ALBERTO MATTIOLI, La Stampa 10/2/2012, 10 febbraio 2012
E per chi diventa milionario c’è il corso speciale - Vivere da milionari è troppo impegnativo perché lo si possa imparare a fare da soli
E per chi diventa milionario c’è il corso speciale - Vivere da milionari è troppo impegnativo perché lo si possa imparare a fare da soli. Così la consueta vocazione pedagogica dello Stato francese ha trovato un nuovo campo d’applicazione: insegnare ai ricchi a comportarsi da ricchi. La Française des Jeux, la principale società pubblica che gestisce le riffe di Stato, lotto, lotterie e simili, organizza degli stage per i vincitori, ma solo per i «grands gagnants», cioè chi ha incassato da un milione di euro in su. «In occasione di questi incontri, il nostro obiettivo è di aiutarli a vincere la loro naturale timidezza sociale», spiega Brigitte Roth, responsabile del servizio delle relazioni con i vincitori durante una visita all’Opéra di Parigi: «Vogliamo mostrare loro che questi posti sono accessibili e non riservati a un’élite culturale. Così diamo accesso a dei codici che non sono loro familiari». Insomma, troppo facile intascare il bottino e poi darsi alla pazza gioia con la godereccia spensieratezza (e magari pure il cattivo gusto) dei «nouveaux riches». A parte i commercialisti e i notai incaricati di far fruttare il patrimonio ricevuto dalla sorte, servono dritte su come godersi gli interessi. E allora la Fdj, materna, porta i fortunati a familiarizzarsi con teatri, ristoranti gastronomici, case d’aste e alberghi a sei stelle. Quest’anno organizzerà anche un corso di cucina con Guy Martin, chef bistellato del leggendario ristorante «Grand Véfour», dove il piatto più celebre, il piccione «Ranieri III», costa 96 euro (quindi in effetti è bene vincere alla lotteria prima di andarci a fare uno spuntino). Naturalmente non tutti i fortunati di Francia sono interessati alle stesse cose. Il «Parisien» ha intercettato e intervistato all’Opéra Jean-Claude, già autista di Tir, poi vincitore di sette milioni di euro al Loto, che si è detto affascinato dal teatro di Charles Garnier, ma perplesso sui ristoranti: «Se ci sono troppe smancerie, non sono più nel mio elemento. Quando vado in un buon ristorante e il cameriere mi presenta il menu per tre ore, mi viene voglia di rispondergli: Forza, portami da mangiare!». Ecco uno per cui i manicaretti di Martin saranno sprecati. A meno che non scatti l’«istinto gregario», come riflette l’ingegnere Michel, un altro supervincitore (infatti non al Loto ma al SuperLoto, bottino di sette milioni e mezzo): «Abbiamo tutti le stesse preoccupazioni». Beh, monsieur Michel, queste preoccupazioni le vorremmo avere tutti...