Marco Del Corona, Corriere della Sera 10/02/2012, 10 febbraio 2012
DISCORSI CHE NON DURINO PIU’ DI UN’ORA. COSI’ LA CINA SCOPRE L’OPINIONE PUBBLICA
Il compagno Wan Qingliang conosce la misura della virtù: un’ora. Un’ora soltanto. Tanto, secondo lui, dovrebbe parlare al massimo ciascun dirigente del Partito comunista cinese o amministratore pubblico durante gli appuntamenti importanti. Se il meeting fosse di profilo più basso si dovrebbe scendere a trenta minuti.
Wan Qingliang è dallo scorso dicembre il segretario comunista di Canton, la metropoli al cuore del Guangdong iperproduttivo, e durante un plenum del comitato cittadino ha proposto di mettere un tetto a una delle più vistose (e innocue) efferatezze del Partito: i discorsi dei suoi leader, dalla base ai vertici, dalle campagne alle cavernose vastità della Grande Sala del Popolo sulla Tienanmen.
Discorsi prolissi, spietatamente noiosi. Ore e ore di nulla. E poiché i veri capi danno l’esempio, Wan ha fatto notare che «mi sono fermato a 58 minuti». Non pago, ha infine suggerito — forse tra la costernazione dei produttori di carta — di ridurre il materiale scritto distribuito nelle occasioni ufficiali.
La capacità di sintesi è dote senza colore politico. Si potrebbe aggiungere che calmierare la durata degli interventi in Aula, ostruzionismi permettendo, costituirebbe anche in Occidente un utile taglio ai costi (come dire? Umani...) della politica. Tuttavia l’annuncio di Wan parla della Cina. E può voler dire due cose. O prova che, in modo non sistematico e a volte persino inconsapevole, la politica in Cina prende atto che c’è un’opinione pubblica di cui tener conto (il dibattito sui media sulle elezioni nel villaggio ex ribelle di Wukan lo conferma). Oppure segnala che a Pechino e dintorni ci si perde discutendo di inutili ritualità, mentre sopravvivono, e fanno la differenza, i metodi brutali delle lotte tra fazioni: vedi la rimozione da capo della polizia del vicesindaco di Chongqing, Wang Lijun, adesso sparito dopo aver trascorso — come ha confermato ieri la Xinhua — una notte nel consolato Usa di Chengdu (senza peraltro ricevere l’asilo politico).
Da Canton il segretario Wan dà argomenti agli ottimisti e ai pessimisti. Così è la Cina.
Marco Del Corona