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 2012  febbraio 09 Giovedì calendario

«Vi spiego come Ratzinger ha sconfitto il demonio» - Presentiamo qui un estratto dal libro «L’Ultimo Esorcista» (Piemme) scritto da Padre Gabriele Amorth e Paolo Rodari

«Vi spiego come Ratzinger ha sconfitto il demonio» - Presentiamo qui un estratto dal libro «L’Ultimo Esorcista» (Piemme) scritto da Padre Gabriele Amorth e Paolo Rodari. L’esorcista ufficiale del Va­ticano con Giovanni Paolo II, ha svelato l’esorci­smo di Papa Ratzinger che ha «salvato» due uomi­ni posseduti dal demonio *** Devo dire però ancora una cosa. E questa cosa ri­guarda Joseph Ratzin­ger. L’attuale Pontefice era ai tempi della stesura del rituale «ad inte­rim» uno dei membri della com­missione cardinalizia incaricata di scrivere il testo. Egli è stato l’unico a ricercare e ad ascoltare il parere di noi esorci­sti anche se poi pu­rtroppo tale pa­rere non è stato condiviso dagli al­tri suoi colleghi. È una mattina di maggio dell’anno 2009. Joseph Ra­tzinger è Papa già da quattro anni. Nel corso del suo pontificato ha parlato più volte di Satana. Capi­sco che per lui il demonio è uno spirito esistente, che lotta e agisce contro la Chiesa. E contro di lui. Al­trimenti non si spiegherebbero frasi del genere: «Per quanti conti­nuano a peccare senza mostrare nessuna forma di pentimento, la prospettiva è la dannazione eter­na, l’inferno, perché l’attacca­mento al peccato può condurci al fallimento della nostra esistenza. È il tragico destino che spetta a chi vive nel peccato senza invocare Dio. Solo il perdono divino ci dà la forza di resistere al male e non pec­care più. Gesù è venuto per dirci che ci vuole tutti in paradiso e che l’inferno, del quale poco si parla in questo nostro tempo, esiste ed è eterno per quanti chiudono il cuore al suo amore». (...) Fa caldo in piazza San Pietro. La primavera è oramai inoltrata. Il so­le picchia sulla piazza dove una folla di fedeli aspetta il Papa. È mercoledì, il giorno dell’udienza generale. I fedeli sono arrivati da tutto il mondo. Dal fondo della piazza entra un gruppetto di quat­tro persone. Due donne e due gio­vani uomini. Le donne sono due mie assistenti. Mi aiutano duran­te gli esorcismi, pregano per me e per i posseduti e assistono per quanto è loro pos­sibile i posseduti nel loro lungo e dif­ficile­percorso di li­berazione. I due giovani uomini so­no due posseduti. Nessuno lo sa. Lo sanno soltanto lo­ro e le due donne che li «scortano». Quel mercoledì le donne decidono di portare i due all’ udienza del Papa perché pensano che potrebbero trarne giovamento. Non è un mi­stero che molti gesti e parole del Papa facciano imbestialire Sata­na. Non è un mistero che anche la sola presenza del Papa inquieti e in qualche modo aiuti i posseduti nella loro battaglia contro colui che li possiede. I quattro si avvici­nano verso le transenne in prossi­mità del «palco» da dove Benedet­to­XVI di lì a poco è chiamato a par­lare. (...) È importante per loro riu­scire a portare i due posseduti il più possibile vicino al Papa. «Avete visto, Giovanni e Mar­co? » chiedono le due donne ai due posseduti. «Ce l’abbiamo fat­ta. Tra poco arriverà il Papa e noi siamo qui vicini a lui». I due non parlano. Sono stranamente silen­ziosi. È come se coloro che li pos­siedono ( si tratta di due demoni di­versi) stiano cominciando a capi­re chi di lì a poco arriverà in piaz­za. Suonano le dieci. Dall’arco del­le campane, il portone a fianco del­la basilica vaticana, esce una jeep bianca. Sopra