorsi al nord si è toccato il picco di gelo più intenso, con temperature inferiori ai -20. Non solo in presenza dell´aria siberiana, ma anche in nottate con cielo sereno e suolo innevato. Perché al tramonto il terreno inizia a raffreddarsi cedendo il suo calore all´atmosfera: se la notte è stellata questo calore viene liberato nello spazio e il raffreddamento è più intenso; quando invece il cielo è nuvoloso, le nubi agiscono da "coperta" che intrappola il calore e le temperature scendono meno. Ma se il suolo è innevato, il terreno anche di giorno si scalda pochissimo, perché quasi tutta la radiazione solare viene riflessa dalla neve (effetto albedo). Si crea uno strato di aria freddissima su pianure e fondovalle, mentre in proporzione in alta montagna, dove l´influenza della superficie terrestre è minore, il freddo è meno intenso (temperature sui -20 sia in pianura sia ai 3.000 metri).