Il Sole 24 Ore 8/2/2012, 8 febbraio 2012
L’ARTICOLO 18 SOFFOCA LA MIA IMPRESA: APRO LA FILIALE IN ALBANIA
Gli imprenditori, che hanno a che fare quotidianamente con la produzione, i bilanci e il personale, sanno benissimo che l’articolo 18, a volte, è un ostacolo: nelle aziende spesso la giusta causa non esiste (come ironicamente molti affermano, in Italia è più facile separarsi da un coniuge che licenziare un dipendente). Si può obiettare che senza l’articolo 18 gli imprenditori potrebbero disfarsi di personale senza giusto motivo, ma mi chiedo quale imprenditore, che ha a cuore la propria azienda, si priverebbe di collaboratori su cui ha investito migliaia di euro in formazione, affiancamenti, e che con la loro professionalità creano utile all’azienda. Nessuno, è la risposta. Il problema è che questo sistema di protezione del lavoratore oggi fa sì che un dipendente, dopo aver superato il periodo di prova, si senta in diritto di manifestare comportamenti e azioni spesso al limite. Amministro una società che opera nel Sud Italia e dove sono state assunte 300 persone negli ultimi sette anni. Abbiamo in media il 12% di assenteismo, con malattie di due o tre giorni (con costi a carico azienda) sempre a ridosso di festività o riposi. In questa fase di grave crisi e pensando sempre a quella media di assenteismo, ho bloccato le assunzioni e, se la produzione ha necessità particolari, procediamo ad assunzioni a tempo determinato. A marzo apriremo una filiale (centro elaborazione dati che darà lavoro a 30 persone): siamo costretti a farlo in Albania.
Aldo Tarricone