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 2012  febbraio 09 Giovedì calendario

“BATTUTE COPIATE” LA RETE DURA CON CROZZA

La vicenda, va detto, è andata oltre. Accuse, controaccuse, repliche, chiacchiere digitali. Chi ha ragione, chi torto? Difficile dirlo (di certo i toni potevano essere più concilianti). Ma il caso Crozza-Twitter, esploso ieri sul social network dell’uccellino, può essere utile per raccontare cosa si muove oggi nell’aggrovigliatissima infosfera che mescola, mastica, digerisce e risputa, tweet, post, battute, televisione, creatività, comici di successo, intuizioni, citazioni e copyright. Ma bisogna andare con ordine. Partendo da una hashtag: #copiaeincrozza.
Tutto comincia davanti al televisore. Martedì, ora di cena. Maurizio Crozza, da sempre piuttosto benvoluto in Rete, apre come ogni settimana Ballarò su Rai3. Al centro delle sue battute non può che esserci il fatto del giorno: l’emergenza neve e le goffe polemiche sollevate dal sindaco di Roma Alemanno. La performance del comico non è una delle migliori, tra le tante battute ne spiccano alcune già sentite in ogni dove e, naturalmente, lette on line. Al senatore Pd Andrea Sarubbi, al quale non manca seguito su Twitter (ha oltre 10 mila follower), qualcosa suona storto: “Pure questa settimana Crozza ha fatto spesa proletaria su Twitter” scrive online e allega al suo tweet uno “screenshot” inequivocabile, il fotogramma di un battuta pubblicata tre giorni prima da un utente del social network (@davidedesario). “#nevearoma alla fine la notte bianca più affascinante invece che a Veltroni è toccata ad Alemanno”, il testo identico alla freddura del comico.
I FOLLOWER di Sarubbi fanno subito notare al deputato, inoltre, che altre battute di Crozza sono già girate on line (in particolare quella del Papa che guarda da una finestra piazza San Pietro innevata e si preoccupa “perché a Roma nevica ogni morte di Papa”). Manca ancora un tassello perché tutto si trasformi in un tormentone. Sarubbi chiede, sempre su Twitter: “Ma un bell’hashtag per quel copione di Crozza?”. A rispondergli è Ubimaggio (vedi intervista sotto), responsabile nuovi media del Pd e autrice di hashtag indimenticabili. Non se lo fa ripetere un attimo: “#copiaeincrozza” propone. È un successo immediato. “Crozza non copia le battute da Twitter, le raitwitta”, scherza @Umb80, “Finalmente #crozza fa ridere ...è Twitter che gli scrive i testi. Lui fa #copiaeincrozza” ci va già duro @buzzico. Più dialogante @Cheriluna: “Crozza è uno dei miei comici preferiti, ma credo che se avesse citato la fonte stavolta non avrebbe fatto una brutta figura”. Come loro sono migliaia che rimandano la stessa tag: #copiaeincrozza. La vicenda viene ripresa nella mattinata di ieri dai giornali online e il gioco è fatto. Il comico decide di replicare a tutti con una lettera, ironica ma piccata, al Corriere.it  : “Cari amici della rete” scrive “lo confesso: è tutto vero. Sono trent’anni che io lavoro copiando dalla rete. Anche quando la rete non esisteva, io la copiavo. A scuola ho sempre copiato da Twitter. Anche questo comunicato non è mio: l’ho appena trovato su Twitter”. Elenca le sue trasmissioni di successo mentre “Le copertine di Ballarò no: quelle le copio da Facebook”. Quindi, la chiosa, “Grazie Twitter! Tra l’altro: io Twitter non ce l’ho. Se mi dite come si usa mi fate un favore. E naturalmente grazie al parlamentare Pd Sarubbi che, come disse Roosevelt a Yalta, mi ha sgamato. Io confesso. Anzi, trattandosi di Sarubbi: io con fesso”.
LA RISPOSTA, ad alcuni utenti di Twitter, piace ancora meno della presunta “copiatura”. Molto anche a quelli che lo difendono:“Nonsipuòfarecampagna sull’inutilità del Copyright, e poi prendersela con Crozza” twitta @pierangelo1982. Se anche Luttazzi fu trafitto da accuse di plagio, perfino Benigni venne messo alla gogna per aver “copiato” alcune battute di Spinoza.it  . Il comico toscano chiuse poi la polemica ringraziando da Fazio i ragazzi del forum più divertente del web. In realtà anche Crozza ha già dimostrato attenzione al mondo della Rete: tra i suoi autori spicca Stefano Andreoli, che di Spinoza è uno dei fondatori e degli animatori. Non solo: oggettivamente le sue battute dell’altra sera potevano venire in mente senza dare una sbirciatina a Twitter. Eppure, ribadivano molti online ieri, un ringraziamento non costa niente. Se è vero che “la Rete” fa battaglie contro il copyright, è anche vero che i media tradizionali attingono a piene mani dalla creatività di Internet, e senza farsi troppi problemi. Invece, per chi è sempre on line, niente vale più di una citazione.