Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  febbraio 09 Giovedì calendario

Debutta «Volunia», salutato da tutti come rivoluzionario - Per mesi se ne è parlato come del progetto italiano che avrebbe sfidato Google sul suo campo, quello dei motori di ricer­ca

Debutta «Volunia», salutato da tutti come rivoluzionario - Per mesi se ne è parlato come del progetto italiano che avrebbe sfidato Google sul suo campo, quello dei motori di ricer­ca. Lunedì Volunia è stato final­mente presentato all’Università di Padova dal suo «papà», Massi­mo Marchiori, uno degli ideatori dell’algoritmo su cui si basa l’azienda di Mountain View. Già la presentazione è una delusio­ne, tanto che i primi commenti della Rete sono stati piuttosto tie­pidi. Niente di scenografico, niente lustrini e paillette: solo un’auste­ra aula di ateneo e un proiettore che all’inizio ha dato qualche pro­blema. Eppure a sentirne parlare nei mesi scorsi sembrava quasi che avrebbe rivoluzionato inter­net. E invece alla prova pratica la prima impressione è che sotto al fumo ci sia poco arrosto e che l’in­novazione made in Italy zoppi­chi ancora. Ma è lui stesso che spiega: «Abbiamo indicizzato so­lo l’1% del Web finora. Ma siamo già online perché l’idea è rivolu­zionaria e dobbiamo farlo capire a nuovi investitori». Al momento, tra l’altro, Volu­nia. com è aperto solo a pochi elet­ti, ma il Giornale ha potuto pro­varlo. Vediamo come funziona. Una volta registrati al portale, ci troviamo davanti una schermata simile a quella di Google. La diffe­renza sta nella vistosa barra blu in alto e le faccine degli utenti pre­senti nel sito. Una sorta di ma­schera che si sovrappone alla pa­gina che stiamo visualizzando e ci accompagna nella navigazio­ne. Un bel fumetto rosso ci dice che abbiamo dei messaggi. Un clic e si apre una chat con cui si può commentare in tempo reale la pagina che si sta visitando. L’idea non è male: in questo mo­do­possiamo conoscere chi ha in­teressi simili al nostro. E se voglia­mo possiamo anche diventare «amici», come si direbbe su Face­book. È il lato social - quello per ora meglio sviluppato - forse l’unica vera innovazione di Volu­nia, tanto che il suo motto è «seek& meet» (cerca e incontra). Passato l’entusiasmo iniziale proviamo a cercare qualcosa. Facciamo diverse ricerche e ci ac­corgiamo subito del primo difet­to: il servizio è ancora nella fase di test e probabilmente i siti che ha «mappato» sono molti meno rispetto a quelli di Google. Se cer­chiamo il Giornale il primo risul­tato è quello di Wikipedia. En­trando nel sito, poi, e cliccando sul pulsante «Media» in alto do­vremmo poter navigare tra gli ele­menti multimediali, ma il siste­ma non dà risultati, come se sul portale non ci fossero immagini, video o audio. Non ci perdiamo d’animo: proviamo con siti più grandi. Youtube, Facebook, Fli­ckr. Niente da fare. La maschera è stata creata con una tecnologia vecchia, bloccata dai portali più famosi. Ecco quindi il vero «tallo­ne d’Achille» di Volunia: se non ci permette di navigare sulle pagi­ne che consultiamo più spesso, perché dovremmo usarlo? Alla fine ci arrendiamo e per te­starlo appieno ci concentriamo sul sito della Nasa, lo stesso usato da Marchiori nella sua presenta­zione. Così scopriamo un’altra funzionalità: il pulsante Mappa ci permette di visualiz­z­are in modo molto ele­mentare, la struttura del sito che dovrebbe aiutare l’utente ad orientarsi nel portale. Possiamo scegliere tra una visualizzazione a cartelle e una raffigura­zione che ricorda mol­to uno dei giochi più po­polari di Facebook, «Farmville». Se l’idea è buona, la realizzazio­ne è migliorabile. La grafica, è troppo elementare e stilizzata, tanto da far pensare ai primi vide­ogiochi. Senza contare che intro­duce un modo nuovo di navigare a cui, perché abbia successo, gli utenti dovranno abituarsi. E su in­ternet, si sa, conta molto la facili­tà d’uso. Certo, quella che oggi è una lacuna va vista come un’op­portunità per migliorare e biso­gna ricordare che in Italia è dura trovare i fondi o gli investitori su cui hanno potuto contare Goo­gle, Facebook e gli altri giganti del web. Se Volunia non vuole re­stare solo una bella meteora e un ennesimo tentativo fallito di far emergere l’innovazione italiana, dovrà ammodernare la tecnolo­gia di base. Insomma, Marchiori e il suo team ne hanno di strada da fare prima di poter competere con Google.