tre uomini. Un gui­datore, il Papa in piedi e, seduto al suo fianco, il suo segretario parti­colare monsignor Georg Gän­swein. Le due donne si girano ver­so Giovanni e Marco. Istintiva­mente li sorreggono con le brac­cia. I due, infatti, iniziano ad avere comportamenti strani. Giovanni trema e batte i denti. Le due don­n­e capiscono che qualcuno sta co­minciando ad agire nel corpo di Giovanni e di Marco. Qualcuno che col passare dei minuti si mo­stra sempre più agitato. «Giovanni, mantieni il control­lo di te stesso» dice una delle due donne. «Mantieni il controllo, Giovan­ni. Non farti sopraffare. Reagisci. Mantieni il controllo». L’altra don­na dice le stesse parole a Marco. Giovanni non sembra ascoltare le parole della donna. Salvo, d’im­provviso, girarsi e dirle con voce lenta e che sembra venire da non si sa quale mondo: «Io non sono Giovanni». La donna non dice più nulla. Sa che con il diavolo solo un esorcista può parlare. Se lei lo fa­cesse sarebbe molto rischioso. Co­sì rimane in silenzio e si limita a so­stenere il corpo di Giovanni ora completamente in mano al demo­nio. La jeep gira per tutta la piazza. I due posseduti si piegano per ter­ra. Battono la testa per terra. Le guardie svizzere li osservano ma non intervengono. Sono forse abituate a scene del genere? Forse sì. Forse altre volte hanno assistito alle reazioni dei posseduti innanzi al Papa. La jeep compie un lungo percorso. Poi ar­riva in cima alla piazza, a pochi metri dal portone della basilica va­ticana. Il Papa scende dall’auto e saluta le persone poste nelle pri­me file. Giovanni e Marco, insie­me, iniziano a ululare. Sdraiati per terra ululano. Ululano fortissi­mo. «Santità, santità, siamo qui!» urla al Papa una delle due donne cercando di attirare la sua atten­zione. Benedetto XVI si gira ma non si avvicina. Vede le due donne e ve­de i due giovani uomini per terra che urlano, sbavano, tremano, danno in escandescenze. Vede lo sguardo d’odio dei due uomini. Uno sguardo diretto contro di lui. Il Papa non si scompone. Guarda da lontano. Alza un braccio e be­nedice i quattro. Per i due posse­duti è una scossa furente. Una fru­stata assestata su tutto il corpo. Tanto che cadono tre metri indie­tro, sbattuti per terra. Adesso non urlano più. Ma piangono, piango­no, piangono. Gemono per tutta l’udienza. Quando poi il Papa se ne va, rientrano in se stessi. Tornano se stessi. E non ricorda­no nulla. Benedetto XVI è temutis­simo da Satana. Le sue messe, le sue benedizioni, le sue parole sono come dei potenti esorcismi. Non credo che Benedetto XVI compia esorcismi. O almeno la cosa non mi risulta. Credo tuttavia che tutto il suo pontificato sia un grande esorcismo contro Satana. Efficace. Potente. Un grande esorcismo che molto dovrebbe insegnare ai vesco­vi e ai cardinali che non credono: costoro comunque dovranno ri­spondere della loro incredulità. Non credere e soprattutto non no­minare esorcisti laddove ce ne è esplicito bisogno è, a mio avviso, un peccato grave, un peccato mor­tale. Il modo con cui Benedetto XVI vive la liturgia. Il suo rispetto delle regole. Il suo rigore. La sua postura sono efficacissimi contro Satana. La liturgia celebrata dal Pontefice è potente. Satana è ferito ogni volta che il Papa celebra l’eucaristia. Satana molto ha temuto l’elezio­ne di Ratzinger al soglio di Pietro. Perché vedeva in lui la continuazio­ne della grande battaglia che con­tro di lui ha fatto per ventisei anni e mezzo il suo predecessore, Giovan­ni Paolo II. Il Papa che, lui sì, faceva esorcismi.