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 2012  febbraio 10 Venerdì calendario

«Maldive? Golpe da operetta Noi italiani ci godiamo il sole» - «Tenendo conto di quello che succede in giro nel mondo, questo delle Maldive è un colpo di stato quantomeno soft

«Maldive? Golpe da operetta Noi italiani ci godiamo il sole» - «Tenendo conto di quello che succede in giro nel mondo, questo delle Maldive è un colpo di stato quantomeno soft. Qui al resort Palm beach la vacanza continua tranquillamente». Sergio, avvoca­to di Bolzano, risponde così al Gior­nale da un isolotto paradisiaco del­le Maldive. Ieri il presidente depo­sto ha lanciato un appello per «sal­vare il Paese», la sua famiglia è fug­gita nello S­ri Lanka e le preziose sta­tue del museo buddista della capi­tale, Malè, sono state fatte a pezzi. Un campanello d’allarme per la presenza di bande «talebane», che odiano le statue di­vinatorie, in mez­zo a­una popolazio­nesunnitanoncer­to integralista. Sergio va in va­canza alle Maldive da una ventina d’anni. Con lui nel resort a 40 minuti di idrovolante dal­la capitale, ci sono circa 300 turisti italiani. Quando gli chiediamo se la situazione pos­sa precipitare come per le primave­re arabe, si mette a ridere. «Se vuo­le la verità, noi lo viviamo come un golpe da operetta. Martedì non sa­pevamo nulla del presidente depo­sto. L’allarme è rimbalzato dall’It­a­lia con amici e familiari che hanno cominciato a chiamarci impauri­ti », spiega l’avvocato. «Si continua tranquillamente ad andare in spiaggia. Si esce in barca da matti­na a sera e si fanno immersioni. An­che le escursioni nei villaggi di pe­scatori non sono state cancellate. È tutto normale a tal punto che ieri è arrivata una coppia con i bimbi piccoli dall’Italia e nessuno si so­gna di fare le valigie», tranquillizza ilturistatricolore. Neancheperrag­giungere gli atolli più vicini a Malè i turisti passano per la capitale, do­ve ci sono stati disordini. L’aero­porto internazionale si trova su un isolotto a cinque minuti di naviga­zione, ma come i vacanzieri scen­dono così si imbarcano sugli idro­volanti per raggiungere i resort. «Sto parlando da un cellulare lo­cale, le linee telefoniche non sono mai state interrotte, la tv funziona, come la radio. Neanche Al Jazzera ne parla più di tanto - sottolinea Sergio - I rifornimenti non si sono mai interrotti e soprattutto il perso­nale locale, che ha famiglia nella ca­pitale, è tranquillo. Le sembra un pericoloso golpe?». Ieri il presidente in fuga, Moham­med Nasheed, ha lanciato un ap­pello televisivo alla comunità «in­ternazionale in difesa della demo­crazia. Cheintervenganosulgover­no illegale e mandino persone sul terreno per mantenere la pace» ha chiesto Nasheed, ex attivista per i diritti umani, soprannominato il Mandela delle Maldive. Il presi­dente deposto ha raccontato di es­sere sfuggito alla cattura. Ieri matti­na la moglie e le due figlie di Nashe­ed sono fuggite nel vicino Sri Lanka. Eppure il portavoce della di­pl­omazia statunitense Victoria Nu­land, alla domanda di un giornali­sta­che chiedeva se gli Usa conside­rano «legittimo» il nuovo governo a Malè ha risposto di «sì». «I maldiviani con cui ho parlato sembrano incerti con chi schierar­si. L’impressione è che stanno alla finestra - spiega l’avvocato in va­canza­Le motivazioni più che poli­tiche o religiose riguardano il con­trollo delle risorse delle Maldive, ovvero del turismo». Mohammed Waheed Hassan, il nuovo presidente, ha fatto sapere ieri «che non ci sono e non ci saran­no problemi per i turisti ». Le autori­tà golpiste giurano che «non c’è mai stato e non c’è alcun conflitto religioso», ma la distruzione delle statue buddiste, da parte di un gruppo di 5-6 persone, come fece­ro i talebani in Afghanistan, è un brutto segnale. Ieri nella capitale la quarantina di italiani residenti si è riunita con il console Giorgia Ma­razzi. La città è tranquilla, ma due sere fa ci sono stati disordini in al­cuni atolli meridionali. L’esercito ha inviato 300 soldati a Addu, seconda città del Paese, do­ve, secondo il sindaco filo Nashe­ed, c’era il caos. L’impressione è che durante il golpe i generali sia­no rimasti a guardare, mentre la po­lizia si è ammutinata. Non a caso il capo degli agenti, Abdul Mannan Yoosuf, ha confermato che sono stati spiccati alcuni mandati di cat­tura per il presidente deposto e l’ex ministro della Difesa. Da Palm Bea­ch, il resort degli italiani, Sergio as­sicura: «La vacanza continua, spe­rando che resti un golpe soft».