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 2012  febbraio 10 Venerdì calendario

E a Porta Portese è boom di catene “made in Napoli” - Centottantacinque - cinquantacinque», grida un ragazzo infagottato in un piumino color verde militare

E a Porta Portese è boom di catene “made in Napoli” - Centottantacinque - cinquantacinque», grida un ragazzo infagottato in un piumino color verde militare. «185 - 65», rilancia una donna mentre sistema i capelli sotto il cappuccio del giaccone. «205 - 55, 205 - 55», ripete un uomo infreddolito. A guardarli così, sembrerebbero giocatori di una tombola alle prese con la verifica dei numeri usciti. Invece sono i dannati dell’impietoso inverno capitolino, che si fissano smarriti l’un l’altro quando si sentono dire dal vecchio in piedi dietro il bancone che «come ve lo devo da di’, nun c’è più gnienteee». Il luogo è Porta Portese, mecca degli acquirenti di ricambi e accessori per auto. L’ora è quella del pranzo che centinaia di romani stanno saltando alla ricerca dell’ultima catena da neve disponibile. La folla assiepata davanti ai magazzini spara raffiche di numeri, le misure degli pneumatici di una Panda, una Ypsilon, un’Astra, una Polo, tutte destinate, con ogni probabilità, a «dormire» in parcheggio un gelido sonno lungo 48 ore. Perché qui la merce è quasi del tutto esaurita, con buona pace dei pigri che si sono ridotti all’ultimo momento, alla vigilia dell’ordinanza del sindaco che impone per oggi e domani l’uso di catene o gomme da neve. La corsa contro il tempo dei forzati della catena è resa vana da un irrimediabile «tutto esaurito» o, nel migliore dei casi, dai trucchi (a Roma le chiamano «sole») e dalle speculazioni di alcuni commercianti. Furbetti che vendono a prezzi esosi, dai 50 ai 70 euro, vecchi e inservibili fondi di magazzino: roba che risale a dieci anni fa, ferraglia che neanche un robivecchi si porterebbe via. A spiegare la grande «sola» che si consuma fra i banchi è un distinto signore con i capelli brizzolati. È un rappresentante di accessori per auto, prega di non scrivere il suo nome mentre apre con mosse furtive una borsa piena di carte: «È il mio campionario. Ora le spiego. La merce è quasi tutta esaurita da un bel po’. Le fabbriche, che programmano il loro lavoro con un anno d’anticipo, sono state prese in contropiede dalle ordinanze con cui le Regioni del Nord e del Centro hanno obbligato gli automobilisti a dotarsi, neve o non neve, di catene o di gomme termiche. L’ultima è stata la Toscana. Poi è arrivata la botta finale, cioè il gelo di questi giorni. Ecco perché la merce scarseggia, almeno quella regolare...». Quella regolare? «Ha sentito bene», annuisce il rappresentante. Che spiega come quella in bella mostra sui banconi di Porta Portese sia in gran parte vecchia ferraglia. «Per essere in regola con la normativa europea le catene devono recare due marchi con le scritte “Cuna” e “Onormi”. Lo spessore non deve superare i nove millimetri, altrimenti c’è il rischio che il metallo urti contro parti meccaniche dell’auto danneggiandole». Quelli che stanno vendendo «sono vecchi arnesi rimasti per anni nei magazzini, catene di 12, 13 millimetri che non dovrebbero mai essere montate sulle gomme di auto di nuova produzione», assicura il rappresentante. «Merce vecchia che è stata portata qui stamane, in gran quantità, con alcuni camion venuti da Napoli - giura -. Vai un po’ a capire dove se la sono procurata...». I fortunati chetrovanole catene a normadevono rassegnarsi al salasso. In tempi normali, un prodotto di qualità media costa fra i 50 e i 70 euro. Ieri, vigilia della seconda, annunciata tempesta di neve, il prezzo è schizzato fino a 150 euro. Così dice Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, che invita i commercianti a un esame di coscienza e le autorità a un’attenta vigilanza.