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 2012  febbraio 09 Giovedì calendario

I soldi «spariti» degli ex An? Chiedete a Fini - E se i 26 milioni di euro «spa­riti » dal patrimonio di Alleanza na­zionale in realtà non fossero mai spariti? E se la denuncia della se­gretaria di Fini si rivelasse un boo­merang? Qualche dubbio effett­i­vamente viene spulciando i bilan­ci, gli atti dei tribunali e le segrete spese del partito-associazione di via della Scrofa

I soldi «spariti» degli ex An? Chiedete a Fini - E se i 26 milioni di euro «spa­riti » dal patrimonio di Alleanza na­zionale in realtà non fossero mai spariti? E se la denuncia della se­gretaria di Fini si rivelasse un boo­merang? Qualche dubbio effett­i­vamente viene spulciando i bilan­ci, gli atti dei tribunali e le segrete spese del partito-associazione di via della Scrofa. Il primo dato cu­ri­oso è che se un calo delle disponi­bilità patrimoniale di An c’è stato, ciò è avvenuto quando tutto era ge­­stito, a livello di presidenza, dagli uomini più fidati di Gianfranco Fi­ni. Al vertice del comitato dei Ga­ranti c’era Donato Lamorte. A ca­po del comitato di Gestione figura­va Franco Pontone che come vice contava sull’assistente del presi­dente della Camera. A che pro, al­lora, l’esposto in procura? I CONTI TORNANO A sfogliare una dettagliata me­moria dei senatori Franco Mu­gnai ( succeduto a Pontone) e Giu­seppe Valentino i soldi ci sarebbe­ro tutti, documentati al centesi­mo, voce per voce. Basta saper leg­gere atti e bilanci, approvati dai co­mitati presieduti dai tre finiani, con l’aggiunta di Enzo Raisi, oggi nel Fli: un milione e 300mila quali «oneri personale», 2 milioni e 700mila per «locazione e transa­zione per risoluzione contratti» (onnicomprensivi della riconse­gna ai proprietari di 107 sedi), più di 3milioni e mezzo per congressi 2009, 2milioni e mezzo di «interes­si passivi su cartolarizzazione/ contributi elezioni politiche 2008», 3 milioni e rotti per rimbor­si elettorali 2008, 1 e mezzo quale «accantonamento fondo donne alle politiche», 4 e mezzo alla voce «ammortamenti annuali», oltre 2 milioni di «rinunce crediti verso società controllate», 2milioni 300mila per «contributi elezioni 2008/10», quasi 5 milioni per one­ri di «gestione straordinaria 2009/10 »eccetera eccetera.Il tota­le fa 26 milioni di euro, onnicom­prensivo dei 4 milioni e 800mila spesi a partire dall’ottobre 2010, quando cioè il senatore Mugnai è subentrato a Pontone dimissiona­rio imbarazzato per Montecarlo. E allora? «Questi soldi sono in real­tà un semplice saldo algebrico ­spiegano Mugnai e Valentino - e cioè la differenza fra quanto era nella disponibilità di An al marzo 2009 come patrimonio e quanto è stato poi accertato e documenta­to a far data dal 18 novembre 2011, data di costituzione della fonda­zione ». I REVISORI DI GIANFRY La guerra dei soldi tra ex An-Pdl ed ex An-Fli non era ovviamente ancora scoppiata all’ultimo con­gresso del marzo 2009 nel quale si decise all’unanimità che An,asso­ciazione di fatto non riconosciuta che agiva in forma di partito, cessa­va la sua funzione per entrare nel Pdl. «Morto» il partito, l’associa­zione restava viva fino al 31 dicem­bre 2011 ( data di costituzione del­la Fondazione) per gestire ciò che riguardava An in senso ideale e materiale. Tutti d’accordo, anche i finiani. In vista della Fondazio­ne, si costituiscono due organi­smi: il comitato dei garanti e il co­mitato di gestione che dovrebbe­ro operare in un­a sorta di ammini­strazione duale anche con proget­ti di medio periodo per migliorare e sostenere il patrimonio di An. Tutto procede bene, senza intop­pi­contabili anche perché la gestio­ne del patrimonio viene dichiara­ta «ok» col placet di attenti revisori contabili molto vicini a Fini, come Italo Ricciotti. Tant’è. Col divor­zio da Berlusconi, gli ex An-Fli ini­ziano a battere cassa agli ex An-Pdl,dimenticandosi di quali fosse­ro l­e determinazioni prese all’una­nimità dall’ultimo congresso. In sede civile prima Rita Marino e il deputato Antonio Buonfiglio, poi quest’ultimo insieme a Raisi,chie­dono al tribunale di vigilare sul pa­trimonio. La prima volta i ricorren­ti perdono, la seconda, l’altro ieri, ottengono la nomina dei commis­sari­liquidatori che difatto impedi­scono ai «nominati» dal congres­so di disporre dei beni di An (vedi articolo sotto). LE CONSULENZE DI RITA Ma c’è di più. La segretaria di Fi­ni finisce, lei stessa, al centro di una questione economicamente spinosa. Promuove un’azione in­giuntiva nei confronti di An per il pagamento di 21mila euro di arre­­trati per un’attività di consulenza (nel 2007 era di 2.500 euro mensi­­li, cresciuti fino a 5mila nel 2011) dovuti alla sua attività di consulen­za con An e al suo ruolo di vice di Pontone. Dal partito rispondono picche, non solo perché nessun membro dei due comitati percepi­sce un euro di stipendio ma per­ché le fanno presente che oltre a essere la segretaria di un leader po­litico di un diverso partito, da tre anni (dal 2008) non lavora più al partito bensì alla Camera, nelle stanze del Presidente. Due stipen­di sono troppi. AUTO E AUTISTI PER IL CAPO A qualche spesa fuori posto i componenti dei due comitati ave­vano preferito passarci sopra. C’era quell’auto del partito, una bella Bmw 740, utilizzata non si ca­pisce a quale titolo da Fini fino a quando il Giornale non lo obbligò a riconsegnarla in via della Scrofa. Lamorte ironizzò sul nostro sco­op, anche se pure lui, viene fatto oggi notare,utilizzava un’auto de­stinata al partito. Dimenticava­mo: Fini utilizzava impropria­mente anche gli autisti del partito. SI RIAPRE MONTECARLO Ai tempi di Montecarlo gli ex An nel Pdl preferirono non commen­­tare, schifati com’erano dalla si­tuazione. Avevano lasciato fare Storace, che adesso, però, si accin­gono a seguire sul fronte «civile» posto che il gip che archiviò, nei modi che tutti ricordano la que­stione penale, ravvisò gli estremi per una strada alternativa. Oggi Mugnai ammette: «Ora basta, Montecarlo grida vendetta». La guerra è guerra.